Intervista a ing. Paolo Maltese, Direttore UdB Nord-Est Siram S.p.A.

Siram tradizione e innovazione: un binomio perfetto per un’azienda solida, all’avanguardia e orientata al futuro.

Siram, una ESCO con cento anni di storia: come si traduce, in termini di “eccellenza” energetica e di qualità dell’offerta, una Certificazione e un background storico così consistente come il vostro?

Cento anni di storia alle spalle e un presente come Esco – Energy Service Company – fanno di Siram il primo operatore in Italia nella gestione integrata dei Servizi di efficienza energetica in ambito sanitario, industriale, terziario e residenziale, con un’offerta sempre in linea con le esigenze dei clienti. Da un lato la consolidata esperienza nell’ambito dell’energia è garanzia di soluzioni eccellenti in termini di efficientamento energetico, di sostenibilità e di basso impatto ambientale, dall’altro le Certificazioni assicurano il rispetto assoluto e costante di tutte le normative in materia, a conferma della serietà e professionalità della nostra azienda. Il forte background storico e la consolidata presenza di Siram nel mercato energetico si coniugano con una capacità di prevedere ed interpretare gli scenari futuri per offrire soluzioni sempre tecnologicamente all’avanguardia e innovative. In particolare Siram, in qualità di ESCO certificata secondo la norma UNI CEI 11352, realizza e gestisce progetti di ottimizzazione energetica (cogenerazione e trigenerazione, teleriscaldamento), integrando l’utilizzo di energie rinnovabili (biomasse, geotermico e fotovoltaico) per assicurare la massima sostenibilità ambientale di ogni impianto, durante tutto il suo ciclo di vita. Infatti, nell’ultimo anno, le attività di Energy management di Siram hanno permesso la riduzione di emissioni di anidride carbonica pari a 85.000 t. eq.

Vi sentite più una realtà italiana o internazionale? In che misura?
La componente internazionale si integra con la vostra presenza capillare sul territorio e come impatta sui mercati di riferimento?

Le radici dell’azienda sono storicamente italiane e la sua presenza così radicata sul nostro territorio ne sono una prova, ma la componente internazionale è molto importante per Siram. E’ proprio la duplice anima globale-locale a dare grande valore alla nostra offerta: da un lato, la forte presenza sul territorio italiano e la vicinanza al cliente, dall’altro essere parte al 100% del Gruppo Veolia, leader mondiale dei servizi all’ambiente, rendono l’offerta di Siram molto competitiva e in linea con le esigenze di un mercato in continua evoluzione. E’ quello che definiamo il respiro “glocal” che, insieme alla costante attenzione per l’innovazione, costituisce uno dei cardini fondamentali del nuovo corso del Gruppo Siram.
L’essere parte di un gruppo internazionale ha portato ad un incremento della solidità finanziaria di Siram e delle expertise in molti ambiti aziendali, consentendole di programmare investimenti e piani di acquisizione per essere sempre più competitiva sul mercato. Per quanto riguarda la struttura organizzativa, Siram è suddivisa in una direzione centrale a Milano e quattro unità di business: Nord Ovest, Nord Est, Centro Nord e Centro Sud e due controllate: Simav SpA – azienda specializzata nella progettazione, implementazione e manutenzione di sistemi complessi nei settori Difesa, Aerospazio, Infrastrutture e in settori industriali ad alta complessità – e Semitec Srl – società all’avanguardia nel campo dei servizi tecnologici per le telecomunicazioni, partner dei principali operatori del settore. Il Gruppo gestisce circa 1.200 strutture sanitarie; circa 1.900 istituti di formazione e ricerca; 64 stabilimenti industriali; circa 1.200 immobili residenziali e oltre 1.000 siti dedicati al settore terziario. Nei mercati di riferimento riusciamo ad essere flessibili e altamente competitivi perché la nostra continua vicinanza ai clienti ci consente di anticipare le loro esigenze con proposte innovative, sempre più integrate e su misura.

Quali sono le prossime sfide che attendono Siram e gli obiettivi per il medio-lungo periodo?

Il Gruppo Siram, forte del solido background storico nel settore energetico, è determinato a costruire una nuova pagina di sviluppo italiano nell’ambito della gestione integrata dell’energia e dei servizi tecnologici, facendosi promotore del cambiamento, stimolando, sensibilizzando e promuovendo best practice, nonché processi nuovi, chiari e condivisibili con tutti gli stakeholder. Tutto ciò attraverso relazioni trasparenti con tutti i partner del mercato dell’efficienza energetica, che condividono gli stessi valori etici per creare un “circolo virtuoso” in Italia. Impegnata in significativi tavoli e laboratori di sviluppo, attraverso joint venture e collaborazioni di alto livello, Siram persegue l’innovazione continua e un futuro come HubEsco, con l’obiettivo di incrementare e personalizzare soluzioni che garantiscano eccellenti standard di performance energetica, anche attraverso il ricorso alle fonti rinnovabili.

