Il viaggio di Paolo Rumiz sul fiume segreto.

Un viaggio dalla sorgente al delta del Po è l’ultima avventura compiuta dal giornalista Paolo Rumiz, che porta dentro i segreti del Grande Fiume come non l’avete mai visto. E’ quanto si potrà scoprire nel film “Il risveglio del fiume segreto” diretto dal videomaker reggiano Alessandro Scillitani.

Il film verrà presentato in prima mondiale durante la prossima Mostra del Cinema di Venezia come evento di chiusura delle Giornate degli Autori, le stesse che ospiteranno anche il “Pinocchio” di Enzo d’Alò con le musiche di Lucio Dalla. La proiezione di questo documentario prodotto da Ticofilm, società indipendente nata dalla sinergia di padre e figlia Gino e Sarah Pennacchi, è in programma l’8 settembre alle ore 21.30 presso la Casa degli Autori- la Pagoda del Lido di Venezia.

Il docufilm che vede anche la partecipazione dell’esploratrice Valentina Scaglia da Milano in compagnia di canoisti, barcaioli, scrittori e pescatori, nasce proprio come diario di viaggio di Paolo Rumiz pubblicati sul quotidiano ‘Repubblica’ nell’estate del 2012.Un viaggio fatto di incontri, cibo, avventure, ma che rappresenta anche la riscoperta di un corso d’acqua selvaggio, un racconto dal punto di vista della corrente che porta verso il delta e online blackjack with paypal i suoi magnifici rami. Oltre le sponde ci sono quattro regioni tra le più popolose d’Italia. Dentro il Po invece, tra i suoi grandi argini, si apre uno spazio meraviglioso, segreto, incontaminato, che sprigiona bellezza nonostante i disastri ambientali causati dall’uomo.

Ogni film in realtà è un viaggio, una scoperta. Ancora di più quando il film racconta il viaggio stesso, dove nulla è pianificato, dove c’è soltanto un fiume, un punto di inizio e un punto di arrivo”racconta il regista Alessandro Scillitani. “Un’attrezzatura leggera e al contempo professionale mi ha consentito di raccogliere il più possibile la spontaneità del reale senza che la mia presenza contaminasse la scena. Mi sono fatto al tempo stesso osservatore filmico e parte integrante del mondo che ritraevo. Ho presto compreso che, viaggiando sul Po, il fiume stesso diventava protagonista della storia, cancellando di colpo gli echi dei tanti racconti che sono stati fatti su di esso. Mi sono quindi rivolto all’interno del fiume e dei suoi argini, e nello stesso tempo ho raccolto le parole e i dialoghi dei miei compagni di viaggio, che dimenticando di essere ripresi interpretavano magistralmente il ruolo di se stessi”.