Il genio come chiave per comprendere la realtà: l’eredità di Orson Welles

Che cos’è il Genio? In uno dei gioielli della commedia all’italiana, Amici miei del compianto Monicelli, lo si definisce come “fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Definizione non priva di beffarda ironia, ma che nasconde, tra le pieghe dello sberleffo, un fondo di arguta saggezza.

Il progetto Genius nasce in fondo proprio per questo: dare spazio alla creatività e l’approfondimento, valorizzare curiosità e talento per interpretare le sfumature del mondo che ci circonda, con la velocità che l’era del 2.0 impone, ma senza scordare ciò che è il fulcro di tutte le umane vicende: l’uomo.

E proprio cento anni fa, il 6 maggio 1915, nacque un uomo, una delle personalità più vulcaniche e geniali del ‘900. Un talento eclettico e visionario, capace di muoversi con disinvoltura tra cinema, radio e teatro, in grado di padroneggiare differenti linguaggi, contaminandoli e innovandoli con sensibilità e coraggio. In parole povere, un genio. Stiamo ovviamente parlando del grande Orson Welles, regista di cinema e teatro, sceneggiatore, autore radiofonico e molto altro ancora.

E il 2015 sarà un anno di celebrazioni, vista la doppia ricorrenza per i 100 anni della nascita e i 70 dalla morte (10 ottobre 1985).  Le commemorazioni sono state inaugurate dalla Cineteca di Milano che dal 7 al 23 gennaio 2015 ha riportato sul grande schermo tredici dei più celebri capolavori del maestro statunitense. Sono molte le retrospettive programmate in tutto il mondo, molte negli natali Stati Uniti, una in terra inglese, ma nessuna nell’Europa continentale, ad eccezione della Cineteca di Bologna.

Welles nasce a Kenosha, contea nei pressi di Chicago, il 6 maggio 1915, figlio della pianista Beatrice Ives e di Richard Welles, proprietario di una fabbrica di furgoni e, nel tempo libero, inventore. Un talento precoce e onnivoro, ossessionato dalla conoscenza, ma costantemente orientato alla reinvenzione.

Il 30 ottobre 1938, a soli 23 anni, terrorizza gli Stati Uniti interpretando in diretta radiofonica un adattamento in forma di cronaca giornalistica della “Guerra dei Mondi”, celebre novella del romanziere fantascientifico di H.G. Welles. che racconta di un invasione aliena nel New Jersey. Radio, letteratura e giornalismo, al servizio di un clamoroso ‘scherzo’ radiofonico, ma anche una testimonianza di viral marketing ante litteram, che indusse la casa di produzione cinematografica RKO a metterlo sotto contratto per realizzare tre film a Hollywood.

Ed infatti tre anni più tardi, prodotto dalla RKO, Welles firma il suo gioiello, il capolavoro di una carriera straordinaria, “Quarto Potere”, considerato da molti come il miglior film di tutti i tempi. Un’opera complessa e stratificata, innovativa nell’utilizzo della grammatica cinematografica e dei piani temporali, finemente ambigua nel rappresentare il magnate dell’editoria Charles Foster Kane. Welles si ispira liberamente alla figura di William Randolph Hearst, editore, politico e ricchissimo imprenditore, per mettere in scena la propria personale riflessione sulla solitudine del potere, una ricchissima digressione sugli ingranaggi del giornalismo e della rappresentazione, capace di intrecciare in modo ineguagliato l’epica di un personaggio larger than life con i limiti e le contraddizioni di un essere umano sopraffatto dalla propria solitudine.

Lo stile che Welles utilizza per raccontare il successo e la solitudine di Foster Kane è quello del film d’inchiesta, indagandone a ritroso la vita per scoprire il mistero nascosto dalla sua ultima, enigmatica parola, proferita in letto di morte: Rosabella, Rosebud in originale. Attraverso le indagini del giornalista Jerry Thompson vengono sentite le persone più importanti della vita di Kane e ricostruiti gli eventi più significativi della sua scalata al successo, alla ricerca del senso ultimo, la chiave di lettura in grado di svelare il mistero di Rosabella. L’indagine si rivelerà infruttuosa per Thompson, ma non per lo spettatore a cui Welles, in un ultimo fotogramma rivelatore, concederà la soluzione dell’enigma.

Credits foto: immagina tratta dal web