L’arma vincente è essere se stessi

L’intento? rivelare nient’altro che la sua semplicità e l’essere una persona “normale” che della sua immagine ha fatto il suo lavoro. interagisce quotidianamente con i suoi followers e si divide tra shooting e vita da giovane mamma in carriera. segni particolari: molti tatuaggi (amatissimi!). Intervista a Alice Basso

Alice, la prima cosa che mi ha colpito particolarmente appena mi sono affacciata sul tuo profilo Instagram è la descrizione di te. Tu esordisci con “Mamy”, poi “wife” e al terzo posto “model”…credo che l’ordine non sia stato casuale. Brava, hai detto bene. L’ordine non è a caso. Li ho messi in ordine di “importanza” se si può dire. E al primo posto ovviamente c’é una Madre e Moglie che parla. Il resto son dettagli.

A quanti anni e come inizia la tua carriera da modella?

Ho iniziato a fare la modella quando avevo 3 anni. Sì, solo 3 anni. I titolari di un negozio chiesero ripetutamente di me ai miei genitori. E fino ai 7 anni è stato il mio “baby job”.
Sinceramente non l’ho vissuta bene gli ultimi 2 anni. Era una noia terribile. Io volevo giocare, volevo stare in giardino a casa mia, con la bici, correre, arrampicarmi sugli alberi. Non sopportavo che mi mettessero la cipria e la lacca sui capelli, i boccoloni, le trecce, le code di cavallo. No, non faceva più per me, quindi mamma decise di non portarmi più. E… chiamalo destino! A 17 anni un fotografo mi ha notata e mi ha chiesto di fare un book, per vedere come e se sapevo muovermi. Ho accettato subito. E da lì a una settimana ho iniziato subito a lavorare come fotomodella. Non ho mai sfilato in passerella, sono alta 1,73 e non basta, anche se devo confessarvi una cosa: mio figlio aveva 9 mesi quando una nota azienda di moda, mi chiamò per sfilare e per fare il catalogo. Ero in vacanza e avrei dovuto fare il tutto nel giro di 3 o 4 giorni, ma ho alla fine scelto la famiglia. Oggi un po’ “mi mangio le mani”, sarebbe stato un bel traguardo. Ad ogni modo, solo il fatto che mi abbiano contattata e abbiano anche insistito per due giorni, mi soddisfa come se l’avessi fatto. Vedi, a volte i tatuaggi aiutano! Poi comunque ho continuato questo lavoro, anche come indossatrice e per fitting. E lo faccio tuttora.

Come descriveresti il tuo lavoro, in particolare ora che il mondo dei social network è diventato quasi la prima vetrina di visibilità? Cos’è cambiato rispetto al passato quando gli strumenti della rete erano ancora rudimentali e poco utilizzati?

È cambiato tutto. E devo dire che grazie ai social ho iniziato a lavorare più del doppio. Io stessa sono la mia agenzia. Mi arrangio in tutto: mi faccio da avvocato, commercialista, agente, mi preparo i contratti, rispondo alle mail. E nel mentre faccio anche la mamma a tempo pieno. Sì, sono un po’ stressata in effetti ma ho 29 anni. Tra 10 anni chi mi cercherà più?

(Sorrido, ndr)…in effetti la carriera da modella porta anche dei “limiti temporali”, per così dire. Anche se non è mai detta l’ultima. Meglio “sparare” questi ultimi colpi. Tu condividi molto della tua vita personale sui social creando una rapporto confidenziale e amichevole con le giovani che ti seguono quotidianamente. Sembra quasi di entrare nella tua quotidianità e di conoscere da vicino la tua famiglia, le tue abitudini…Qual è il valore aggiunto di questo rapporto virtuale con i tuoi followers?

Ho scelto di prendere la via dell’essere me stessa, anche davanti a quasi 300mila persone che mi leggono. Credo sia l’arma vincente. Faccio entrare nella mia vita tutti, raccontando quello che mi capita, esperienze di vita, cose normali di tutti i giorni, mi piace dimostrare di essere una persona normale, con dei problemi normali, con le mie insicurezze, le mie gioie, i miei sfoghi. Sì ok, l’amore per la moda c’è da sempre, ma non voglio che i miei social siano una vetrina di soli vestiti. Mi annoierebbe parecchio.

Infatti, hai numerosi followers che ti seguono e sono particolarmente attenti ai tuoi post. Ma oltre ai sostenitori esistono moltissimi detrattori. Come ti difendi dagli attacchi in rete?

Ho imparato a non difendermi più. Sorvolo, blocco e cancello. È la cosa migliore da fare. Prima mi abbassavo a certe piccolezze, mi innervosivo e, d’impulso, rispondevo a tono. Facevo dei litigi senza fine, con persone che nemmeno sapevo che faccia avessero. Quindi ho deciso che, dato che il problema non sussiste, mi faccio scivolare tutto di dosso.

Qual è la caratteristica che secondo te colpisce particolarmente le persone che ti seguono, al di là della tua bellezza (ovviamente, ndr)?

Inizialmente credo mi seguano pensando che io sia “qualcuno”, poi quando capiscono che sono solo una persona normale che ha deciso di raccontarsi, allora lì il rapporto diventa stupendo, perché iniziano a interagire e mi scrivono come fossi l’amica di sempre. E tutto questo è fantastico.

Secondo te cosa o come bisogna essere e, al contrario, non essere nel mondo dei social per avere successo?

Non saprei come risponderti. Credo ci sia un po’ di confusione generale. Vedo tanti modelli da seguire non proprio sani, eppure visti come icone di stile, di vita. Mentre vedo tante altre persone che meriterebbero, essere molto sottovalutate. Quindi non saprei proprio. Io vado per la mia strada, che è quella che mi da emozioni. Per me questo conta.

La tua immagine, lo stile di vita o il tuo gusto estetico creano un modello influente, spesso da imitare, in quelli che ti seguono in rete. Ma se tu potessi scegliere in cosa vorresti influenzare le persone?

Vorrei influenzarle proprio nel valore della Vita, ricordando quanto siano importanti certe cose rispetto ad altre. Ripeto, si i vestiti sono belli, la moda è meravigliosa, è una passione che ho da sempre, ma non trovo argomentazioni a riguardo e non mi sento di poter trasmettere nulla. Se si parla di Vita sì, mi sento di voler dire qualcosa. Spesso ricevo mail dove qualcuno mi ringrazia, semplicemente perché con i miei post ho dato la forza di fare una cosa, di uscire da un brutto periodo, o semplicemente di far sorridere. E questa è una cosa che mi appaga in un modo indescrivibile. Quindi ecco, voglio influenzare le persone a godere della vita, che è il miracolo più grande che ci è stato regalato (ci tiene a sottolinearlo particolarmente, ndr).