Joe Bastianich: cucina e cultura, il futuro del Friuli Venezia Giulia

Nato a New York e, professionalmente, «nel mondo della ristorazione stellata e costosa», Joe Bastianich non ha mai perso il legame che lo lega all’Italia e a quell’incrocio di culture, sapori e tradizioni che da sempre è l’area che unisce il Friuli Venezia Giulia all’Istria, da cui la sua famiglia proviene. E se la sua missione di personaggio pubblico e di ristoratore di altissimo livello è quello di rappresentare il cibo italiano nel mondo, nel Friuli Venezia Giulia ritrova una meta incredibilmente ricca e ancora da scoprire del tutto, non solo da parte del turista straniero ma anche di quello italiano.

Joe Bastianich: è stata un’occasione vederti qui in un momento di degustazione, però ti abbiamo visto anche all’interno di Portopiccolo nei giorni scorsi. Partiamo subito da una prima battuta su questa location

È una grande valorizzazione di un territorio molto ricco di prodotti, cibo, mare, cultura: Portopiccolo è la visione del futuro del Friuli Venezia Giulia.

L’arte si esprime in varie forme e ovviamente tu sei diventato un protagonista nell’arte del cibo e del bere; in questo tuo momento professionale, cosa ti senti di rappresentare? 

A livello imprenditoriale nel nostro ambito l’intento è sempre quello di rappresentare la grande cultura della tavola italiana nel mondo, anche in Asia, America e Sud America, in tutti i posti dove facciamo ristorazione e vendiamo del cibo; il nostro compito è quello di prendere la ricchezza della cultura e del cibo italiano e metterla in mostra in tutto il mondo. Quando affrontiamo un mondo ancora più globale, in Paesi come Cina e India, ci troviamo di fronte a un abisso che separa queste culture dal modo di mangiare all’italiana: il mio compito è essere un comunicatore e un imprenditore che lancia il messaggio della ricchezza culturale del cibo e del vino italiani nel mondo.

Partiamo dal Friuli Venezia Giulia, un territorio particolare di cui Bastianich è rappresentante nel mondo. Questa regione ha opportunità? 

Più di qualunque regione in Italia, perché qui c’è un poco tutto, mare, montagne, confini culturali, cibo e sapori: il Friuli Venezia Giulia ha tantissimo, come hanno già confermato i romani più di 2000 anni fa. Questo è un territorio ricchissimo geograficamente e culturalmente, è dotato un po’ di tutto; purtroppo negli ultimi anni, forse per motivi di trasporto o altro, è stato lasciato un po’ fuori dal giro principale rispetto a città come Roma, Napoli, Bologna, Firenze, Venezia o Milano, ma questo difetto è diventato un pregio per il Friuli Venezia Giulia perché rappresenta un’Italia ancora molto pura e vera e il turista che viene qui può ancora fare esperienza diretta di tutto questo.

C’è una strana tendenza nel cercare un prodotto di altissima qualità ma in un ristorante che esprima qualcosa di non troppo lussuoso. A tuo avviso può realizzarsi il fatto contrario, ovvero cercare il posto meno impegnativo ma con il prodotto d’eccellenza? 

È un argomento con cui vengo spesso a confronto; io sono nato nel mondo della ristorazione stellata e costosa, con ristoranti che possono permettersi di avere le verdure a chilometro zero, la mucca e le galline sul posto e vendere piatti a 50 euro che va anche bene ma crea un po’ un contrasto nella comunicazione perché il consumo troppo legato al territorio non può essere riservato solo a persone che possono permettersi esperienze molto care. Qui in Italia c’è una ricchezza incredibile nell’agricoltura un po’ dappertutto e questo è un messaggio da lanciare a livello globale, anche in paesi come il nostro e come l’America dove la divisione sociale è segnata dal modo di mangiare. Se sei povero mangi cibo industriale, se sei ricco ti puoi permettere di mangiare bene: questa è una cosa che non va bene e l’Italia può insegnare molto su questo tipo di sensibilità per cui il magiare sano non è un privilegio ma un diritto di chiunque.

Oggi sei qui al Bris, un ristorante che punta sul fatto di regalare un palcoscenico stupendo su Portopiccolo. In un breve futuro Joe Bastianch potrebbe pensare di prendere in mano e di marchiare uno di questi locali? 

Abbiamo un ristorante a pochi chilometri da qui, per cui siamo presenti sul territorio, nel mondo del vino, dell’ospitalità e della ristorazione, nel nostro piccolo. Portopiccolo è un progetto molto più ambizioso. Io sono un uomo di mare, quindi vediamo cosa succederà.

Perché dal vivo sembri buonissimo e alla mano mentre in TV sei molto severo con chi cucina?

Sei fortunato, finora non mi hai fatto incazzare!

Foto: Pedra Consulting