Claudio Barducci: AD di “Italesse”

Nato a Trieste il 31 ottobre 1949, Claudio Barducci è oggi un imprenditore affermato che ha legato il suo nome in maniera indissolubile a Italesse, azienda presente a livello internazionale da lui fondata più di trent’anni fa grazie all’esperienza acquisita nel mondo della ristorazione.
Specializzata nella produzione di oggetti dedicati al beverage e tableware, Italesse rappresenta nell’attuale panorama imprenditoriale uno dei brand più innovativi, lungimiranti e originali, un esempio tangibile di progetto portato al successo in virtù di obiettivi chiari, tenacia e forte determinazione.

Dinamico, caparbio, sempre pronto ad affrontare nuove sfide, Claudio Barducci approda al mondo dell’Impresa dopo un percorso formativo quanto mai originale ed eterogeneo che lo ha visto sperimentare e formarsi in varie professioni, rischiando, investendo tempo e denaro anche quando i momenti non sembravano maturi. Un uomo che all’Impresa ha dedicato la propria vita. Passione e dedizione ora trasmesse anche ai figli Massimo e Giovanna, rispettivamente general manager e responsabile di produzione di Italesse.

Italesse, un brand affermato per tutti sinonimo di calici, tumbler e decanter dalle forme innovative e sofisticate quanto altamente funzionali.  Negli ultimi anni abbiamo assistito però ad uno sviluppo importante dell’azienda. Vuole raccontarci qualcosa di più a riguardo?
Italesse è nata più di trent’anni fa per offrire al mondo della ristorazione dei prodotti che fossero altamente funzionali quanto piacevoli dal punto di vista estetico. Il mondo professionale – ho.re.ca. e b2b – allora si limitava a mettere in produzione tumbler e calici qualitativamente validi ma non certo accattivanti. L’aver fatto convivere queste due caratteristiche è stato il plus di Italesse. L’incontro con alcuni riconosciuti marchi di champagne d’Oltralpe – che in Italesse avevano riconosciuto il partner commerciale adatto – ha fatto il resto. Da quel momento lo sviluppo è stato misurato e costante fino all’apertura, datata 2007, al mercato retail. Un rivoluzione radicale per Italesse. Rispetto al mercato professionale, infatti, il retail (la vendita al dettaglio, ndr) è regolato da tempi diversi, da richieste di mercato diverse, fattori che ti impongono collezioni sempre nuove, accattivanti ma di facile utilizzo, sempre avanti con i tempi ma con gli occhi e le orecchie sempre attenti all’andamento del mercato.

Una sfida rischiosa. Come l’avete affrontata?
Senza dubbio rischiosa, ma una sfida che valeva la pena affrontare. Tutto ha avuto inizio dall’incontro con Luca Nichetto, un giovane ma talentuosissimo designer veneziano con alle spalle esperienze con aziende internazionali quali Venini, Foscarini solo per citarne alcune. Ci siamo riconosciuti e capiti all’istante. Luca ha una visione d’insieme del mondo del design e delle sue dinamiche, una conoscenza dettagliata delle fasi di produzione di nuovi prodotti – dal progetto iniziale passando per l’ingegnerizzaizone, la prototipazione fino alla produzione.
Oggi, a quattro anni di distanza dai primi contatti, posso affermare senza timore che Nichetto ha capito perfettamente l’azienda e le sue necessità, ha valorizzato trent’anni di esperienza nel mondo del beverage traghettando Italesse dal mercato professionale a quello retail senza scossoni.
Il suo è uno sguardo integrato che è stato in grado di intuire nell’immediato le necessità della proprietà. Così è stato per la prima generazione di prodotti soft touch dedicati al mondo del beverage o per la collezione 2010 che ha aperto le porte al mercato del tableware, così per il restyling dell’intera immagine Italesse fino al difficile compito di individuare nuovi designer in grado di proseguire con il lavoro fatto sinora.

Tableware?
Sì, dal 2010 Italesse ha inserito nella gamma di prodotti le prime proposte dedicate al mondo della tavola. Con Venti4, la linea in melammina disegnata da Nichetto e pensata per essere utilizzata indoor e outdoor, ci siamo avvicinati ad una nuova fetta di mercato che sembrava essere imprescindibile. Così come trent’anni fa Italesse ha rivoluzionato il mondo del beverage professionale, in quest’occasione abbiamo sentito l’esigenza di portare una ventata d’innovazione a cominciare dall’aperitivo, un momento della giornata sempre più apprezzato dai giovani e meno giovani. Quest’anno poi siamo passati al posto tavola tradizionale con un piatto liscio e uno fondo – sempre a firma Nichetto – ma in un materiale trasversale come la melammina.

Italesse appare un’azienda con due anime.
Più che due anime, è il binomio forma-funzione, tecnicità ed estetica, le due facce di una stessa medaglia, a rappresentare la filosofia Italesse.
L’apertura stessa al mondo del design è stata sviluppata non dimenticando mai questo binomio. Grazie a fondamenta solide, frutto di competenze tecniche professionali acquisite in trentacinque anni di attività, è stato possibile innestare il design  più attuale e innovativo.

E contemporaneo. La scuderia Italesse è sempre più internazionale.
Dopo Nichetto infatti, ci siamo aperti gradualmente alle proposte internazionali più interessanti e più in linea con la nostra filosofia. Oggi lavoriamo con designer internazionali, nomi accreditati come gli svedesi Claeson Koivisto Rune, gli spagnoli Tomàs Alonso e Carlos Tìscar, il Newyorkese Todd Bracher e i francesi Vèronique Maire e Patrique Norguet.

Recentemente avete presentato a Milano, durante la Milano design Week, Italesse HORIZON, un evento fuori salone che ha sancito il ruolo di  Italesse quale brand tra i più interessanti del panorama internazionale del design. Una responsabilità impegnativa.
Senza dubbio lo è, ma quando l’attività è sostenuta da passione, curiosità e divertimento i risultati solitamente non tardano ad arrivare. Lavorare con i designer internazionali ti mette davanti a differenti modalità e culture dalle quali c’è sempre da imparare. Con Claesson koivisto  Rune ad esempio, il trio di architetti e designer svedesi che per Italesse hanno disegnato i Tonic Beach, una linea di tumbler in Policrystal®, un materiale innovativo messo a punto nei laboratori dell’azienda, ci siamo ritrovati a progettare in maniera assolutamente nuova, più democratica, attenta alla sostenibilità, alla qualità della vita in quanto base della qualità del lavoro, un approccio diverso da quello che siamo soliti vivere e applicare in Italia. Non a caso ci siamo ritrovati a pensare ad un progetto di più ampie dimensioni rispetto a quelli con cui siamo stati soliti confrontarci come una nuova sede per Italesse. L’abbiamo immaginata sostenibile, autosufficiente, attenta al risparmio energetico e a basso impatto ambientale, attenta alle esigenze dei dipendenti e a misura d’uomo. Asili nido, baby parking, aree dedicate alla pausa pranzo, mini park per gli animali sono alcuni dei plus che come imprenditore mi sento di introdurre nella mia azienda, un modello che mi piacerebbe veder applicato anche ad altre realtà.