I Politici sono sulla rete, ma la Politica c’è

In foto (dal web) il Presidente degli Stati Uniti d’America Barak Obama. 

Sappiamo che la Politica non vive un gran momento, tanto che i cittadini ne attribuiscono un livello di credibilità ridotto al minimo: nemmeno il ricorso ad un governo tecnico, per combattere le malefatte o le assenze dei governi precedenti hanno spento l’arroganza dei nostri amati animatori di talk show, le nostre star della Politica che si esibisce in TV in tutte le forme, comprese quelle meno dignitose.

Obama, da lontano, ci fa sapere che la Rete è in grado di cambiare la relazione tra i cittadini e i Politici, creando vicinanza e partecipazione. Come per tutte le usanze Made in Usa (dal wrestling al rap, dall’hamburger alle vitamine sempre e dovunque), dopo un tempo sempre più breve arrivano da noi senza grandi filtri nè adeguamenti (i SUV in Italia occupano uno spazio che non c’è..). Quindi i nostri parlamentari e i nostri sindaci si sono immediatamente adeguati alla nuova “moda” che tanto bene ha portato al vecchio Barack, tanto che oltre il 60% di loro ormai naviga in rete in cerca del consenso partendo dall’inevitabile profilo su facebook che li rende friendly. Ve li vedete tutto il giorno alla tastiera del PC o dello smartphone a rispondere a tutti gli amici? Magari sì visto il tempo che molti trascorrono in Parlamento a giocare con l’iPad, tuttavia viene da pensare che uno stuolo di consulenti/addetti alla comunicazione sui social network sappia sempre come ribattere ad ogni Buy Cialis stimolazione, senza trascurare qualche frecciata al nemico Politico personale.

Ma Obama non ha ribaltato la tradizione facendo pettegolezzi su facebook, bensì innescando un processo di “ascolto” delle questioni proposte dai cittadini, raccogliendo le idee in un flusso vero di Comunicazione, cioè in andata e ritorno! Da noi, abituati al canale di sola andata, dove i Politici sono in campagna elettorale permanente e dove il feed back del cittadino si riduce ad una crocetta su una scheda ogni 5 anni (la croce, come si usava per gli analfabeti..), la Rete sembra un’ulteriore mezzo di campagna elettorale. Nulla più.

Dovremmo forse chiederci com’è possibile che nell’era del web 2.0, dove molti spasimano per il 3.0, la Politica non crei un sistema di partecipazione reale, dove le idee circolano per creare programmi. Ma dovremmo anche chiederci perchè il fermento nella Rete è quasi totalmente dedicato all’Antipolitica che, come sappiamo, ha obiettivi demolitivi e non genera alternative attuabili, in grado cioè di produrre un futuro migliore per tutti.

Accortamente Monti non fa il piacione su facebook, prooprio per non alimentare la verve Antipolitica, tuttavia sembra urgente che nuove facce si presentino realmente (senza consulente quindi) a dire qualcosa di sensato. Forse è ora di ricordare che la Rete è uno strumento fantastico, dalle opportunità infinite, ma i contenuti non si generano da soli e quindi c’è sempre e comunque bisogni dell’UOMO! Sennò è un po’ come confondere il mezzo con il fine.

Coraggio, è ora di pensare/dire cose intelligenti e metterle in circolo!