It’s Watch, l’orologio da vestire

It’s Watch vuole essere più di un orologio:
un accessorio da vestire a seconda del momento, dell’occasione o dello stato d’animo.

Abbiamo incontrato due imprenditori triestini, Giuseppe Taranto e Valentina Lesini, uniti dalla passione per l’orologeria e dalla voglia di proporre un orologio classico, volutamente distante dalle esasperazioni della moda e, soprattutto, personalizzabile.

È It’s Watch, il primo orologio al quarzo che “si veste e si cambia” come un capo d’abbigliamento a seconda del proprio estro creativo. E il cui nome ricorda il mondo anglosassone, richiamando alla nostra memoria quelle prime lezioni di inglese quando alla domanda “What time is it, please?” si rispondeva “It’s…”. Ma la ricerca dei due imprenditori è ben più sofisticata, perché la I di It’s vuole richiamare il Made in Italy e le altre due lettere sono la sigla di Trieste, città natale di questo interessante progetto.

Giuseppe Taranto, un orologio, perché? Forse perché per l’uomo è uno dei pochi accessori con i quali può personalizzare il suo look?

Ci tengo a premettere che l’orologio è un 38 mm, adatto quindi sia al polso maschile sia a quello femminile. E’ stato, fra l’altro, molto apprezzato dalle donne. Nasce da una crasi sugli elementi tipici dell’orologeria anni ’40, anni ’50: quadrante rotondo, font, finitura argenté soleil, vetro lievemente bombato, effetto cangiante del quadrante.

Gli anni ’40 e ’50, perché?

La mia socia, Valentina Lesini, ed io siamo appassionati di oggettistica vintage e di design. Ci siamo chiesti perché non esistano orologi come il cipollone dei nostri nonni prodotti oggi e che sappiano evocare l’atmosfera di quegli anni. Abbiamo così pensato di attualizzarli e personalizzarli quei cipolloni. E abbiamo voluto accostare il mondo dei tessuti all’orologeria. Un elemento di novità, perché raramente i cinturini erano allora di cashmere, velluto, seta o lino.

E poi lo splendido dettaglio del passante rosso…
Sì, il passante è sempre rosso, perché noi siamo per l’originalità delle persone. Io come Giuseppe sono unico e originale. Dovremmo essere più propensi a essere originali, anziché omologarci e temere di discostarci dagli altri. E questo orologio si discosta. Non per niente il claim è “Scegli una trama. Parlerà di te”, e gioca sulla polisemia della trama e del tessuto. Ogni vita è una trama. E noi possiamo raccontarci a parole oppure con gli oggetti che indossiamo. La sensibilità estetica di chi sceglie un orologio di gomma è diversa dalla sensibilità di chi sceglie It’s Watch. Noi ci siamo concentrati molto sulla qualità, ma abbiamo voluto proporla a un prezzo accessibile.

E una qualità, dicevi, che fosse Made in Italy.
Sì, abbiamo trovato in Italia chi produce l’orologio e chi produce il cinturino. Ci vogliono ben quaranta passaggi per costruire i cinturini. Per l’interno abbiamo scelto la pelle pieno fiore che è la qualità più pregiata.

E’ stato difficile trovare gli artigiani?

Da come sono andate le cose sembrava proprio che il progetto It’s Watch dovesse nascere. Ascolta, è una bella storia. Andiamo alla ricerca di chi avesse in Regione una stampante 3D, per stampare il prototipo, e ci indicano una persona. Andiamo da lui e, senza sapere chi fosse, scopriamo che produce orologi. Lui sposa la nostra idea e, a quel punto, ci indica un produttore di cinturini che lavora per le maison svizzere. In due passaggi abbiamo trovato la nostra strada. Il quadrante e il movimento sono interamente progettati, ingegnerizzati e assemblati a Udine, mentre i cinturini nascono nella provincia di Vicenza.

E la scelta dei tessuti, come avviene?

Scegliamo i tessuti che ci piacciono. Possono provenire da un’azienda prestigiosa o da una vecchia sartoria-laboratorio che magari sta per chiudere. Scegliamo la qualità e vogliamo che i tessuti rispecchino un gusto raffinato e un’estetica non gridata. Un tessuto sobrio, raffinato, da palato fine. It’s Watch non vuole essere un oggetto chiassoso.

Quando siete partiti e come sta andando?
Siamo partiti a novembre 2015, tre mesi di vita per un progetto che sta compiendo i primi passi, ma speditamente. It’s Watch è in vendita, oltre che online nella sezione e-commerce del nostro sito web, a Trieste da Dobner, un’azienda prestigiosa che vende marchi di orologi come Rolex, Audemar Piguet, Patek Philippe, Jaeger LeCoultre e molti altri. Essere ospitati in un contesto così prestigioso è per noi un ottimo segno.

Permettetemi di complimentarmi per il sito web e la fotografia!

Grazie. La campagna fotografica è di Massimo Gardone, la persona giusta che si muove tra fotografia e arte e che possiede la rara capacità di far parlare gli oggetti. Come vedi l’idea della qualità è declinata a 360°. Abbiamo voluto discostarci dai cliché della comunicazione in fatto di orologi, con la modella o il modello che portano al polso l’orologio. Abbiamo scelto di far parlare It’s Watch creando una commistione tra sartoria e orologio. E, a quanto pare, ci sta dando ragione.

E per il futuro, quale l’impegno? Lo chiediamo a Valentina Lesini.

Stiamo lavorando per portare It’s Watch in tutta Italia e in Europa in orologerie di alta gamma, in posti esclusivi, perché il posizionamento del nostro brand vuole essere alto.

Salutiamo i due imprenditori triestini, Giuseppe Taranto e Valentina Lesini, non prima di aver visionato dal loro iPhone gli splendidi tessuti scelti per i cinturini della collezione estiva, in uscita il prossimo aprile. Sono sete cangianti color del mare, rigati d’antan e immancabili lini. Una delizia per i nostri occhi. E, mi auguro, per i vostri.