Germania: scarsa memoria

L’ex ministro degli Affari Esteri tedesco Joschka Fischer nonché Vice-cancelliere di Gerhard Schröder dal 1998 al 2005, nel suo libro appena pubblicato, si chiede «Scheitert Europa?» ovvero “L’Europa fallisce?”. L’autore definisce “sorprendente” il fatto che la Germania abbia a quanto pare completamente rimosso gli avvenimenti passati riguardanti la Conferenza di Londra del 1953, durante la quale ventuno Paesi (Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia) permisero alla Repubblica Federale di Germania di ridurre il proprio debito del 50% e di dilazionarne il pagamento in più di 30 anni. Il pagamento del restante 50% inoltre, venne poi congelato fino all’unificazione della Germania, ma quando tale evento si verificò nel 1990, il debito venne ulteriormente diminuito per permettere al nuovo Stato di fronteggiare le spese date dalla difficile riunificazione. Di fatto la Germania terminò di rimborsare i propri debiti risalenti al trattato, il 3 ottobre 2010, con un ultimo pagamento per un importo di 69,9 milioni di euro (contro i 23 miliardi di dollari -di allora- iniziali e dovuti).

È evidente dunque come l’accordo del 24 agosto 1953 e il beneplacito dei Paesi firmatari abbia reso possibile la ripresa economica e la crescita della Germania a termine delle due Guerre Mondiali, di cui fu peraltro due volte artefice e perdente. Solo grazie a tale accordo la Germania riuscì ad emergere dal baratro economico e dalla vergogna morale (forse) riuscendo ad entrare a far parte di istituzioni economiche internazionali come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Fischer scrive infatti “senza quel regalo non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico”.

Ricordando tale evento, l’ex ministro tedesco presenta un dura critica nei confronti dell’attuale Cancelliera Angela Merkel e delle sue “politiche di euroegoismo”, dove non vi è spazio per le azioni che non rientrino nell’attuazione del principio dell’”ognuno per sé”. La rigida austerità portata avanti dalla Cancelliera, sempre secondo Fischer, ha devastato le economie dei Paesi del Sud Europa, tramite una “deflazione dei salari e dei prezzi” impossibile da superare e che porterà questi Stati a non riuscire ad emergere dalla crisi, mentre Angela Merkel porta in alto lo stemma della grande Germania e del potere tedesco in nome del risanamento dei conti. (Bismarck almeno aveva la scusante di essere un uomo dell’Ottocento).

Credits: foto tratta dal web