Quali sono i mercati di riferimento?

Siram – come ho già accennato – è un Gruppo con una lunga tradizione storica alle spalle ed è il primo operatore in Italia nella gestione integrata dei Servizi Energetici e Tecnologici per i settori: Pubblico (sanità, pubblica amministrazione centrale e locale, istituti d’istruzione) e Privato (residenziale, terziario, industria). La Pubblica Amministrazione è uno dei principali mercati target per Siram, che rappresenta una parte importante del fatturato dell’Azienda (80%). In questo ambito, a livello centrale, Siram annovera clienti quali: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, Ministero dell’Economia, Ministero della Giustizia, Ministero delle Telecomunicazioni. A livello locale, sono oltre 200 i clienti tra Comuni, Province ed Enti di rilievo nazionale, quali Università e Aziende Sanitarie. Tra i molti casi di collaborazione con gli enti pubblici nel territorio Veneto, particolarmente interessanti sono: il progetto di Udine e quello dell’Aeroporto di Venezia. In particolare, la rete di teleriscaldamento di Udine, rappresenta il primo esempio in Italia di sistema di TLR cittadino alimentato dalla Centrale Tecnologica di un Ospedale. Il progetto, nato da un accordo di programma tra l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Santa Maria della Misericordia di Udine”, l’Università e il Comune di Udine, si pone quale importante passo avanti per la città nel campo della sostenibilità ambientale.
Per Siram si configura come una grande esperienza di project financing (investimento pari a 113 M euro), realizzata nel periodo 2010-2013 per la fase costruttiva e che coprirà i prossimi 30 anni per la fase gestionale.
Siram oggi si sta concentrando sempre di più sulle concessioni di servizi nell’ambito della PA, con proposte di dimensioni minori, rispetto a quella di Udine, in termini di investimento e di impegni finanziari, ricorrendo il più possibile allo strumento del PPP più snello ed efficace per il mercato Pubblico attuale.
Un altro caso di eccellenza “veneta” nel settore Privato è rappresentato dalla centrale di trigenerazione, realizzata da Siram al fine di rendere più efficiente la produzione dei fluidi vettori a servizio di uno dei più grandi aeroporti italiani, il Marco Polo di Venezia, un esempio di grande competitività di Siram nei servizi e nelle opere ad alto contenuto tecnologico nell’ambito della produzione dell’energia.

Quali sono i “punti di forza” dell’offerta di Siram che la differenziano dai competitor? E quali le strategie di sviluppo?

La presenza capillare sul territorio italiano, di cui parlavo prima, insieme alla strategia di investimento di lungo periodo sono i “punti di forza” di Siram e i tratti distintivi rispetto ai competitor. Siram è presente in oltre cento città italiane con 3mila dipendenti. La nostra esperienza professionale ci ha fatto maturare la convinzione che nel nostro campo d’azione bisogna essere molto vicini al territorio, perché bisogna conoscere bene il cliente e le sue necessità, per meglio costruire una partnership tecnica ed economica. Il numero consistente dei nostri dipendenti ne è la prova e garantisce proprio questo aspetto. Siamo profondamente convinti che nel concepire e sviluppare progetti, soprattutto se complessi, sia fondamentale favorire ed incentivare collaborazioni con partner radicati nel territorio: è una scelta aziendale che si traduce in un modus operandi. Allo stesso tempo, però, oggi è fondamentale avere un grado di innovazione e di progettualità che consenta l’accesso a servizi di qualità globale. Puntiamo molto sull’innovazione non solo a livello tecnologico, ma anche nell’ambito della contrattualistica societaria, attraverso soluzioni di PPP, di project financing e partnership sinergiche e vantaggiose, che permettono di fare investimenti per condividere impegni e generare così risparmi finanziari e ambientali.
Grazie al suo know-how e alla solidità finanziaria, Siram è tra le poche realtà del settore capace di finanziare opere pubbliche.
Nella UdB Nord Est in cui opero come Direttore, vale la pena dare evidenza ad una serie di iniziative che prevedono più di 20 milioni di investimenti e di opere da realizzare nella Regione del Friuli Venezia Giulia. Con due anni di anticipo rispetto all’avvio dei progetti, abbiamo profuso il nostro massimo impegno per individuare ed analizzare le specifiche necessità del cliente e garantire un’offerta di alto livello su misura. In questi tempi in cui le risorse della PA sono scarse, questa capacità di analisi di dettaglio è un presupposto fondamentale per offrire soluzioni concretamente utili alle amministrazioni locali e rendere la nostra azienda altamente competitiva.
Per quanto riguarda il settore Privato, ed in particolare nell’area industriale, intendiamo consolidare la nostra presenza con un’offerta sempre più competitiva e in linea con le esigenze del territorio, grazie al supporto delle Business Unit locali di Siram.

