Intervista a Raffaele Cavicchi “Iphonegrapher”.

Il tema che accomuna i due IPhonograpers, Raffaele Cavicchi (in foto) e Giulio Giacconi,   è la “strada”: uomini, donne, giovani, anziani ma anche oggetti inanimati e squarci di natura che l’occhio di entrambi fanno propri per regalare a noi, a volte distratti, la loro visione della quotidianità.

RAFFAELE CAVICCHI: nato a Trieste 36 anni fa, libero professionista, nome d’arte ralfmalf,     Iphoneographer.

GIULIO GIACCONI: nato a Kranj (Slovenia) 37anni fa, vive a Milano, art director, nome d’arte tenebrogg, Iphoneographer

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intervista di Annalisa Foti (curatrice)

E’ la prima volta che mi capita di trovarmi a tu per tu con un Iphoneographer ed è una gioia maggiore in quanto si tratta anche di un caro amico. 

r.c. Ti ringrazio!  La cosa ti risulterà strana proprio per il fatto che effettivamente nella città di Trieste è la prima volta in assoluto che uno spazio dedichi una mostra all’Iphoneography. E’  una realtà che ormai sta viaggiando in maniera impressionante in tutto il mondo; a Trieste, nel mio piccolo,  posso dire di essere diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati  fondando la community Igers Ts.

Ma andiamo un attimo per gradi. Cerchiamo di spiegare a chi si vuole avvicinare a questo mondo così affascinante di cosa si tratta.

r.c.  L’iphoneografia è l’arte della fotografia scattata ed editata tramite iPhone. In seguito si possono inserire delle applicazioni che consentono di trasformare,  ritoccare le foto nelle declinazioni più svariate. Ad oggi tali applicazioni sono diventate numerosissime: scatti, ruoti, tagli, cambi formato e crei effetti  vintage. In tal modo tantissime persone che fino ad ieri avevano un senso di ritrosia nell’approcciare la fotografia  si sono avvicinate a quest’arte e hanno cominciato a scattare.

Se non ricordo male anche tu fai parte di loro; cioè non sei un fotografo di professione.

r.c. Assolutamente! Io ho cominciato ad appassionarmi  e a “scattare” fotografie grazie al telefono e a questa applicazione. Non nego di aver comprato in seguito anche una macchina fotografica ma attualmente il “ click telefonico” è quello che mi accompagna quotidianamente.

Infatti camminando per le strade cittadine è facile incontrarti durante l’arco della giornata con la mano destra occupata a tenere in mano il tuo telefono. Cosa cerchi di immortalare con i tuoi scatti?

r.c.  Io, come il mio compagno di “avventura” in questa mostra Giulio Giacconi, siamo accomunati dalla stessa passione per la “street art” o “candy”. Ovviamente ognuno si specializza su soggetti che più si avvicinano alla propria sensibilità. La nostra visione del mondo è racchiusa in uno scatto “rubato” sugli abitanti, animati e non, della strada. Su coloro che vivono e fanno parte integrante di una città, di uno squarcio di paesaggio;  siano essi uomini, donne, adulti o giovani, oppure oggetti dalle mille facce. Ecco che noi siamo pronti a catturarli e a renderli  immortali. Saranno i posteri a dire se tutto questo può definirsi forma artistica, noi ovviamente ce lo auguriamo.

Oltre al fatto di cimentarsi nell’atto di scegliere un soggetto e fare una fotografia bisogna aggiungere una cosa molto importante che probabilmente ha fatto si che, ad oggi, milioni di persone usino Iphoneography. Ci puoi spiegare in maniera più dettagliata un altro termine che voi usate: Istagram?

r.c. Beh sicuramente questo ha aiutato il processo vertiginoso creatosi in brevissimo tempo.

Istagram è un’app che funziona come un social network. Inventata nell’ottobre del 2010 è stata scaricata da 12 milioni di persone in un anno. Possiamo considerarlo un “telegramma visivo”; esso permette di condividere foto sul network e  in soli tre secondi  attraverso tre pulsanti  consente di aggiornare il proprio status emotivo. Se pensiamo alla scalata dei vari social come Facebook e Twitter  è facile comprendere il successo.

