HUBBELLI #04: Dal cucchiaio alla città ovvero dalle spille a Lignano

Immagine cover: Lignano Riviera
di Alexandros Korossoglou

[04/02/14 07:49:00] Marco Svara >
Buongiorno Alexandros, prima di tutto creo la chat e poi, quando vuoi/ci sei, partiamo con la conversazione tenendo sempre bene a mente le oche (ed uniche) “regole del gioco”
> nessuno dei partecipanti dovrà mai utilizzare queste parole: start-up, innovazione, sostenibilità
> ogni contributo testuale non dovrà mai superare le 100 parole
> questo scambio di opinioni e visioni durerà in totale 7 giorni

[04/02/14 12:28:42] Alexandros Korossoglou >
Alexandros Korossoglou ha condiviso i dati con Marco Svara.

[04/02/14 14:07:17] Alexandros Korossoglou >
Spero di rispettarle tutte, specialmente la seconda 😀

[04/02/14 14:42:18] Marco Svara >
Ho conosciuto Alexandros (oppure Alex o Alessandro, come preferisci?) grazie al suggerimento di un amico in comune, Andrea Grattoni (fantastico ed irraggiungibile progettista di cucine ed arredi), il quale mi ha detto che c’era un ragazzo con origini greche ma operativo a Lignano, che si occupava con pari capacità di oggetti di piccola scala (quasi microscopica aggiungerei io) e di città, intendendo questa come l’espressione massima di scelte architettonico-urbanistiche.

[04/02/14 14:44:37] Marco Svara >
Dopo nemmeno un secondo gli scrivo una mail e ci diamo appuntamento in Impact Hub Trieste qualche giorno più tardi ed iniziamo a chiacchierare a ruota libera di Lignano, di piani del traffico, di piani urbanistici e di oggetti di design, di packaging, di grafica e soprattutto di spille.
Ma andiamo con ordine, prima di tutto, Alex, Alexandros o Alessandro? Puoi raccontarci brevemente come mai un cognome greco (correggimi se sbaglio) si trova “quasi stanziale” nella ridente Lignano (pineta o sabbiadoro che non ricordo)?

[04/02/14 15:45:37] Alexandros Korossoglou >
ha inviato un file Provincia_Pesaro_e_Urbino-Locatie.svg a questo gruppo

[04/02/14 15:46:10] Marco Svara >
?

[04/02/14 15:46:24] Alexandros Korossoglou >
Ho sbagliato destinatario XD
Scusami Marco, sono in linea con un mio amico di Ferrara, il famigeratissimo Gunza.
Riguardo il nome: userei Ale. È da sempre che vengo chiamato in diversi modi (Alessandro, Alexander, Alexandros, …) soprannomi compresi (Koro, Killer, Thriller, Kay, Khaa, “Lui”, …).
Ultimamente tendo ad usare quelli più essenziali perché sono universali. Va a finire che spesso mi firmo “K”.
Il cognome greco arriva da mio papà che si è trasferito in Italia nel 1975 per studiare Medicina a Trieste dove ha conosciuto mia mamma che frequentava la scuola interpreti. Lei invece era friulana, nata però in Svizzera dove ha vissuto per 11 anni prima di trasferirsi a Lignano Sabbiadoro.
Abito a Sabbiadoro ma sono sempre stato affascinato da Pineta e Riviera. Credo che vivere a Lignano sia stato decisivo per far crescere il mio interesse verso l’urbanistica.

[04/02/14 16:13:48] Marco Svara >
Urbanistica e Lignano, quali connessioni? Quali opportunità? Che ne diresti di raccontarci ipersinteticamente su quale tematica a “scala urbana” stai lavorando in questo momento così laviamo la “scala minuta” ad un ragionamento successivo…

