Il Teatro Rossetti di Trieste

Una eccellenza nel merito e nei risultati

Che dire del Teatro Rossetti, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, fondato nel 1954, se non che è un grande Teatro, uno dei più antichi Teatri Stabili nazionali, e fra i più prestigiosi Teatri Stabili pubblici italiani? Che dire del suo pubblico se non che è composto da spettatori numerosissimi, attenti ed esperti? Il teatro, attualmente diretto da Franco Però, ha sede a Trieste, al Politeama Rossetti, un edificio costruito nel 1878 in stile eclettico, un teatro dunque storico e per sua natura adatto a ospitare una notevole varietà di generi di spettacoli differenti. Due le sale che lo compongono: la Sala Bartoli – con 128 posti, spazio dedicato soprattutto alla drammaturgia contemporanea – e la sala maggiore del Politeama (dal 2010 intitolata “Sala Assicurazioni Generali”) che con la sua capienza di 1530 spettatori costituisce uno dei più grandi spazi dedicati alla prosa d’Italia e d’Europa. Inutile dire che dalla sua fondazione il teatro ha visto calcare le sue scene da attori di ben più di trecento spettacoli di produzione e di migliaia di spettacoli ospiti. Vi hanno lavorato registi, scenografi, musicisti e attori di assoluto prestigio. Elencarli tutti sarebbe un lungo e dettagliato viaggio nella storia del teatro italiano e dei suoi maestri ineguagliabili come, solo per citarne alcuni, Memo Benassi, Cesco Baseg- gio, Renzo Ricci, Paola Borbonin e Vittorio Gassman. Altrettanti i protagonisti della scena attuale da Gabriele Lavia a Franco Branciaroli, da Massimo De Francovich a Mariangela Melato, da Piera Degli Esposti a Giulia Lazzarini. E ancora registi, quali Luchino Visconti, Luigi Squarzina, Sandro Bolchi, Aldo Trionfo e Giuseppe Patroni Griffi che firmò una memorabile edizione della Trilogia pirandelliana delle Maschere Nude. Franco Però dirige il Politeama Rossetti dal 2014, dopo diciannove anni di direzione di Antonio Calenda. E Milos Budin, presidente del teatro, ha da poco ammainato la sua bandiera, non scordando di sottolineare l’apertura internazionale del Rossetti nelle co-produzioni con teatri austriaci, sloveni e croati. Apertura che non ha però contraddetto la politica di sinergie nazionali, come dimostrano i lavori realizzati insieme al Teatro Metastasio di Prato e a Spoleto58. Ha ricordato inoltre come, in seguito al decreto ministeriale del 1°luglio 2014, il Rossetti ha ottenuto lo status di “teatro di rilevante interesse culturale”. E l’enorme rilevanza culturale del Rossetti è dimostrata appunto dallo spessore dei suoi spettacoli e dai numeri cha accompagnano il teatro: 150 mila gli spettatori durante il 2015 e ben 270 le recite così distribuite, 202 repliche per la prosa, 33 per i musical e 14 per la danza. Fra gli spettacoli più apprezzati dal pubblico, senza dubbio, “Magazzino 18” dell’autore romano Simone Cristicchi: un grande con- tributo civile e culturale all’esodo istriano post-bellico. Perché, come dice lo stesso Cristicchi ne “Il cimitero degli oggetti”, “tra cassapanche di foto ingiallite e di esistenze scampate alla bora sono nascoste migliaia di vite che nel silenzio ci parlano ancora. Sono passati più di sessant’anni e anche se danno fastidio a qualcuno qui troverete soltanto fantasmi che ormai non fanno paura a nessuno…”.

La stagione teatrale 2015-2016 si è aperta in gran spolvero con “Scandalo”, un testo inedito di Arthur Schnitzler, mai rappresentato in Italia, nel quale Franco Però ha diretto la nuova Compagnia stabile del Friuli Venezia Giulia, in scena per sei repliche fino al primo novembre. Due gli ospiti di tutto riguardo: Franco Castellano e Stefania Rocca, che ci portano fra abiti cremisi e sedie Thonet nella Mitteleuropa di Schnitzler e nella sua ipocrisia borghese. Un mondo lontano e un sentimento datato? Per nulla. Perché quell’ipocrisia è attuale, è quel sentimento che ancor oggi noi nutriamo per il “diverso”, qualunque sia la sua diversità: l’estraneo, lo straniero, colui che ti mette di fronte alle tue paure, mette in crisi le tue certezze e l’ambiente in cui vivi. La bella commedia di Schnitzler ci presenta, infatti, una donna “diversa”, tale per appartenenza sociale. Una donna, in scena rappresentata da Astrid Meloni, che per una scelta buonista viene accolta a Vienna in una famiglia alto-borghese e poi, in maniera ipocrita, allontanata, emarginata e lasciata morire. Dopo un inizio di successo, altri spettacoli hanno incontrato il grande apprezzamento del pubblico in quest’ultima stagione appena conclusa. “Porcile”, ad esempio, che affidato alla regia di Valerio Binasco, uno dei registi italiani di maggior successo in questi anni, ha reso omaggio a Pier Paolo Pasolini nel quarantesimo anniversario della sua morte. Lo spettacolo è una produ- zione del Teatro Metastasio e dello Stabile del Friuli Venezia e ha debuttato lo scorso giugno, con grande successo, al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Oppure “Bisbetica. La bisbetica domata di William Shakespeare messa alla prova” per la regia di Cristina Pezzoli con Nancy Brilli, dove la violenza sul corpo delle donne è un tema tragicamente attuale e reale che la regista ha deciso di affrontare con un registro pop, ma non per questo meno serio. O ancora l’apprezzato “Calendar girls”, uno degli spettacoli più attesi della stagione. Dell’autore inglese contemporaneo Tim Firth, lo spettacolo è una deliziosa commedia con un nutrito cast di bravissime attrici: Angela Finocchiaro, Laura Curino e Ariella Reggio, Carlina Torta, Matilde Facheris, Corinna Lo Castro, Elsa Bossi e Noemi Parroni. Una commedia, per chi non la conoscesse, divenuta un celebre film della Miramax, nel quale le donne si spogliano per un calendario, anche se a scopo inequivocabilmente benefico.

E poi come non citare il ritorno a Trieste, questa volta al Rossetti dopo il Palazzetto dello Sport, del musical “Notre Dame de Paris” con le musiche di Riccardo Cocciante e le liriche di Luc Plamondon, adattate in italiano da Pasquale Panella? Un vero e proprio kolossal “Notre Dame de Paris” che porta con sé numeri da brivido: in 18 anni, nel mondo, è stato rappresentato 4.046 volte, tradotto in 7 lingue e in Italia ha toccato 40 città in 10 anni, per un totale di 94 tappe con 915 repliche complessive. Nel mondo gli spettatori che hanno applaudito lo spettacolo supera largamente i 10 milioni di persone. Ebbene dopo quattro anni di pausa, il musical è ritornato in scena in Italia con il cast originale di partenza: Lola Ponce (Esmeralda), Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Leonardo Di Minno (Clopin), Matteo Setti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo), Tania Tuccinardi (Fiordaliso), oltre a trenta artisti tra ballerini, acrobati e breaker. Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Rossetti di Trieste per nove repliche ad aprile, con un successo stratosferico di pubblico e di applausi sin dalla serata di debutto. Un appassionato e imperdibile musical che è andato ad aggiungersi ai numerosi e imperdibili spettacoli che stagione dopo stagione il Teatro Rossetti ci regala.