Intervista a Vittorio Feltri

“Ormai la stampa arriva in ritardo anche a dare le notizie.

Internet agisce con maggiore tempestività e brucia i giornali”

 

del Dir. Francesco La Bella

 

Genius è una testata periodica e non vive degli aggiornamenti quotidiani: crede che proprio la notizia fresca del mattino tra politica, cronaca e calcio mercato sia ciò che appassioni gli italiani, anche perdendo di vista il quadro generale? Poi si rischia di fare scelte dettate dall’emotività…

 

Ormai la stampa arriva in ritardo anche a dare le notizie. Internet agisce con maggiore tempestività e brucia i giornali, i quali pertanto incidono sempre meno nell’opinione pubblica. Semmai hanno ancora la possibilità di riflettere e fornire opinioni, che però normalmente sono conformistiche, politicamente corrette, pertanto scontate. I quotidiani sono al tramonto, non credo siano in grado di influenzare il pensiero popolare e nemmeno di interpretarlo.

 

I giornalisti appartengono ad una fascia privilegiata, in quanto pensante e possibilmente colta della popolazione: quanto, secondo lei, sono parte attiva nelle scelte di governo in generale o nell’indirizzare gli umori della gente? E soprattutto quanto ne hanno coscienza e responsabilità?

 

I giornalisti una volta costituivano una categoria privilegiata, erano ben pagati e avevano uno status importante. Diciamo pure che erano sopravvalutati. Ora contano poco o sono addirittura disprezzati, malpagati e paragonabili ai poliziotti e agli insegnanti. Coloro che governano non sono migliori di chi scrive e non escludo che alcuni si lascino abbindolare dai commentatori, a non ne sono pienamente convinto. 

 

Crede che in futuro gli stessi giornalisti, con il loro bagaglio di conoscenza, potrebbero essere parte attiva e propositiva o sempre e solo “cani da guardia”, come dicono gli anglosassoni, del potere?

 

In linea di massima i miei colleghi, e anche io, non sono cani da guardia ma solamente cani. Scrivono male e soprattutto scrivono fesserie orecchiate qua e là. Non hanno spirito critico e sono lontani dal sentire dei cittadini, non è un caso che la diffusione delle copie sia drasticamente diminuita.

 

Gli ultimi anni ci hanno dimostrato che la cultura diffusa è cresciuta attraverso le possibilità di accesso alla stessa, attraverso TV o internet, ma contemporaneamente le scelte plebiscitarie e frettolose di inglesi (brexit) o americani (Trump), ci insegnano che ignoranza e indifferenza sono solide e stratificate. Cosa ne pensa?

 

Non mi risulta che la cultura negli ultimi anni sia accresciuta. La tivù è qualitativamente scaduta. Internet è una discarica in cui si può trovare raramente una perla, ma la rete in generale è zeppa di pattume spacciato per oro. Sono convinto che Trump sia migliore assai di Obama e che la Brexit sia stata una scelta saggia, dato che l’Europa è un edificio privo di fondamenta che però sfoggia un tetto insicuro, la moneta unica è l’unico denominatore comune dell’Ue. Ogni paese della quale ha economia, lingua, tradizione, abitudini talmente diverse da impedire un amalgama. 

 

Crede sia utile che tutta la popolazione (proprio tutta) possa discutere e decidere su spread, euro/non euro, vaccinazione/non vaccinazione, ecc. o sarebbe meglio che decidesse chi è stato deputato a prendersi le responsabilità per conto dei cittadini, con la collaborazione degli specialisti che si è scelto e dei quali dovrà rispondere nel bene o nel male?

 

La popolazione in genere è ignorante. Parla per sentito dire. Mastica e riferisce idee altrui. I social le consentono di sparare scemenze volgari che non hanno alcun peso scientifico. Nelle democrazie rappresentative le decisioni vengono ormai prese non per il bene dei Paesi, i parlamentari si preoccupano esclusivamente di garantirsi la conservazione del potere. Chi rifiuta i vaccini senza sapere che cosa siano è un cretino e basta.