L’arte dello spostamento: Parkour

David Belle  (in foto).

Vuoi spostarti nel modo più efficiente possibile? Non stiamo parlando di un nuova alternativa per lo spostamento urbano. Questa volta si parla di una nuova tendenza metropolitana che consente di muoversi con velocità Entrando in sintonia con la realtà dell’ambiente che ti circonda sia architettura che natura, superando ogni ostacolo con agilità e destrezza: Il parkour è “ l’arte dello spostamento”.

Panchine, muretti, aree edificate non ancora concluse in disuso, siepi, ringhiere e pareti non sembrano spaventare i “Traceurs” oppure “Traceuses”, al femminile, come si fanno chiamare i “creatori di percorsi”. Il loro obiettivo è quello di affrontare in modo creativo, atletico, leggero ed estetico, le barriere naturali o artificiali che trovano sulla loro strada, oltrepassare gli ostacoli sia fisicamente che mentalmente, tutto questo fa parte del percorso di chi pratica l’arte dello spostamento.
A primo impatto i movimenti tipici del parkour per superare un ostacolo possono sembrare facili, efficienti e di sicuro apprendimento e istintivi per il corpo umano, senza la necessità di una preparazione atletica precedente. Invece questa disciplina deve essere praticata in maniera intelligente in modo da non portare a nessun rischio. E’ fondamentale capire che dietro ai video e alle performance di traceur professionisti ci sono anni e anni di allenamento fisico e mentale, che li ha portati a raggiungere il livello a cui sono ora. Un buon ).

Vuoi spostarti nel modo più efficiente possibile? Non stiamo parlando di un nuova alternativa per lo spostamento urbano. Questa volta si parla di una nuova tendenza metropolitana che consente di muoversi con velocità Entrando in sintonia con la realtà dell’ambiente che ti circonda sia architettura che natura, superando ogni ostacolo con agilità e destrezza: Il parkour è “ l’arte dello spostamento”.

Panchine, muretti, aree edificate non ancora concluse in disuso, siepi, ringhiere e pareti non sembrano spaventare i “Traceurs” oppure “Traceuses”, al femminile, come si fanno chiamare i “creatori di percorsi”. Il loro obiettivo è quello di affrontare in modo creativo, atletico, leggero ed estetico, le barriere naturali o artificiali che trovano sulla loro strada, oltrepassare gli ostacoli sia fisicamente che mentalmente, tutto questo fa parte del percorso di chi pratica l’arte dello spostamento.
A primo impatto i movimenti tipici del parkour per superare un ostacolo possono sembrare facili, efficienti e di sicuro apprendimento e istintivi per il corpo umano, senza la necessità di una preparazione atletica precedente. Invece questa disciplina deve essere praticata in maniera intelligente in modo da non portare a nessun rischio. E’ fondamentale capire che dietro ai video e alle performance di traceur professionisti ci sono anni e anni di allenamento fisico e mentale, che li ha portati a raggiungere il livello a cui sono ora. Un buon buy meratol online traceur no teletrack payday loan direct lenders non corre mai rischi: è consapevole al 100% che al momento di un salto, o nell’esecuzione di un determinato percorso, è in grado di farlo e di arrivare dove si è prefissato.

Il termine parkour, coniato da David Belle  (in foto) e Hubert Koundé nel 1998, deriva da parcours du combattant (percorso del combattente), ovvero il percorso di guerra utilizzato nell’addestramento militare proposto da Georges Hébert, ufficiale di marina francese, che nei primi anni del novecento sviluppò un particolare metodo di allenamento per l’addestramento delle truppe, definito Hébertismo, il cui motto è “ Essere forti per essere utili “, da cui ha preso ispirazione David Belle, il fondatore di questa disciplina.

Il Parkoue lascia molta immaginazione a chi lo pratica senza dargli dei modelli predefiniti sul modo universale di saltare un determinato ostacolo lasciando il traceur libero di creare e affinare il “suo” personale modo di fare parkour. Non esistono competizioni nel parkour, forse l’unica forma di competizione è quella che si ha con se stessi nel cercare di superare un ostacolo prima insormontabile, per migliorarsi, superare i propri limiti passo dopo passo.

Una disciplina che ti pone davanti ai tuoi limiti fisicamente e mentalmente, una disciplina che ti aiuta e ti sprona ad aiutare, che ti permette di affrontare non solo i piccoli ostacoli architettonici ma anche i grandi “ostacoli” che la vita ti pone davanti.