La sottostazione elettrica di riconversione

Quell’edificio discreto e silenzioso, che si trova accanto alla Centrale Idrodinamica  lungo la strada ferrata, nell’area retrostante al Bacino 0 indirezione di Barcola, è la Sottostazione elettrica di riconversione (TRANSFORMATORENSTATION) rimasta in funzione fino al 1989 ed  ancora oggi parzialmente in uso.

Comunemente detta Centrale elettrica o Stazione trasformatori, costruita nel 1913 per la trasformazione  dell’energia elettrica  per i diversi siti   del Punto Franco, resta insieme  alle attrezzature  interne, a testimonianza di un periodo storico importante del nostro porto. La sala dei trasformatori, le gallerie protette, le scale, le guide per gli argani, le apparecchiature elettriche e la disposizione degli arredi, le vetrinette divisorie confermano ancora oggi la dignità e il prestigio di  quell’architettura industriale che Trieste può vantare nel suo patri­monio storico

In quegli anni il porto di Trieste risultava il quinto in Europa per volume di maleextra clinical studies traffici (1913) e doveva adeguare le sue attrezzature al loro incremento anche con nuovi edifici “speciali”. L’edificio viene costruito per  il necessario e urgente ampliamento della già esistente Sottostazione nel complesso della Centrale Idrodinamica.

Questo edificio speciale si distingue dalle altre costruzioni del Porto Vecchio, associandosi invece ai varchi del muro di cinta, all’Edificio n. 5 (Casa degli operai), alla ormai demolita espositura doganale (Dogana vecchia)  sul Molo Sanità, e alla  Locanda Piccola.

La particolarità e i caratteri stilistici delle opere dell’architetto  Zaninovich si fondano sugli insegnamenti della sezione edile della K.K. Triest Staats Gewerbeschule, che frequenta dal 1891 al 1895, sulla formazione all’ Accademia di Vienna (1899-1902) e alla Wagnerschule, ma  anche nella sua attività di progettista dell’impresa della Pittel&Brausewetter  che costruisce a Trieste nel Porto Vecchio il complesso dei Magazzini 2, 2a e 4.