Parlando dei “plus” di Siram, ha accennato alla capacità di finanziare le opere pubbliche, mi può illustrare con quale strumento finanziario oggi state operando?

Ritengo che oggi lo strumento del PPP rappresenti un’importante opportunità, ma anche una grande sfida. Richiede infatti un cambiamento culturale, intellettuale, sia per il soggetto privato – che deve ragionare in un’ottica di partnership con il pubblico e non esclusivamente di profitto – sia per il soggetto pubblico, che deve compiere un salto di qualità per allinearsi alle pratiche di partenariato già in uso in Europa e nel resto del mondo da anni, finalmente recepite anche dalla legislazione italiana (compresi gli organi di controllo e ANAC).
La parte IV del Nuovo Codice degli Appalti regola i contratti di PPP (oltre 35 articoli che regolano la materia) che rappresentano l’unico strumento a disposizione della PA per poter contare anche sul supporto di capitali dei privati per realizzare opere pubbliche, “propedeutiche” all’erogazione dei servizi.

Continuiamo ad approfondire questi temi; pertanto Le chiederei se e come Siram, nell’ambito del PPP, è in grado di creare alleanze e sviluppare progetti e di che dimensione

Siram è in grado di avviare iniziative di PPP direttamente, con risorse proprie, e mediante il supporto di partner finanziari. Grazie al know-how di lunga data maturato nei progetti di PF (SPV), infatti Siram individua e propone soluzioni di PPP efficaci sotto il profilo tecnico ed economico ed efficienti sia per i Comuni che le realtà ospedaliere di piccola e grande dimensione. Negli ultimi due anni ci siamo fortemente concentrati sullo strumento di PPP/Concessioni di servizi elaborando una sessantina di proposte, per un valore di circa 200 M euro di investimenti e un volume di affari complessivo che supera gli 800 M euro, a conferma che l’azienda crede fortemente nel Partenariato-Pubblico-Privato.
Il principio fondamentale che seguiamo nell’individuare e sviluppare progetti di questo tipo parte dall’ascolto attento delle esigenze del cliente per progettare soluzioni in grado di generare ottimizzazioni energetiche ed economiche, con un adeguato ritorno sull’investimento. Oggi grazie al PPP, che presuppone contratti di lunga durata, è possibile intervenire sugli impianti elettrici, sull’efficientamento delle strutture edilizie e sull’illuminazione pubblica, aree alle quali in passato è stata dedicata poca attenzione, destinata invece ad interventi sugli impianti di produzione termica.

In un momento di forte crisi della credibilità politica delle istituzioni europee in pochi ricordano quale sia il ruolo dell’Unione, che a lungo ha promosso degli standard di produzione e non solo, che oggi sono alla base del benessere e dello stile di vita dei cittadini degli stati membri. Secondo lei la politica potrebbe/dovrebbe fare di più per ricordare questi risultati raggiunti dall’UE?

Indubbiamente la crisi ha “destabilizzato” e creato “incertezze” sia nella Pubblica Amministrazione che negli Operatori Economici, ma non ritengo del tutto corretto dire che la politica dovrebbe fare di più. Dalle esperienze maturate con il PPP si riscontra quasi sempre che sono proprio il governo e le Istituzioni centrali a “spingere” fortemente verso l’utilizzo del PPP per uscire “dall’ingessatura congiunturale” di questo momento storico.
La politica spesso vede il PPP come opportunità per il tessuto di imprese del territorio (sviluppo economico) e per la collettività amministrata (migliorare i servizi ai cittadini), ma poi i vincoli del patto di stabilità, finiscono per imbrigliare anche le PA finanziariamente più virtuose, con la conseguenza di contrarre la spesa pubblica per investimenti.
La materia è nuova nell’ordinamento italiano e richiede una multidisciplinarità di competenze sia nella fase di preparazione, che in quella di analisi e valutazione delle proposte, un salto di qualità indispensabile sia per il soggetto Pubblico che per quello Privato. Siram ha maturato esperienza e know how non solo con il PPP e il PF, ma anche sul nuovo codice, grazie anche al supporto di consulenti esterni qualificati su specifici argomenti. A mio parere mancano la cultura ed il coraggio necessari ad intraprendere un percorso articolato (non consolidato come l’adesione alle convenzioni CONSIP), che può garantire prospettive migliori, specifiche, durature, nonché a più basso rischio.
In Unione Europea la cultura del PPP è già ben radicata, ed ha prodotto risultati quasi sempre positivi, che dovrebbe incentivare l’adozione di questo strumento anche in Italia. Il “Nuovo Codice” rappresenta il primo passo compiuto dalla politica italiana per permettere al nostro Paese di conseguire gli stessi traguardi raggiunti nei Paesi virtuosi dell’UE.

