Nanni Cobretti, il re dei cineblogger

Parliamoci chiaro: se bazzicate il web e amate il cinema di genere, non potete non conoscere Nanni Cobretti e i suoi “400 calci”. Spiegare tuttavia cosa sia “i 400 calci” a chi non ha mai visitato questo blog non è impresa facile. Si può dire che è il blog italiano di cinema più cliccato del web, nato nel gennaio 2009 su idea dell’istrionico Cobretti, e tratta principalmente cinema di genere (cinema d’azione, ma anche horror, fantasy, fantascienza) ed eccezioni meritevoli. Ma tutto questo non rende a sufficienza l’idea di cosa troverete girando tra le pagine del sito. Il tono medio è ironico e assolutamente spassoso, la competenza dei redattori, dagli pseudonimi più pittoreschi, trasversale ed enciclopedica, i contenuti sono dei più disparati e vanno dalle recensioni (autentici gioielli) a rubriche come il nanosservatorio o la mostrologia (una serie di recensioni di nani e mostri cinematografici ndr.), speciali monografici, la 400tv (la visione da casa di un film in contemporanea tra calcisti, che viene commentato su twitter con un apposito hashtag) e molto altro ancora. Il sito poi ha i suoi personali premi Oscar, i “Premi Sylvester”, che una volta all’anno premiano film e attori delle categorie più bizzarre, tra cui non possiamo non citare il premio “Nic Cage” per la peggior pettinatura e il premio “Jimmy Bobo” per il nome più assurdo.

Fare parte della community dei ‘fancalcisti’ è paragonabile all’appartenenza ad una setta, con tanto di nomi di battaglia, animate discussioni e un gergo quanto mai specifico e in perenne evoluzione: celebre è ad esempio l’hashtag #maccosa (inteso come “ma cosa stai dicendo/facendo), ideato da uno dei redattori del sito e diventato in breve tempo tormentone virale.
Cobretti col suo sito ha vinto svariati premi del web come miglior blog cinematografico, e consegnato una targa al grande Peter Dinklage, ospite da Chiambretti.

Casanova Wong Kar-Wai consegna il Premio Sylvester a Peter Dinklage al Chiambretti Show

Facciamo dunque quattro chiacchiere con Nanni Cobretti, capo ‘supremo’ de i400 calci (ipse dixit):

Ciao Nanni. Premetto: prima che un giornalista, sono un appassionato fancalcista. Come nasce l’idea dei 400calci? Cosa ti ha spinto ad aprire il blog? Immaginavi che avresti raggiunto questo tipo di successo?
La leggenda racconta che l’idea mi nacque come reazione allergica dopo aver visto il trailer di 500 giorni insieme. E no, non mi aspettavo che una reazione allergica potesse avere un successo simile, ma mi fa piacere.

Qual è stato il momento più alto e il più basso di questi primi sei anni di 400calci? E il pezzo che ti sei più divertito a scrivere?
Ho tanti momenti preferiti. Su due piedi penso alla volta che abbiamo premiato Peter Dinklage in tv come ospiti di Chiambretti, o alla carrellata di ospiti, guidati da Pierfrancesco Favino, che hanno partecipato alla cerimonia dei nostri Premi Sylvester. Il punto più basso è stato forse scoprire che non avevo le forze per seguire una rubrica sui corti amatoriali spediti dai lettori. Sarebbe stato il mio “impegno nel sociale”. Il pezzo a cui sono più affezionato, o almeno quello su cui ho largamente speso più tempo, è stato il monografico su King Kong. Il personaggio lo meritava.

Nella tua redazione ti affiancano fidati redattori dai nomi più fantasiosi (Jean Claude van Gogh, Casanova Wong Kar-Wai, Dolores Point Five, Wim Diesel, Bongiorno Miike e molti altri). Come scegli i tuoi collaboratori? Come funziona la redazione?
Conoscevo la maggior parte dei redattori anche prima di aprire il sito. Gli altri hanno seguito il regolare processo di assunzione a base di combattimenti nell’arena. Nell’arena, non c’è Wikipedia a salvarti.