[04/02/14 16:26:24] Alexandros Korossoglou >
Mi sono occupato di Lignano nella mia tesi di laurea in architettura. Ho sviluppato una proposta di piano del traffico che risolva alcuni problemi della mobilità locale aprendo contemporaneamente dei nuovi percorsi per il turismo.
L’approccio a Lignano è stato “laterale” perché Lignano è un luogo con diverse caratteristiche uniche. Innanzitutto vive esclusivamente di turismo, inoltre è nata da una tabula rasa.
Per molti aspetti Lignano “non sa chi è”, perciò ho dovuto prima fare dei confronti e paragoni con altre località dell’Alto Adriatico per capire a chi somiglia.
Il testo di partenza è “NOMARE: nascita e sviluppo della metropoliriviera” di Mirko Zardini, ex professore della FAF (Facoltà di Architettura di Ferrara)
Ha studiato il comprensorio turistico della Riviera Romagnola come un conglomerato urbano; lavorando su Lignano ho cercato di analizzare allo stesso modo la riviera Veneto-Friulana per capire quali sono i rapporti tra le città e come funzionano, scendendo poi alla scala locale.

[04/02/14 16:28:15] Marco Svara >
Quali sono, dal tuo punto di vista, le criticità meno evidenti agli occhi della popolazione? e quali invisibili allo sguardo delle amministrazioni?

[04/02/14 16:30:53] Alexandros Korossoglou >
Credo sia la stessa: la mancanza di pianificazione del futuro, derivata dalla scarsa consapevolezza dell’evoluzione del turismo.

[04/02/14 16:31:37] Marco Svara >
Quali sono i dati più critici che emergono dalla tua analisi del contesto “Lignano”?

[04/02/14 16:31:46] Alexandros Korossoglou >
Faccio un esempio: a Lignano si sente ripetere spesso che “il nostro target sono le famiglie” [sic]
Non sono il target, sono la nostra clientela. Sono loro ad aver scelto Lignano, non il contrario. [NB: per “famiglie” si intendono “genitori con bambini piccoli”]

[04/02/14 16:34:19] Marco Svara >
Target vs. Clientela: è in questo scarto di comprensione di cosa sia il primo e cosa il secondo che si nascondo i problemi della città?

[04/02/14 16:35:08] Alexandros Korossoglou >
I dati che emergono sono un trend negativo pluridecennale nelle presenze, assenza di collegamenti ferroviari o aeroportuali, assetto sbilanciato della composizione dei posti letto, numero eccessivo di seconde case, assenza di promozione turistica extra-balneare.
Semplice: la parola “target” significa “obiettivo” o “bersaglio”.
La concezione locale di “target” è tautologica: siccome la maggioranza della nostra clientela è composta da “famiglie”* allora queste sono il nostro target.
Ciò denota sia un atteggiamento conservatore (mantenere la clientela attuale, nonostante tutto**) sia passivo (prendo ciò che arriva senza fare la prima mossa).

[04/02/14 16:39:21] Marco Svara >
Lignano vive di ricordi?

[04/02/14 16:39:21] Alexandros Korossoglou >
**il turista balneare, in Italia, è quello che spende mediamente di meno per ogni giorno di ferie
Oh, in questi giorni da morire 😀

[04/02/14 16:39:36] Marco Svara >
Qual è il “turista” che spende di più?

[04/02/14 16:39:53] Alexandros Korossoglou >
Quello che viaggia per enogastronomia e per cultura.

[04/02/14 16:40:08] Marco Svara >
Quanto spendono in media i primi, i secondi ed i terzi?

[04/02/14 16:40:14] Alexandros Korossoglou >
Se non ricordo male il rapporto è di circa €60 contro €110.

[04/02/14 16:40:23] Marco Svara >
quasi il doppio…

[04/02/14 16:40:27] Alexandros Korossoglou >
Quasi il doppio.

[06/02/14 13:02:37] Marco Svara >
Cambiamo completamente scala e passiamo da quella “territoriale”, tipica dell’urbanistica, a quella “artigianale”, forse, più vicina al mondo del design. Di cosa ti occupi a questa scala? Su quali oggetti e prodotti stai oggigiorno concentrando la tua ricerca e sperimentazione?