Sempre in relazione a questi temi, Le chiederei quali sono i vantaggi per la PA che ricorre allo strumento del PPP

Il primo vantaggio importante per le PA è la possibilità di realizzare opere utili per la collettività – in termini di sicurezza, comfort, riduzione emissioni, risparmi – e di incrementare il valore del proprio patrimonio edilizio senza finanziare gli investimenti.
Con questo strumento è il Soggetto Privato che finanzia, impegnandosi a recuperare i capitali unicamente attraverso i benefici che gli investimenti saranno in grado di generare durante il contratto. Ciò che differenzia un PPP da un appalto tradizionale è il trasferimento dei rischi (in particolare quello operativo) dal soggetto pubblico a quello privato. In pratica la PA riconosce un corrispettivo soltanto qualora l’opera realizzata dal Soggetto Privato resti perfettamente disponibile all’uso da parte del Soggetto Pubblico/utenza ed il servizio viene erogato secondo gli standard contrattuali. Il trasferimento dei rischi al Soggetto Privato diventa un forte incentivo ad operare nel modo migliore per raggiungere gli obiettivi prefissati nella strutturazione del PEF della proposta in quanto, in caso di mancato rispetto delle tempistiche, dei costi operativi e del valore degli investimenti, il suo ritorno economico-finanziario si riduce. L’elemento di trasferimento del rischio al soggetto privato, quale operatore economico abituato a gestire i rischi operativi e del proprio business, è la vera innovazione del nuovo codice e ciò comporta vantaggi importantissimi per la PA rispetto alla gestione diretta o tramite appalti ed affidamento della successiva gestione, anche separata. Purtroppo questo elemento non è di semplice quantificazione, ma è un valore economico fondamentale per una corretta valutazione, infatti il nuovo codice impone al soggetto pubblico di valorizzare questo elemento (nel documento di analisi costi-benefici) nella procedura di valutazione della proposta.
Tra i numerosi vantaggi del PPP, sottolineerei senz’altro i seguenti: flessibilità e personalizzazione (le proposte possono essere modificate per meglio aderire alle esigenze proprie di ciascuna PA); durata variabile (pari a quanto serve per conseguire l’ammortamento della somma finanziata); maggiore certezza in termine dei costi futuri (in quanto la maggiore parte delle variazioni sono associate ai rischi che vengono trasferiti, in questo caso, al privato) e riduzione della spesa corrente.

Per concludere, un’ultima domanda sull’argomento: oltre a tutte le certificazioni delle quali vi avvalete, tra i vostri capisaldi vi è anche la responsabilità sociale d’impresa e come coniugate questo concetto nell’attività aziendale?

Siram è impresa socialmente responsabile. Questo, secondo i canoni dell’Unione europea, significa soddisfare le esigenze del cliente e saper gestire allo stesso tempo le aspettative di altri stakeholder, come ad esempio il personale, i fornitori e la comunità locale con la quale si viene in contatto. Rispetto a questi temi, ciò che ci contraddistingue è la capacità di affiancare alla responsabilità economica anche una responsabilità sociale, creando valori vincenti per l’impresa, per le persone, per il territorio e per l’ambiente. In particolare, essere impresa socialmente responsabile per Siram significa applicare i seguenti principi: sostenibilità (uso consapevole ed efficiente delle risorse ambientali in quanto beni comuni, capacità di valorizzare le risorse umane e contribuire allo sviluppo della comunità locale in cui l’azienda opera, capacità di mantenere uno sviluppo economico dell’impresa nel tempo); volontarietà (andare oltre agli obblighi di legge); trasparenza (ascolto, dialogo, rispetto, comportamento etico); qualità (adozione di processi certificati migliorati nel tempo); integrazione (visione ed azione coordinata di tutte le funzioni sia a livello orizzontale che verticale, per valori ed obiettivi).