Intervista. Marco Momi, “stilista per caso”? anche no!

Dice di sé:

Per piacere… O per passione…”No fuoco, no calore. No calore,  no vita”.  Per ogni cosa in cui credo deve essere così.  Solo a passioni riesco ad allacciarne altre.
Io sono un massaggiatore.  Il dare vita a questo mio progetto nel campo dell’abbigliamento potrebbe non addirsi alle mie competenze professionali, che ben poco sembrano convergere in un progetto di questo tipo. Tuttavia l’eclettica e poliedrica personalità che credo mi contraddistinguono, sommate ad un’innata curiosità ed interesse rivolto verso il concetto di bellezza in ogni sua veste, hanno dato corpo a ciò che per anni era rimasto solo un sogno.  Nell’essere una persona molto attenta alla cura di me stesso e del proprio benessere, armato di un sano edonismo e premurosamente innamorato del bello, ho cercato di trasportare il mio mondo nelle cose che ho fatto.  La cura di me stesso è diventata cura dei dettagli estetici e materici. La ricerca del benessere si è rivolta al benessere di emozioni che vorrei che una persona provasse indossando o anche solo tenendo in mano uno dei miei capi.

Cosa ti ha portato ad intraprendere questa avventura nel campo dell’abbigliamento?

Il punto di partenza è rappresentato dalla passione che da sempre mi ha spinto verso il campo della moda e del fashion e che mi ha portato ad interessarmene. Durante un viaggio di lavoro mi sono reso conto della mancanza di una linea più fresca e nuova per quanto riguarda le linee beachwear maschili, e così ho cercato reinventare e proporre uno stile che fosse al di fuori dei canoni classici di costume da bagno. E’ così partita l’idea per un modello che si rifà al pantaloncino da running anni Settanta, colorato e giovane, che di fatto ha anticipato le collezioni anche di altri marchi. Questo sei anni fa, quando nasceva il brand “Don Juan De Marco”, la cui esperienza mi è servita per arrivare poi a “Momi Maison” nato circa un anno e mezzo fa, che mantiene un’anima sportiva ma con un approccio più metropolitano e casual.

Come funziona nel concreto la creazione di un articolo? Come lavori?

Il tutto parte sempre da zero con una mia elaborazione grafica al computer, poi si passa alla ricerca e alla scelta dei materiali in occasione di eventi fieristici del settore, infine il tutto viene confluito nell’azienda di produzione. Ci tengo a precisare che ogni prodotto “Mom Maisoni” è 100% Made in Italy, dal tessuto alla manifattura appunto, perché ritengo che la quantità abbia un valore solo se supportata da un’effettiva qualità che la contraddistingua dal resto del mercato.

Abbiamo parlato di Made in Italy… che cosa ne pensi della conciliazione tra fashion ed ecologia?

L’aspetto ecologico anche nel campo della moda è per buy intivar me molto importante, tutti i miei modelli infatti sono interamente realizzati in tessuti ecosostenibili, come per esempio il cotone organico la cui resa è peraltro qualitativamente superiore, a mio avviso. Perfino le etichette sono realizzate tramite il riciclo di bottiglie di plastica. “Momi Maison” ha inoltre partecipato all’ultima edizione a Milano di WHITE GOES GREEN WITH SELECTION BY C.L.A.S.S nata sotto il segno della green economy della moda, presentando le proprie collezioni all’interno di un’ottica in linea con la volontà di unire materiali e criteri eco-etici a praticità e glamour.

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In che cosa si distingue “Momi Maison”?

L’idea di una ricercata semplicità e pulizia del prodotto si unisce anche ad una ricerca di indipendenza dall’andamento standard della moda classica. Non si segue necessariamente per esempio la stagione, definirei il marchio “Momi Maison” più come un brand transtagionale. Lo sport e il mondo sportivo resta alla base, ma ciò che creo e che vi gravita attorno è il risultato dii una spontaneità creativa più che di una necessità prettamente commerciale. Così come le varie categorie di prodotto il cui sviluppo è in continua evoluzione.

Sicuramente ti sarai scontrato anche con il mondo della comunicazione per la diffusione del tuo brand, dato che il canale di vendita fondamentale è il web… come ti rapporti con esso?

Ovviamente il tutto parte dal sito web, dove vengono presentati non solo i capi d’abbigliamento ma anche ciò che per me rappresenta “Momi Maison” e i valori che vorrei trasmettere attraverso la mia idea di moda. Oltre a questo, vi è stato poi un progressivo adeguamento anche ai social network ed in particolare a Facebook, che di questi tempi è praticamente imprescindibile. La risposta è stata decisamente positiva, è un canale che funziona molto bene e che mi permette, altre ad una maggiore visibilità, una migliore interazione con il cliente. Il sito è un buono strumento ma un po’ troppo distaccato, mentre tramite Facebook ricevo feedback tali da stimolare creatività e desiderio di miglioramento.

Come andrebbe indossato un capo “Momi Maison”?

Tutti gli articoli delle mie collezioni sono capi molto versatili, basti pensare alle t-shirt che produco, l’emblema della praticità. L’importante è che non sia una t-shirt scontata, ma che abbia un qualcosa in più che la arricchisca e che la renda unica. Un’unicità che nel mio caso emerge dalla ricerca e dallo studio che sta dietro al prodotto finito. Il range degli acquirenti è poi piuttosto ampio e vario, va dal ragazzino a alla donna adulta, come nell’occasione in cui Tory Burch, una volta vista la mia collezione, ha manifestato l’intenzione di acquistarla interamente per uso personale. Una grande soddisfazione ma anche un’ulteriore conferma di quanto “Momi Maison” sia un marchio espandibile a diverse porzioni di mercato.

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