[07/02/14 16:29:39] Alexandros Korossoglou >
[ciao Marco, scusami per l’attesa. Ho finito da poco ad Ascoli]. Sei anni fa ho iniziato a produrre spille con il nome di Khaa Pins. Nonostante usi tecniche diversissime tra loro (dallo stencil al punto croce) tutte le spille hanno in comune una caratteristica: sono tutte pezzi unici. Tre anni fa ho realizzato il primo set con package dedicato: da quel momento le confezioni sono diventate complementari alle spille e ci dedico molto studio.

[10/02/14 16:10:33] Marco Svara >
Che ne diresti di condividere alcune immagini di alcune spille e raccontarci la loro genesi? Cioè modelli diversi pensati in occasioni differenti? Da dove parte la loro progettazione e come si sviluppa la loro realizzazione?

[10/02/14 16:44:54] Alexandros Korossoglou >
ha inviato un file E1E9BF4F-4B0A-4820-8A41-BCA289B4BB2C.jpg  a questo gruppo

[10/02/14 16:45:14] Alexandros Korossoglou >
ha inviato un file 5DB0F87E-BC08-4276-A81D-4BB8DBF85EAD.jpg  a questo gruppo

[10/02/14 16:46:16] Alexandros Korossoglou >
Nel caso di questa serie (chiamata «Who Is The Fairest Of Them All?») la confezione è diventata l’elemento centrale. Ho fatto da poco un video dove si vede la creazione di una delle ultime serie:

[10/02/14 15:13:04] Marco Svara >
L’idea parte dalla tua testa, la realizzi e poi proponi la serie al pubblico oppure esiste un’interazione differente tra il progetto (tuo) e gli utenti?

[10/02/14 15:18:44] Alexandros Korossoglou >
Dipende dal tipo di progetto.

[10/02/14 15:19:11] Marco Svara >
racconta racconta, non essere avaro di dettagli 🙂

[10/02/14 15:33:11] Alexandros Korossoglou >
Molte serie escono così (ideazione, realizzazione, proposta). Sono soprattutto le serie moda a seguire questo schema. Anche se a dire la verità non sono “perfette”: poiché spesso queste serie sono fatte dal vivo subiscono delle mutazioni dopo l’interazione col pubblico.

[10/02/14 15:38:00] Marco Svara >
calma calma calma: quindi, se ho ben capito, le spille non le realizzi fisicamente solo ed esclusivamente nel tuo laboratorio/ufficio bensì in mezzo alle persone? Come fai?

[10/02/14 15:39:05] Alexandros Korossoglou >
L’esempio giusto è la serie “Fabric Tres Chic”: è nata come serie di spille di tessuto dove mi concentravo sia sulla ricerca dei pattern stampati che sulla trama dei filati, ora invece è diventata una collezione di orecchini. Questo è successo perché moltissime persone guardando la confezione mi chiedevano la stessa domanda: “Sono orecchini a clip?”. Alla ennesima volta mi sono detto: ok, facciamo ‘ste clip. Ho cercato i pezzi e ho creato i prototipi. Ha funzionato bene!

[10/02/14 15:41:34] Alexandros Korossoglou >
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[10/02/14 15:41:47] Alexandros Korossoglou >
Questa era la serie originale.

[10/02/14 15:41:59] Marco Svara >
quella di partenza diciamo…

[10/02/14 15:42:35] Alexandros Korossoglou >

[10/02/14 15:44:21] Alexandros Korossoglou >
ha inviato un file 14ED05D9-62A2-4005-A7E1-565BE7DAC63F.jpg a questo gruppo

 [10/02/14 15:44:40] Alexandros Korossoglou >

E sono diventate così. Sto studiando la confezione in questi giorni, promette molto bene ^^

[10/02/14 15:47:51] Marco Svara >
torniamo alla domanda di prima: l’interazione. Fino a dove si estende lo spazio del tuo laboratorio? Sembra che la produzione materiale dei tuoi oggetti non si limiti al perimetro del tuo ufficio…

[10/02/14 15:48:08] Alexandros Korossoglou >
No, no 😀 Anzi. La parte più bella è fare le spille dal vivo.
Porto con me le presse e il resto degli strumenti in proporzione variabile, così che possa fare spille su richiesta o prestare gli strumenti al pubblico così che tutti possano fare da sé la propria spilla.
In questo campo i più piccoli sono imbattibili.