Ci puoi dare un paio di dati per farci capire meglio la portata di questo fenomeno?

r.c. Basti pensare che a luglio 2011 erano ben 150 milioni le foto pubblicate. Mentre gli utenti erano 7milioni. Dopo un solo mese le foto erano 200 milioni e gli utenti 10 milioni. Per quanto riguarda i gruppi sparsi nel mondo siamo arrivati a quota 141. Il 24 settembre si sono dati appuntamento a Milano in piazza Duomo per il primo raduno nazionale ( Istameet). Io c’ero. Ed è proprio qui che ho conosciuto Giulio, tra i pochi italiani conosciuti a livello internazionale, ci siamo appassionati delle foto reciprocamente ed è nata l’idea della mostra, così quasi per gioco.

E poi tutto ha cominciato ad assumere una forma reale…

r.c. Ho subito cominciato ad approfondire il progetto parlandone un po’ in giro; ho incontrato te che mi hai supportato e “sopportato”, mi hai presentato Cristina Pasqua una brava comunicatrice che ci ha dato una mano , ma il tutto si è definitivamente concretizzato  grazie all’interessamento da parte di Wind che ha sposato il progetto- mostra immediatamente. E  siamo strafelici visto che la location di questa nuova boutique Wind si affaccia su una delle più belle piazze al mondo. Per noi Iphoneographers, ma ovviamente non solo per noi, cornice ideale.

Mi sembra di capire che la facilità e la velocità siano alla base di questa filosofia, sei concorde? E poi non abbiamo parlato di target. Chi segue e utilizza  questa che ormai sta diventando quasi una “filosofia”?

r.c.  Utilizzare Iphoneography e l’app Istagram è estremamente facile. Tutto risulta essere molto intuitivo, fast-veloce appunto, ed è social. Il fatto poi di condividere con persone sparse in ogni parte del mondo senza barriere linguistiche ma parlando attraverso una lingua universale, quella appunto dell’immagine,

fa il resto!

Per quanto riguarda il target mi viene spontaneo risponderti  che è completamente irrilevante. Ho conosciuto persone di tutte le età  e persone che si occupano dei lavori più disparati come dei più comuni che usano e si sono appassionati a questo modo di fotografare. Chi, ad oggi, non possiede uno smartphone? E aggiungo che anche i fotografi professionisti non disdegnano, soprattutto nel campo del fashion.

Manca poco all’inaugurazione e tu sei presissimo;  mi sa che anche dopo l’esperienza espositiva  l’Iphoneography  ti terrà impegnato. 

r.c.  Assolutamente si. Già adesso passo parecchie ore della mia giornata a rispondere al telefono e alle mail che mi arrivano da ogni parte per congratularsi dell’iniziativa e del fatto che  il discorso non rimanga esclusivo del web ma che iniziative come questa si concretizzino anche in altre città italiane. Anche l’editoria comincia a muoversi. Giulio ha partecipato con alcuni  suoi scatti alla realizzazione di un libro fotografico insieme ad altri Iphoneographers. Io invece sto progettando la realizzazione di veri e propri corsi di Iphoneographie, con sessioni in giro per la città e ovviamente teoria. Vorrei rivolgermi a tutti coloro che magari hanno visto le cose meravigliose che questa applicazione riserva ma non sanno come iniziare e poi non dimentichiamoci che tutti possono cimentarsi è facile e veloce, basta avere un telefono.

Grazie Raf sei libero di tornare ai tuoi “scatti telefonici” la strada ti sta aspettando.

r.f. grazie a te

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OPENING SABATO 17  ORE 18. La boutique Wind di Trieste  presentare presso i propri spazi di Piazza dell’Unità d’Italia la prima mostra nel nord-est Italia di IPhoneograpy.

Verranno esposte una settantina di fotografie, a colori e in bianco e nero, “scattate” unicamente con il telefono.

Suggestivo è il titolo della mostra: “Scatti Telefonici” a dimostrare appunto che a volte basta un semplice click per fermare per sempre un’immagine che può diventare rappresentazione artistica grazie all’utilizzo di  un oggetto ormai entrato a far parte della vita di tutti noi: il telefono.

 WIND Piazza dell’Unità d’Italia, 6 – Trieste