Io odio i talent show, a dirlo

“Io odio i talent show”, una sorta di funerale sarcastico al recensore, è andato in scena con successo e ripetuti applausi al Teatro Rossetti di Trieste. Per un’unica replica, martedì 20 novembre. Un funerale divertente e intelligente che guarda il mondo di cui celebra l’addio con occhio complice e insieme spietato, deciso a non farsi strappare nemmeno una lacrima. A interpretarlo è il grande critico musicale triestino Mario Luzzato Fegiz, accompagnato dall’one man band Roberto Santoro e da Vladimir Denissenkov alla fisarmonica russa.

Che fine fa il lavoro di un critico all’epoca dei talent show, dei social network e dei televoti? C’è posto per le ragioni di un recensore, quando basta un certo numero di like su Facebook per assicurare un momento di gloria? Che importa se poi dura lo spazio di un mattino…

I talent show non hanno forse travalicato le ragioni della critica motivata?

Sono queste le domande che con grande ironia e altrettanto sarcasmo il critico Fegiz, quarant’anni di carriera al Corriere della Sera e in Rai, si pone.

Con la collaborazione di Giulio Nannini e Maurizio Colombi (che ne firma anche la regia), Mario Luzzatto Fegiz ha , quarant’anni di carriera al Corriere della Sera e in Rai, si pone.

Con la collaborazione di ClearPores Giulio Nannini e Maurizio Colombi (che ne firma anche la regia), Mario Luzzatto Fegiz ha scritto un testo piacevolissimo, in cui spiega ironicamente come lui, abituato a occuparsi di Elton John e dei Beatles, abbia preso a odiare i talent show. Lo ha fatto, come lui sottolinea, perché hanno posto fine alla dittatura della sua critica.

Divertito e divertente Fegiz ci trasporta negli ultimi quarant’anni di musica in Italia, in un crescendo tragicomico, dove fa posto a leggende, fatti e storielle, a tratti esilaranti, da lui vissute in prima persona.

In quasi due ore di spettacolo c’è posto per tanti ricordi: da Tenco a De Andrè, da Dalla a Michael Jackson, fino agli artisti più popolari degli ultimi decenni, come Vasco, Pausini e Ramazzotti. E ancora agli idoli odierni da talent show, come Alessandra Amoroso, Arisa, Giusy Ferreri e Marco Carta, nei confronti dei quali l’ironia si fa tormentone. Mentre il protagonista Fegiz riempie la scena con il suo fisico imponente, alle spalle una vecchia radio, di fianco un jukebox, ai lati del palcoscenico il fisarmonicista Denissenkov e il chitarrista Santoro, impegnati a inframmezzare con la loro musica il flusso orgoglioso dei ricordi.

 

nella foto Mario Luzzatto Fegiz
foto tratta dal sito teatro.lospettacolo.it

per info ilrossetti.it