[10/02/14 15:50:50] Alexandros Korossoglou >
ha inviato un file 673FE5CA-225E-4FC9-B629-51FEEE6CAD7B.jpg a  questo gruppo

[10/02/14 15:52:17] Alexandros Korossoglou >
La bimba che tiene in mano la spilla aveva all’epoca tre anni: le diedi la schedina DIY dove era disegnato il bordo della spilla dicendole di “stare dentro al cerchio perché sennò il disegno non si vede”. Lei fece semplicemente cenno di sì e iniziò a disegnare dei cerchi concentrici dall’esterno all’interno cambiando pennarello per ciascun anello. Questo è il risultato.

[10/02/14 15:58:13] Marco Svara >
Per i profani, cosa significa DIY?

[10/02/14 15:58:23] Alexandros Korossoglou >
Do It Yourself

[10/02/14 15:58:29] Marco Svara >
ovvero?

[10/02/14 15:58:35] Alexandros Korossoglou >
Fai da te

[10/02/14 15:58:52] Alexandros Korossoglou >
FDT potrebbe essere un pelo equivoco
(gli acronimi sono una mia ossessione)

[10/02/14 15:59:14] Marco Svara >
🙂 Domanda fuori dai denti: il mercato delle spille è un mercato redditizio?

[10/02/14 15:59:54] Alexandros Korossoglou >
Dal vivo: decisamente.
Nei negozi è più difficile perché è difficile mostrare come vengono fatte ed è complesso personalizzarle.

[10/02/14 16:01:41] Marco Svara >
Quindi, quando la produzione delle spille diventa un evento collettivo, correggimi se sbaglio, allora le esternalità positive (per te e per gli acquirenti) sono decisamente maggiori rispetto alle dinamiche innescate/generate dalle spille prima realizzate in ufficio e poi vendute in ogni singolo negozio?

[10/02/14 16:02:07] Alexandros Korossoglou >
Sono arrivato al punto di capire che quando faccio le spille dal vivo vengo pagato per la “performance artigianale”; la spilla diventa quasi un souvenir!
Spesso sì.

[10/02/14 16:04:44] Marco Svara >
quanto, questo discorso fatto per il “mondo della piccola scala”, potrebbe tornar utile per i ragionamenti “a grande scala” tipici dell’urbanistica e del lavoro di ricerca che stai portando avanti a Lignano? Quanto manca il valore della collettività nei progetti di sviluppo territoriali?

[10/02/14 16:05:40] Alexandros Korossoglou >
Pensa ad una barca a remi.
Se i vogatori remano in direzioni differenti, la barca al massimo ruoterà attorno a sé stessa.
Per avere dei risultati concreti per un territorio è fondamentale che la direzione da intraprendere sia condivisa da tutti.
Ciò è possibile solo se tutti partecipano al processo decisionale.

[10/02/14 16:11:34] Marco Svara >
Su questo non sono d’accordo ovvero il decidere di remare (seppur in direzione “ostinata e – reciprocamente – contraria”) significa già partecipare attivamente ad un processo. Probabilmente questa partecipazione non è mossa dagli stessi obiettivi però è pur sempre partecipazione. Tornando alla scala della spilla, un ragazzino potrebbe partecipare chiedendoti di realizzare una spilla che poi regalerà alla sua innamorata, un adulto, forse, te ne chiederà una da indossare mentre un’altra persona ancora potrebbe rivenderla e quindi lucrare sul tuo operato. In questo caso tutti partecipano seppur mossi da motivazioni differenti…

[10/02/14 16:14:17] Alexandros Korossoglou >
Le motivazioni sono molteplici. Posso fare una spilla per regalarla ma contemporaneamente provo piacere nel farla a mano. Nel caso di Lignano la mia proposta serve a creare una nuova offerta turistica salvaguardando allo stesso tempo l’ambiente naturale.