Una volta l’anno si svolge la cerimonia di consegna dei premi Sylvester, l’evento più atteso per ogni fancalcista che si rispetti. Ce ne puoi parlare?Personalmente non amo premi e classifiche, ma sentivo che era doveroso in qualche modo riassumere il meglio di ogni stagione, e così ho istituito i Premi Sylvester, in cui noi candidiamo i migliori film dell’anno nelle categorie che riteniamo realmente importanti (Miglior Combattimento, Miglior Omicidio, Peggior Pettinatura, ecc…) e poi lasciamo che vengano votati dal pubblico a casa. Durante la premiazione, poi, che da qualche anno è possibile seguire in diretta radiofonica e successivo podcast, partecipano diversi ospiti illustri e succede di tutto.

Oltre al sito, sei anche molto presente su Facebook e Twitter. Dei tuoi profili sorprende non tanto la quantità di follower, ma l’assiduità e la passione con cui i tuoi post sono seguiti e commentati da tante persone. Che rapporto hai con i tuoi fancalcisti?
Ho ideato il sito pensando fin da subito di trattare i lettori non come alunni da guardare dall’alto in basso, ma come amici a cui parlare come se fossimo insieme al pub a berne un paio, e mi fa piacere che lo spirito venga colto e apprezzato.

Una delle cose più divertenti del sito è l’uso massiccio degli hashtag più assurdi. #maccosa è diventato un autentico tormentone e si trova ovunque sul web. Com’è nata questa idea?
L’idea era di fregarcene dell’indicizzazione sui motori di ricerca e semplicemente elencare in libertà tutto quello di cui parlavamo nel post. Lo si fa per divertirsi, ma potrebbero spuntare trend impensabili. Ad esempio abbiamo sette post taggati “bambini orribili”.

I 400 Calci è uno tra i tanti siti di recensioni cinematografiche sul web. Che opinione hai sulla critica cinematografica on line? Che posto occupa i400 calci in questo panorama?
Direi che i tempi sono largamente maturi ormai per non farsi venire più dubbi riguardanti differenze di qualità tra carta e web, ma al limite di caratteristiche tecniche, o per fare qualche statistica di costume.

Parliamo di cinema. In un panorama sempre più asfittico e povero di idee, Hollywood ha ormai la tendenza, salvo eccezioni, a riproporre modelli triti e privilegiare i buoni artigiani ad autori con una visione più personale. Vedi da qualche parte il nuovo Raimi, Carpenter o Peter Jackson? Su quali delle nuove leve punteresti?
Innanzitutto trovo che evidenziare i buoni artigiani sia un bene. Negli anni ’90 si tendeva ad affidare un blockbuster al primo videoclipparo che passava per strada ed è bello che studios come la Marvel sappia scegliere gente del mestiere, ma soprattutto gente che sappia raccontare una storia e non solo fare movimenti di macchina pseudo-virtuosi a caso. Poi che la trama non ti apra gli occhi su un nuovo sconvolgente modo di interpretare la vita è secondario.
In giro non vedo cloni dei grandi autori del passato, sono tempi diversi che costringono i registi a mettersi in mostra con modalità diverse, ma riescono ancora a emergere personaggi con una personalità forte come Nolan. Nolan ha accettato Batman su commissione e ce l’ha fatta. Rob Zombie ha accettato Halloween su commissione e si è sgonfiato. Neill Blomkamp sta per fare Alien e chissà.
Uno che tengo d’occhio è James Wan. Non è da tutti, soprattutto oggi, azzeccare più di un franchise nel campo dell’horror (Saw, Insidious, The Conjuring). Poi ora a sorpresa è andato a fare Fast & Furious 7, e chissà che strada prende… Tra i nomi un po’ più underground mi piacciono Gareth Evans, Adam Wingard, Ti West, Sion Sono, che non sono ancora esattamente “scoppiati” ma hanno già dimostrato di non essere meteore.

Capitolo Cinecomics. Marvel o DC comics. Quale progetto ti solletica di più? Meglio l’azione piena di ironia degli Avengers o quella piena di drammoni della Justice League?
Mi spaventano tutti e due. La Marvel è troppo ambiziosa, un piano quinquennale pubblico è una mossa arrogantissima che soffoca il panorama e leva il piacere dell’effetto sorpresa. E dall’altro lato e’ ridicolo, ad esempio, che non sia previsto Ant-Man 2. Che significa? Che ormai il primo l’hanno girato ma non ci credono nemmeno loro? La DC invece sente troppo il peso della rincorsa, e non ha ancora dimostrato la necessaria solidità. Fra i due è abbastanza ovvio comunque che al momento stia funzionando meglio la Marvel.

