La musica serba regala emozioni al Verdi di Trieste

Grande successo e intense emozioni al Teatro Verdi di Trieste per una serata, quella di domenica 28 ottobre, che ha regalato alla città la struggente bellezza della musica serba.

Il concerto, a ingresso gratuito,  è stato organizzato dalla Comunità Religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste che ha portato sul palco del Teatro Lirico la famosissima Orchestra sinfonica Stanislav Binički, parte dell’Ensemble artistico del Ministero della difesa della Repubblica di Serbia, in collaborazione e con il patrocinio di Regione, Provincia di Trieste, Comune di Trieste, Consolato Generale della Repubblica di Serbia a Trieste, Fondazione CR Trieste e altri sponsor.

L’orchestra si è presentata al pubblico insieme al Coro accademico Collegium Musicum e al maestro Bora Dugić, un flautista davvero eccezionale, conosciuto a livello internazionale e dall’enorme produzione discografica.

Un’ora e mezza di grande spettacolo per un’incursione di rara bellezza e bravura nella musica tradizionale serba. Un dono prezioso alla città che sin dal Settecento, dopo la proclamazione da parte dell’imperatore austriaco Carlo VI di Trieste porto franco, ha visto qui stabilirsi  i primi commercianti serbi, provenienti da Erzegovina, Bosnia, Montenegro e Dalmazia. Una comunità quella serba che oggi rappresenta la più numerosa comunità straniera di Trieste.

Il via alla serata, dopo i discorsi di rito delle istituzioni – sindaco Roberto Cosolini, presidente della provincia Maria Teresa Bassa , un flautista davvero eccezionale, conosciuto a livello internazionale e dall’enorme produzione discografica.

Un’ora e mezza di grande spettacolo per un’incursione di rara bellezza e bravura nella musica tradizionale serba. Un dono prezioso alla città che sin dal Settecento, dopo la proclamazione da parte dell’imperatore austriaco Carlo VI di Trieste porto MaleEdge franco, ha visto qui stabilirsi  i primi commercianti serbi, provenienti da Erzegovina, Bosnia, Montenegro e Dalmazia. Una comunità quella serba che oggi rappresenta la più numerosa comunità straniera di Trieste.

Il via alla serata, dopo i discorsi di rito delle istituzioni – sindaco Roberto Cosolini, presidente della provincia Maria Teresa Bassa Poropat e consigliere regionale Piero Camber – lo hanno dato gli inni, quello della Repubblica di Serbia e della Repubblica italiana, seguiti da ouverture, collezioni di brani della Serbia, “Marcia del re Alessandro”, “Kolo del Re”, in un crescendo di bravura e virtuosismi, dinanzi a un pubblico estasiato.

E poi ancora koli, ballate e cori, dove il kolo (cerchio, in italiano), per chi non lo conoscesse, è una danza folkloristica di gruppo che si esegue fra gruppi di persone che, abbracciate intorno alla vita del vicino, formano idealmente un cerchio, da cui prende il nome la danza. Una danza accompagnata da musica strumentale, suonata spesso con una fisarmonica, ma anche con altri strumenti, come la frula, una sorta di flauto tradizionale.

E proprio con la sua frula il maestro Bora Dugić ha deliziato il pubblico al suono di brani che, come il “Kolo delle fate” o il “Ballo delle cavallette” hanno suscitano inimmaginabili emozioni.

Una serata di grande maestria musicale e canora, conclusasi con “Ovo je Srbija” (Questa è la Serbia).

I direttori dell’Orchestra e del coro sono stati: Pavle Medaković, Igor Mitrović, Darinka Matić Marović e Dragana Jovanović. I solisti: Suzana Šuvaković Savić, soprano, Iva Profaca, mezzosoprano, Janko Sinadinović, tenore e Miodrag Jovanović, baritono.

sito web: www. comunità serba.org