Editoriale: La nuova sobrietà, ovvero come faremo “a campà”..

Milton Friedman, chi era costui? Non è un attore.. ma un premio Nobel americano, economista di riferimento per la “politica liberista” degli ultimi decenni del ‘900. In sintesi, diceva Friedman, il “mercato libero” creerà sviluppo per tutti e ricchezza per molti, quindi non va sostanzialmente regolamentato perchè da solo troverà il suo percorso negli anni a seguire. Che le Istituzioni si occupino di fornire gli strumenti, quindi le infrastrutture, che al resto ci penserà il mercato, cioè le aziende che producono valore inteso come ricchezza e occupazione per tutti. Ognuno pensi per sé che Dio penserà per tutti. Su questo percorso, seguito più o meno pedissequamente dal mondo occidentale compatto, si è generata una civiltà di benessere per lo più sostanziale e per alcuni versi apparente. 10 righe per sintetizzare la vita nell’era del  Capitalismo, punto.
La Tv a colori, il telefono cellulare, l’automobile e poi sempre più in là fino alla fantastica tecnologia dei videogames e dell’iPad, ma poi anche 2 Tv per famiglia, 2 telefoni a testa e poi magari anche 3.. Un limite sembra avvicinarsi quando una famiglia ha più automobili che componenti, quando il frigo trabocca di yogurt diversificati per ognuno di essi, quando la prima Barbie bramata a Natale diventa il capostipite di una batteria di cloni che una bambina non sa più distinguere.
Cambia il secolo e progressivamente arriva la crisi economica che noi definiamo globale, ma molte bambine cinesi, indiane e brasiliane coltivano desideri che finalmente potranno appagare e che lasciano indifferenti le nostre annoiate creature di pari età. Deduciamo che il mercato delle Barbie (e dei beni) non cadrà in crisi profonda ma semplicemente sceglierà altre bambine, con la pelle e la forma degli occhi diversi. E a noi allora cosa resta da desiderare, soprattutto quando ci comunicano che “la festa è finita”, che abbiamo vissuto al di là delle nostre possibilità, imbellettando ogni giorno un benessere che perdeva progressivamente la reale consistenza? La maggior parte dei beni di consumo “rappresentano” un valore che realmente non possiedono e noi quotidianamente ne inseguiamo il possesso alla condizione più scontata possibile. 3 telefoni al prezzo di 2..perchè no? Ma cosa me ne fo’?
Tutti vogliono viaggiare in prima, tutti quanti con il drink in mano…dice Ligabue. Ed ora che la prima classe, a suon di sconti, ha la qualità di una seconda e comunque anche quella diventa difficile da raggiungere perchè la crisi morde i polpacci di molti, come faremo? Abbiamo alcune possibili strade da scegliere. Per esempio sentirci frustrati e fregati perchè siamo costretti a contrarre i consumi oppure possiamo far finta di niente e comprare auto sempre più piccole che però sembrino più grandi. Ancora potremmo accettare che la curva dello sviluppo non può solo crescere ma, come diceva tale Schumpeter settant’anni fa, periodicamente deve scendere oppure potremmo finalmente riscoprire che nella vita contano le passioni, gli amori, la natura e i suoi tramonti, la dignità, la solidarietà, la religione (e quel che volete..). Però potremmo anche smettere di lamentarci e cominciare finalmente a fare sul serio, accantonando per un po’ l’indignata esterofilia che ci fa dire: se a Cortina viene la Guardia di Finanza andremo a St. Moritz.. Andate andate! È un po’ come comprare le auto tedesche che sono più care e poi pagare i costi sociali della crisi Fiat. In Germania non lo farebbero!
Vi ricordate quando il Cancelliere Kohl assunse l’impegno onerosissimo della riunificazione delle 2 Germanie? Per anni i tedeschi non sono scesi in Italia in vacanza perchè avevano gli stipendi ridotti da quel costo sociale.. però oggi la disoccupazione in Germania è ai minimi storici anche con la vecchia Europa in crisi. E non ricordiamo di scioperi e barricate a Berlino, ma solo di consapevole dignità e temporanea sobrietà.
A proposito di case tedesche produttrici d’automobili eccellenti per tutti, prendiamo atto che non riducono dimensioni e costi perchè il loro fatturato aumenta attraverso le vendite in Russia, Cina.. quindi, come direbbe Friedman il mercato si autoregola, ma, diciamo invece noi, non nella direzioni che tutti vorrebbero! A noi ci dovremo pensare noi.

in foto Mario Monti