Serial televisivi. Negli ultimi anni la qualità e l’offerta di serie tv di livello ha raggiunto livelli mai visti, attirando registi di nome e attori affermati. Avete in programma in futuro di dare maggiore spazio a prodotti pensati per la tv? So che non sei un grande fan delle serie televisive. Quali sono le tue serie preferite?
Vedo troppe poche cose in tv al momento per essere davvero attendibile ma mi sono piaciuti molto Fargo e Black Mirror. Tutti quanti mi consigliano Banshee, ma per quanto abbia indubbi picchi fenomenali lo trovo troppo privo di personalità, e a volte troppo teorico e insincero. Meglio il vecchio Renegade. Però mi rendo conto che è da qui che rischiano di uscire i progetti più interessanti in futuro, tra budget più alti che attirano attori e autori seri, e molti meno limiti di espressione. Abbiamo già gli espertissimi di redazione, ma anch’io mi metterò in pari.

Cinema di genere in Italia. Tra i rari sussulti offerti dalle nuove leve (Zampaglione, Cristofaro e via dicendo) e i maldestri tentativi di cineasti affermati (“Il ragazzo invisibile” di Salvatores), credi esista n futuro per il ‘bis’ nello stivale?
Parli di bis, ma escluso Dario Argento per il pubblico medio non c’è mai stata nemmeno una prima ondata. C’era semplicemente una situazione politico/industriale che permetteva la realizzazione di prodotti a basso costo che trovavano un minimo di spazio per respirare ma alla fine venivano apprezzati principalmente all’estero. Solo dopo che abbiamo rimosso un film dalla sua contemporaneità, e ci siamo trovati quindi nella posizione di riuscire a perdonare piu’ facilmente le ingenuità di contorno, abbiamo scoperto e apprezzato le qualità di gente come Bava e Fulci. Oggi semplicemente non si è più nelle stesse condizioni, per cui o si insiste a muoversi dal basso (tipo il web) contro tutto e tutti, o tocca aspettare che qualcuno sia nella posizione di poter fare un botto soprattutto mediatico. I film di Zampaglione erano tutt’altro che privi di difetti, ma quando sento gente che si lamenta della sceneggiatura e degli attori mi rendo conto che un grosso ostacolo è ancora dato dal pubblico stesso che non ha davvero idea di cosa aspettarsi. Mi chiedo cosa penserebbero oggi degli intermezzi sit-com di Profondo Rosso.

Quali sono i film che aspetti con più trepidazione per la prossima stagione?
Fast & Furious 7, il nuovo Mad Max, Skin Trade, il remake di Kickboxer.

Domanda vigliacca: quale tra i tuoi film preferiti non potrebbe mai finire sui 400 calci?
Direi Tommy di Ken Russell. O i film di Christopher Guest.

Cosa ci riserverà i400calci in futuro? Qualche succosa novità all’orizzonte?
Stiamo lavorando a uno strumento che tramite segnale satellitare faccia esplodere la testa tipo Scanners a tutti quelli a cui piacciono i film di Ozpetek.

Che consiglio ti senti di dare a chi cerca di avere successo sul web seguendo le proprie passioni?
Se si tratta di passione: scrivere senza paura di non essere letti, e non copiare nessuno.
Se si tratta di successo: leggersi dei manuali di SEO, ideare titoli e abstracts che si concentrino sul suggerire una reazione emotiva al lettore piuttosto che svelare il contenuto, usare superlativi come noccioline, fare liste numerate, usare font grossi e molte immagini (magari animate), assicurarsi che ogni pezzo possa essere condiviso sui social nel modo più agile possibile, assicurarsi di avere almeno un pezzo al giorno che si agganci con qualsiasi flebile scusa ai trend del momento, privilegiare le news alle recensioni, spararla grossa nel titolo/abstract e limare/rettificare nel contenuto ma non prima del terzo paragrafo, nel dubbio spararla di nuovo grossa sul finale e aggiungere gattini.

Visto che è risaputo che odi liste e classifiche, come ultima cosa ti chiedo di farmi la tua top five dei film che non puoi non aver visto per leggere “i400 calci”. Nella speranza che i lettori di Genius diventino, come me, adepti del culto calcista.
Die Hard, Commando, La cosa, Non aprite quella porta, The Raid. Non azzardatevi a pensare che bastino questi cinque. Contattatemi per il prossimo livello.