La VideoArte di Stefania Rota: “Il Medium giusto per esprimermi”.

Stefania Rota è una giovane video artista udinese. I suoi lavori stanno girando al mondo grazie ad internet e i social network. Ha recentemente finito di collaborare per un progetto sperimentale proprio con il FEFF di Udine.

Ciao Stefania, tu sei una giovane video artista, ci vuoi raccontare brevemente com’è iniziata la tua carriera e cosa ti ha fatto appassionare a questa nuova e importante forma d’arte?

La mia carriera è iniziata col teatro e con la fotografia analogica. Poi da lì tutto ha cospirato affinché io potessi approdare alla videoarte. Ho esplorato molti territori e frangenti e credo che continuerò ancora. La videoarte per me ha rappresentato, per un lungo periodo, il medium giusto per esprimermi. Tutto cambia in maniera sempre più esponenziale soprattutto la tecnologia che è intimamente legata al mio lavoro. E con il suo cambiare inevitabilmente cambiano anche i mezzi con cui esprimermi. Già ora mi sento in una fase di passaggio dalla videoarte a qualcosa di differente. Che la comprende ma la trasforma.

Si è appena concluso il FEFF di Udine, sappiamo che hai lavorato per un progetto sperimentale proprio per la manifestazione. Ci vorresti parlare di questa esperienza.

Durante le giornate del FEFF ho fatto delle riprese con la lomokino, un nuovo prototipo derivato dalle famose toycamera sovietiche e che funziona in maniera del tutto analogica con rullini da 35mm che registrano 144 fotogrammi ognuno grazie ad una manovella che viene girata manualmente proprio come si faceva agli albori del cinema. Oltre a questo mi sono appostata come un cecchino insieme a Diego Lorenzo Zanitti per catturare quanti più istanti possibili riferiti al festival per poi costruirci sopra un racconto. Una storia composta dalle microstorie catturate nella realtà del FEFF. Questo ci ha portato a viverlo in modo del tutto particolare.

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Uno dei tuoi recenti lavori di video-arte ha avuto un grande successo arrivando tra i 12 semifinalisti del VIMEO AWARD 2012. Raccontaci perché hai creato “Cinezoique” e come ti sei approcciata alla creazione di questa opera.

Cinezoïque è nata come installazione per il Visionario. Mi era stata proposta la sfida di portare le mie opere in un luogo concreto poiché avevano sempre viaggiato sul web e per me è stata un’ottima occasione nonché un’opportunità di mettermi alla prova. Inoltre era la prima volta che mi trovavo a lavorare nel mio luogo d’origine avendo vissuto per molti anni in giro per l’Europa. Ho riflettuto sul dover interagire con spazi fisici, assieme a Diego Zanitti, con cui collaboro da tre anni per la gran parte dei miei lavori, sul ruolo che oggi ha il cinema e il video e sul modo di fruirli. Questo è cambiato molto nel corso degli anni ed ora, grazie anche al web, al calo dei costi delle attrezzature ed ad altri elementi, il video sembra imperare nelle nostre giornate anche in luoghi che diventano fisici fuori dallo schermo per mezzo di monitor, proiettori, cellulari, portatili ecc Cosi è nato il concetto di Cinezoïque, gioco di parole tra cenozoico e Electronic Cigarette cinezoico, declinato alla francese come riferimento ad un cambiamento epocale che decreta una nuova era ad opera dell’immagine in movimento. Su questo concetto sono nate due opere ed una di queste è “Cinezoïque – The Movie Time Line”, installazione di 21 metri lungo tutta la parete del bookshop del Visionario che attraversa la storia del cinema con la camminata di vari attori che accompagnano la stessa camminata degli spettatori lungo la linea temporale del cinema. Ho poi declinato l’installazione alla forma del video ed è cosi che è approdata al web da cui è poi stata scelta tra i 12 semifinalisti della categoria Remix dei Vimeo Awards 2012 nonché come unico contributo italiano presente nell’intera selezione.

Nato come installazione site-specific per il Cinema Visionario di Udine, l’opera però poi si è spostata sul web raggiungendo moltissime persone. Come giudichi l’utilizzo e lo sfruttamento della rete per la diffusione e la sponsorizzazione dei lavori di video-arte?

Credo che non ci sia un modo univoco per agire. Personalmente provengo da esperienze che mi hanno portata a conoscere bene il linguaggio di internet e quindi mi sento di muovermi in questa direzione piuttosto che in altre. Mi piace pensare al concetto di “viralità”, di creare qualcosa che raggiungerà posti e persone che non conosco e che verrà fruito in momenti a me altrettanto sconosciuti. Di certo ha cambiato e ancora sta cambiando alcuni meccanismi dell’arte aggiungendo e togliendo a seconda dei punti di vista.

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Il tuo lavoro “viaggia” sui social-network e blog. Pensi che queste nuove forme di comunicazione aiutino lo status attuale dell’arte o invece ne blocchino la ricezione dal vivo?

Non credo blocchino nulla perché le due cose rimangono ben distinte. Da una parte ho il potere di far vedere la mia opera molto di più di quanto accadrebbe in un museo ma ciò non toglie che la fruizione della stessa in un luogo specifico rimane una cosa molto differente. Dipende sostanzialmente anche da che espressione sto usando. Come un libro letto su uno schermo non sarà mai la stessa cosa di un libro di carta, allo stesso modo un quadro, una scultura, un’istallazione, un video pubblicato on-line non saranno mai come gli stessi visti nel mondo reale. Certo è che, ad esempio, posso conoscere l’opera di un dato artista sul web e poi decidere di recarmi a vederlo proprio perché conosco già il suo lavoro. La divergenza tra fisico e virtuale è stato un tema preponderante degli anni 80-90. A mio avviso ora è il momento in cui si è capito che l’una e l’altra sono due poli opposti che non potranno mai sostituirsi bensì migliorare le mancanze l’uno dell’altro. Quindi la presenza e l’uso intelligente di entrambi i poli rappresenta a mio avviso un aiuto per l’arte.
Grazie Stefania per la tua disponibilità.

C’è qualcosa che vorresti aggiungere come ultima battuta per i lettori di Genius?

Ringrazio Genius per supportare me come altri artisti e invito a guardare miei lavori su : cargocollective.com/minimalbaroque e www.minimalbaroque.com

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website: cargocollective.com/minimalbaroque  –  www.minimalbaroque.com