La direzione di Genius-online.it – Editoriale 04

L’attrattività. C’era un tempo, non lontano, in cui per farsi invadere dai turisti era importante avere una spiaggia dorata o dei reperti dell’antica Roma: i cittadini europei del freddo e piovoso nord si calavano sognando il momento della feria meritata, tra i solleoni esagerati e le meraviglie sopravvissute al tempo. C’era un tempo, non lontano, in cui, per la gente comune, non esisteva il “tempo libero”, l’acquisto a rate, la possibilità di viaggiare, tutte invenzioni consolidate velocemente alla fine del secolo scorso, anche se parlarne ora ci fa sorridere.

La vita era lavoro e famiglia, l’aereo era per pochissimi, mentre l’autostop permetteva distanze lunghe in tempi lunghissimi ai giovani audaci. Venezia era già stata dotata della meraviglia e non le restava che staccare biglietti per farsi visitare, senza muovere un dito fuori dalla laguna. Tutti al mondo già la conoscevano e tutti sognavano un giorno di visitarla: parlando il linguaggio del marketing e del consumo potremmo dire che la sua notorietà era già universale al pari della Coca Cola e che l’intenzione d’acquisto seguiva a ruota.
In pochi anni le cose sono cambiate  di molto perchè si è evoluto il contesto. Il volo low cost ha imbarcato milioni di giovani (e non giovani), scaraventandoli in tutte le parti del mondo al costo di una margherita+birra, la pillola blu ha supportato il bisogno di reiterare la gioventù, di essere sempre in forma, rendendo la generazione degli over 50 un segmento di turisti abbienti e scatenati, lontanissimi dai cinquantenni sdivanati e obesi del secolo scorso.
L’industria turismo, cresciuta smodatamente anche sbeffeggiando cicliche crisi mondiali, ha visto inevitabilmente salire il numero di mete turistiche in grado di ingolosire un numero immenso di possibili viandanti. In breve avere il Colosseo, non è più stato sufficiente per garantire il flusso in aumento, mentre le spiagge di Sharm el Sheik tuttocompreso hanno dragato il sogno dei pallidi e biondi nordici in cerca del Mediterraneo più vicino da raggiungere. La staticità, in ambito turistico, ha lasciato il posto alla propositività, alla ricerca della soddisfazione dei bisogni di un possibile turista, valutando pacchetti completi per esperienze uniche da vivere e fotografare a costi definiti. Ma il Colosseo è rimasto lì immobile, come la spiaggia del Lido di Venezia che tristemente aspetta ancora  dive del cinema e bella gente che non torneranno mai.
L’attrattività è un neologismo indispensabile per chi crede di avere qualcosa da dire e da mostrare al mercato della competitività sfrenata, dove uno skypass giornaliero costa come un volo di andata e ritorno per Londra. Saper far arrivare turisti diventa quindi mestiere per chi conosce il marketing ed essere nati belli e fortunati come gli italiani, con il loro patrimonio storico, architettonico e naturale, non è più sufficiente a garantire afflusso: l’Italia era la prima meta turistica al mondo, mentre oggi è la quarta in procinto di diventare quinta.

Il tema diventa quindi cosa posso offrire al mercato che soddisfi il bisogno di fare turismo”? Ognuno guarda nelle proprie tasche e scopre cosa possa essere d’interesse, magari adattandolo alla domanda. E la cultura? È ancora un valore spendibile, un movente che stimola interesse e fa incamminare i curiosi? Noi, e non siamo certo soli, siamo convinti di sì! Non sarà turismo di massa, da spiaggia romagnola, da stadio, ma certamente il suo potenziale è solido, resiste e si evolve. Basta guardare intorno (si dice benchmarking), capire a chi rivolgersi (segmentare il mercato), confezionare un’offerta che sia attrattiva, perchè promuovere un prodotto senza avergli dato un’identità (competitiva) è un suicidio, conoscere  la Comunicazione e saperla fare. Poi bisogna accogliere i turisti affinchè si sentano a loro agio e lo raccontino agli amici.
Non è impossibile da fare anche se non è raccontabile in due righe, l’unica cosa fondamentale da sapere è che l’improvvisazione italica non basta più, che il proclama del politico di turno diventa ridicolo se non è supportato dalla competenza specifica necessaria. Tristemente annoveriamo che l’Italia non ha una strategia sul turismo ma contemporaneamente auspichiamo che i suoi territori abbiano capacità superiori nel capirne il valore e studiarne le strategie, anche se in alcuni casi diventa logico superare i confini: il Centroeuropa è un area transnazionale dalle forti affinità culturali, in grado di costituire un’identità ben specifica. Affascinante nuovo compito per chi ne capisce le potenzialità. Genius c’è.

IL DESTINO DI GENIUS-ONLINE.IT | EDITORIALE 01

IL DESTINO DI GENIUS-ONLINE.IT | EDITORIALE 02

LA DIREZIONE DI GENIUS-ONLINE.IT| EDITORIALE 03

LA DIREZIONE DI GENIUS-ONLINE.IT | EDITORIALE 04