Impara l’arte e mettila da parte – Gabriele Bonato

Gabriele Bonato, classe 1980, è il giovane artista che abbiamo intervistato per lo speciale Impara l’arte e mettila da parte dedicato alla mostra Il fuoco della natura. Lanciando il suo nome in rete appare un video realizzato l’anno scorso in occasione della sua mostra personale a cura di Daydreaming Projet. Tra i commenti si legge: “La differenza fra gli artisti del mondo e questo è che gli artisti fanno arte mentre in questo caso l’arte ha fatto Gabriele Bonato”. Mai commento fu più azzeccato visto che Gabriele Bonato è un autodidatta, che ha imparato da solo a tenere in mano pennello e matita e a farlo volteggiare su tela e carta, seguito dal padre, filosofo e pittore, che gli ha insegnato l’arte del colore grazie all’uso delle resine.

Artista, pittore, scultore, performer, scenografo attualemente vive a San Fernando di Cadice in Spagna, dove nel 2006 è stato invitato a dipingere dal vivo nella fortunata trasmissione di Fabio Volo Italo-spagnolo, trasmessa da MTV. Nonostante la giovane età ha già avuto più di qualche mostra personale ed esposto in collettive in varie città europee, soprattutto nel bacino del giovane e  di intenso fermento intelletuale Est (Berlino, Lubiana e Belgrado).

alcune immagini dello spazio che ha ospitato la mostra: Il Fuoco della Natura.(accedi in foto-report)

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Gabriele, secondo te che cos’è l’arte contemporanea?

Secondo me l’arte è arte. Stop. Contemporaneo significa adesso, presente che vuole anche dire passato e futuro. Le due cose non possono essere separate dalla prima, un po’ come la Santissima Trinità. Il mondo, penso, faccia un po’ di confusione su questo concetto e anche gli artisti spesso ci cascano in pieno, come pesciolini nella rete del pescatore,soccombendo a quello che io chiamo MODA!

L’Arte è sacra…almeno per me.

Nella mostra il fuoco della natura, è esposto un tuo disegno su tela che rappresenta un chihuahua, il cane minuscolo a cui è stata data una dimensione gigante. Quanta ironia c’è in questo lavoro?
Direi che l’ironia del lavoro si muove parallelamente  al  dramma. Nei miei lavori tento di unire male e bene, negando la separazione dei due concetti. Quindi l’ironia parla del dramma stesso e viceversa. Ma forse è meglio dire che attraverso le due facce parlo della vita.

Tu sei un’artista completamente estraneo al circuito delle academie, visto che sei un autodidatta. Mi domando spesso, ma com’è che ti “sei insegnato a disegnare così”?
Credete nei doni della Natura, della saggezza che nasconde e cela attraverso le formee ecc..? Io sono nato disegnatore. Mio padre mi disse che non avevo ancora imparato a dire mamma, ma già disegnavo come un bimbo di 8 anni all’eta di due. Sorprendente. Un po’ come gli artisti di cui leggiamo sui libri di storia: tutti manifestarono già in tenera età i loro talenti. Pensate a Mozart,Raffaello e gli altri grandi. Ho sempre disegnato, sempre osservato e Buy Cialis questo mi ha portato ad affrontare la vita e seguire il mio destino da creativo, con un dovere assoluto ovvero parlare dell’uomo alla gente, parlare del suo rapporo con il creato, parlare dei suoi errori e delle sue possibilità.
Posso dire che l’esser tagliato fuori dall’ambiente Accademico mi ha creato dei problemi e dei muri che attraverso la costanza ho distrutto.  E distruggerò ancora dati i pregiudizi e la mentalità cristallizzata di certi individui che seguono solo le mode invece di osservare ciò che si nasconde a volte in colui che va “contro corrente”.

Hai avuto qualche ispirazione speciale da parte di artisti del passato?
Sempre. Sono continuamente ispirato dalla potenza comunicativa dei grandi maestri al di là di ciò che dipingevamo o scolpivano. Dietro una natura morta, un ritratto si celava una conoscenza enorme dell’animo umano, uno dei piu grandi misteri nella natura terrena e divina.

Nel tuo lavoro, capita spesso di vedere degli spilloni infilzati negli oggetti e nelle persone, hanno un significato particolare?
Eccoci a quello di cui ti parlavo prima, proprio come nei dipinti raffiguranti San Sebastiano le frecce rappresentano l’intervento Divino, la Luce. Allora io rifacendomi al sibolismo degli antichi, inserisco degli elementi divini in situazioni assurde,banali…come per dire “Ragazzi svegliatevi, Dio e in voi”.

Tu hai una storia personale affascinantissima e attualmente vivi in Spagna. Quanto credi che la vita personale incida sul lavoro artistico (anche se certo detta così sembra che il tuo “surrealismo” venga dalla tua vita, ma sappi che non penso questo)?
Penso che influisca molto la vita mondana o meno dell’artista. Prendiamo per esempio Francis Bacon: non avrebbe lavorato sulla negazione e tutto il resto se non fosse stato un’alcolizzato cronico. I suoi lavori mi hanno ispirato molto.

Nonostante tu sia molto giovane, partecipato per ben due volte al premio Terna e esposto anche a New York e in giro per l’Europa (Berlino, ma anche Belgrado). Hai qualche ricordo particolare legato a queste esperienze?
Mi sento a mio agio in ogni situazione diciamo, se si parla di lavoro. E’ la cosa più importante per me. L’arte mi ha portato in giro e non la mia volontà egoisica da viaggiatore. L’amore invece mi ha fatto trasferire in Spagna, la donna e la sue luce mi hanno rapito.

Anche se la domanda suona un po’ strana, visto che sei giovane anche tu, ma l’etichetta della rubrica mi impone di farti la solita domanda: che cosa consiglieresti a un giovane artista?
Consiglio di sudare, lavorare come nelle antiche botteghe, soffrire, non accontentarsi mai,non seguire le mode, fare solo l’artista e fare la fame per ciò che si crede.  Solo nell’estermo limite si comprende il proprio cammino…!

L’artista è un’altruista.

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Courtesy foto Gabriele Bonato

Immagine:  Gabriele Bonato, Chihuahua,  2011, Grafite su tela, cm 200 x 200, Courtesy LipanjePuntin artecontemporanea