Il discorso del Re apre la stagione del Rossetti

Una bellissima storia sul senso di responsabilità e sulla dignità del ruolo, anche se non atteso o desiderato, sulla solidarietà familiare e sulla forza di volontà è andata in scena ieri sera al Politeama di Trieste, aprendo la nuova stagione teatrale.

Si tratta de Il discorso del Re, un testo di David Seidler, celebre film di qualche anno fa con Colin Firth, capace di ottenere ben dodici nomination e quattro Oscar, fra i quali quello alla miglior sceneggiatura.

Il testo, nato in origine come una commedia teatrale, è portato in scena da Luca Barbareschi che si divide nel doppio ruolo di regista e interprete. Sua è la figura del logopedista Lionel Logue, al fianco di Filippo Dini che impersona, invece, re Giorgio VI.

Per il Teatro Stabile regionale è dunque un’apertura di stagione nel segno del grande spettacolo, dai sottili risvolti storici e umani, in grado di fornire una lezione magistrale anche alla contemporaneità. Una sorta d’inno alla voce e all’importanza delle parole per una vicenda che si sviluppa attraverso un’incessante partitura dialettica che ricorda la necessità, da parte delle figure di potere, di impiegare le giuste parole nel comunicare.

Per chi non la conoscesse, attraverso il pluripremiato film, la storia è presto detta.

Siamo nella Londra a cavallo tra gli anni Venti e Trenta, nella quale Albert, Duca di York, è tormentato da una grave balbuzie. Nonostante ciò la sua vita procede tranquilla, grazie al matrimonio d’amore con Elizabeth Bowles-Lyon e alle sue due figlie: Elisabetta (che fra l’altro è l’attuale regina di Inghilterra are volume pills dangerous) e Miroverve free online pokies game Margaret. Secondogenito di Giorgio V, Albert non è il primo in linea di successione al trono.

La moglie, per aiutarlo a superare la grave balbuzie – frutto di costrizioni infantili e di bisogno di affetto, introvabile nella coppia anaffettiva dei propri genitori – lo convince ad affidarsi al logopedista australiano Lionel Logue. Questi, uomo dai metodi eccentrici e anticonformisti, costruendo con lui un combattuto ma forte rapporto di fiducia, riuscirà nel difficile compito di farlo parlare correttamente. Un particolare questo per nulla rilevante, poiché con la morte del padre Giorgio V e l’inaspettata abdicazione del primogenito Edoardo, per amore di Wallis Simpson, sarà proprio Albert a salire al trono nel ’37, con il nome di Giorgio VI. Ma non solo, perché sarà anche in grado di instaurare con il suo popolo un legame di grande rispetto e affetto, conducendolo – anche grazie ai suoi famosi discorsi radiofonici (non ultimo quello di dichiarazione di guerra alla Germania) – attraverso un periodo di pesanti mutamenti storici.

Una storia forte Il discorso del Re, molto umana e vera, animata da complessi personaggi, tratteggiati e resi con profonda sensibilità, grazie alla bravura di Luca Barbareschi e al testo magistrale di Seidler.

Lo spettacolo va in scena, per cinque repliche, al Rossetti di Trieste dal 25 al 28 ottobre.

Gli interpreti sono: Luca Barbareschi, Filippo Dini, Astrid Meloni, Chiara Claudi, Roberto Mantovani, Mauro Santopietro, Ruggero Cara e Giancarlo Previati. Le scene di Massimiliano Nocente e i costumi di Andrea Viotti. Le musiche originali sono di Marco Zurzolo.