[10/02/14 16:17:53] Marco Svara >
Forse mi sono espresso male. A Lignano, forse, non si dovrebbe attivare la partecipazione bensì ri-orientare quella già esistente?

[10/02/14 16:23:27] Alexandros Korossoglou >
Sicuramente. Finora Lignano ha fatto leva sulla spiaggia, sulla bellezza delle strade e sui divertimenti. Ora tutto questo è insufficiente per attrarre i turisti, non conferisce carattere né crea interesse. Bisogna offrire una nuova attrazione ed è fondamentale coinvolgere tutti coloro che vivono, lavorano (e frequentano, aggiungerei) Lignano. Creare una nuova offerta turistica è un grande sforzo, sotto tutti gli aspetti. Non si cambia solo la promozione, le strade; non servono solo grandi investimenti; è un’operazione che cambia l’identità della città.

[10/02/14 16:34:22] Marco Svara >
Un’attrazione, però, che diventa quotidianità… non solo un evento ogni tanto, qualcosa che si accende ad intermittenza, bensì “un qualcosa” fruibile “da tutti” con varie intensità e modalità…

[10/02/14 16:35:01] Alexandros Korossoglou >
Per nuova attrazione intendevo una nuova categoria turistica. Ora Lignano è una località balneare e sportiva. Serve un nuovo aggettivo, altrettanto forte (se non più forte).

[10/02/14 16:40:51] Marco Svara >
E quale proporresti?

[10/02/14 16:42:15] Alexandros Korossoglou >
“Naturalistica”
Lignano offre una commistione unica di spazio urbano e ambienti naturali diversi. La bellezza delle pinete e della laguna assieme al mare e ai divertimenti della città. Lignano non è mai stata proposta sotto questo aspetto nonostante moltissimi nostri “ospiti” dichiarino di venire proprio per questo motivo.

[10/02/14 16:54:11] Marco Svara >
Andando verso la conclusione di questa conversazione ti chiederei, ovviamente, come dovrebbero intersecarsi le scale territoriali e quelle del design per riuscire ad incidere positivamente sulla città del futuro?

[10/02/14 17:02:51] Alexandros Korossoglou >
Partecipazione, unicità, esperienza.
La partecipazione per coinvolgere e prendere delle decisioni che verranno così realizzate veramente.
L’unicità (o identità) come fattore di interesse e attrazione.
L’esperienza come vero valore da dare.

[10/02/14 17:07:31] Marco Svara >
Vivere all’interno di “un’esperienza continua”, sul lungo andare, non potrebbe rivelarsi deleterio? Chi vive costantemente un’esperienza, quand’è che può fermarsi a riflettere su quanto è successo precedentemente?

[10/02/14 17:08:38] Alexandros Korossoglou >
Non necessariamente. A lungo andare diventa uno stile di vita nuovo. Ciò che importa è la qualità dell’esperienza.

[10/02/14 17:15:55] Marco Svara >
Ricevuto! La tua posizione sembra lucida e consapevole, come trovo lineare il tuo pensiero. Dove possiamo trovare i tuoi prodotti di design e quando potremmo sentirti presentare il tuo lavoro di ricerca su Lignano?

[10/02/14 17:17:25] Alexandros Korossoglou >
Li troverete presto da Stilemisto a Trieste!
Per la presentazione devo ancora fissare la fata 🙂
*data

[10/02/14 17:19:48] Marco Svara >
Fantastico! Lasciaci con un link ad un video, un’immagine o un sito d’ispirazione per chi vorrebbe intraprendere, se non la tua stessa strada di progettista schizofrenico e nomade, qualcosa di molto simile…

[10/02/14 17:21:28] Alexandros Korossoglou >
be.net/Khaapins 🙂

[10/02/14 17:21:52] Marco Svara >
W l’autopromozione 🙂 a presto e grazie ancora!

[10/02/14 17:21:59] Alexandros Korossoglou >
Grazie a te!

Alexandros Korossoglou, classe 1984. Giochi preferiti da piccolo: matite, Lego e fare torte. Nomade per tradizione (madre friulana nata in Svizzera, padre greco), oscillo tra design e urbanistica. Adoro Trieste!

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