La Politica e lo Swatch

Ancora oggi si sente dire “preciso come un orologio svizzero” e non occorre ricordare il perchè.. tuttavia può risultare utile raccontare di quando, diciamo una quarantina d’anni fa, i giapponesi inventarono l’orologio al quarzo: preciso  più di un meccanico tradizionale, economico da lasciare stupiti e senza bisogno di ricarica la sera! Certo il fascino era un optional irragiungibile, tuttavia se la sua funzione doveva esser quella di indicare l’ora esatta sempre e comunque, la rivoluzione era cominciata! Per gli svizzeri fu un trauma, più o meno come se qualcuno avesse siliconato i “buchi” dell’emmental..

Colpo di genio svizzero fu reagire, spiazzando la concorrenza sul suo stesso campo, inventando cioè l’orologio da 50 mila lire, quello di plastica da collezionare, regalare, da portare ovunque perchè il rischio, per ogni evento traumatico, era sempre molto basso.

Morale: se ci serve un orologio che segni maledettamente il tempo in maniera esatta, dallo Swatch in là non occorre spendere, ma se possiamo/vogliamo possedere un oggetto che identifica, affascina, un oggetto che ci incantiamo a guardare e dove la misura del tempo è un di più (oggi per sapere che ore sono basta guardarsi intorno, dal cell al PC..), allora l’orologio svizzero conserva tutto il suo appeal. E così è stato per l’industria dei maestri orologiai: dopo il pianto e il tracollo sono tornati a rappresentare una nicchia per chi se la può permettere.

 La classe politica attuale, dalla quale raramente emergono personalità parimenti magistrali, sembra rappresentare perfettamente la decadenza del mondo occidentale, intento a bisticciare su argomenti oziosi, senza nemmeno intravvedere il potenziale avversario al quarzo. Ricerca del consenso esasperata, mancata rinuncia ai numerosi benefici, apparentamenti segreti per spartire potere, proclami populisti. Poi tutti assieme al bar, anzi al ristorante, abbronzati e garantiti (come nei dibattiti televisivi), consapevoli Viagra Online di aver rappresentato il proprio ruolo, quello richiesto dalla Politica tradizionale. In un periodo dove l’ideologia perduta non pone limiti agli incroci di razze, allo stesso tavolo potete trovare massoni comunisti, ballerine parlamentari, preti politici, ecc.

Non sembrano avvedersi, tuttavia, dei segnali piuttosto reboanti che sorgono dalla rete e dal suo mondo, perlopiù giovanile, dove le logiche sembrano basarsi su parametri completamente diversi (destra e sinistra non sono il discrimine), dove il voltastomaco per gli standard da dover subire per un mondo vissuto a lungo sopra le righe offre segnali maleodoranti. Le vecchie glorie, imperturbabili, sono alle prese con la ricerca del nuovo consenso, immaginando alleanze e accordi occulti per reiterare l’occupazione del potere, consapevoli che i fenomeni in stile Grillo rappresentano il disagio caduco di un’onda anomala. Come se nulla stesse cambiando. Chissà se avranno ragione o se tra un anno vedremo facce nuove prendere il loro posto, anche perchè, a voler azzardare, il bisogno di facce nuove non sembra essere un’esigenza solo dei giovani in rete.

Mastella, D’Alema, Buttiglione sembrano improvvisamente avere cent’anni.. pur avendo una vita davanti, a differenza di quelli, come il mitico Silvio, che fanno di tutto per non mostrarli ma un po’ tanti ne hanno! Tutti in pista come se nulla, in fondo, fosse cambiato.

Sorge un dubbio, però, nel reclamare piazze pulite dalle caste: non sarà che tutti noi italiani siamo fatti così e ogni volta che si riesce a generare un ricambio storico si ricade sulle logiche di sempre? La Lega è cresciuta perchè voleva fare pulizia dai ladroni ma alla fine ci ha proposto il Trota e il suo entourage..

Forse in questo momento ci serve soltanto un preciso e semplice Swatch e chi si accinge a far Politica sarebbe opportuno lo sapesse.