Impact HUB. 7 soci fondatori solo due sono nati e cresciuti in questa città (TS), gli altri l’hanno scelta…

HUBBELLI #01

[26/11/13 18:48:50]

Marco Svara ha aggiunto Claudio Sartor, Luca Escoffier, Marco Barbariol, Riccardo Sabatini, Stefania Quaini e Albi Enesi a questa chat

Immagine 1: Impact HUB Trieste, il team

[26/11/13 18:51:19] Marco Svara

> Prima di iniziare, senza troppe smancerie, convenevoli e saluti di rito, vi ricordo le regole di questo esperimento letterario in bilico tra il paranormale ed il paradossale… una conversazione che potrebbe far impallidire gli autori e conduttori di MASTERPIECE (il primo reality show dedicato alla scrittura)

[26/11/13 18:54:00] Marco Svara

> nessuno dei partecipanti dovrà mai utilizzare queste parole: start-up, innovazione, sostenibilità

> ogni contributo testuale non dovrà mai superare le 100 parole

> questo scambio di opinioni e visioni durerà in totale 10 giorni

[26/11/13 19:00:37] Marco Svara

> parto con la prima domanda a cui vi chiedo di rispondere con la sincerità che contraddistingue ogni libero imprenditore nonché giovane professionista: cos’é Impact HUB Trieste?

[26/11/13 23:01:50] Marco Barbariol

> all’inizio lo pensavo come un coworking, poi come un pre incubatore…in realtà è uno spazio dove potersi confrontare, imparare, condividere, ridere, divertirsi, magiare, bere, leggere, ascoltare ed ascoltarsi, discutere, in certi casi urlare, produrre e distruggere. un luogo da usare e riusare dedicato alle persone che vogliono mettersi in gioco, “destinate a qualche cosa in più che a una donna ed un impiego in banca” (cit. gino paoli) : )

[27/11/13 09:59:44] Stefania Quaini

> parti con le domande semplici insomma…

Facile sarebbe andare per negazione, non è solo uno spazio di co-working, non è solo un club, non è un vero e proprio incubatore, ma gli ingredienti sono questi insieme al tanto lavoro per tenersi connessi a tutti gli altri Impact Hub mondiali

[27/11/13 12:28:36] Claudio Sartor >

Cos’è Impact Hub???Dunque te la spiego facile, hai presente una macchina da corsa?Quelle che ogni domenica invadono lo schermo di casa nostra?Ecco, prendi quella macchina e analizzala pezzo per pezzo in senso meccanico di utlità, io vedo il nostro HUB come un “flap aerodinamico” ovvero lo strumento che ottimizza e gestisce le spinte e le turbolenze dell’aria nei confronti della vettura, ora passiamo alla realtà, la rete di persone= vettura ImpactHUB Trieste= flap

il mondo reale = aria

mi sono spiegato?

[27/11/13 13:00:19] Marco Svara >

potrebbe darsi caro il mio Claudio… aspettiamo ancora il contributo degli altri e poi vi metto sul piatto la prossima domanda…

[27/11/13 13:31:13] Claudio Sartor >

OoOooK

[27/11/13 18:07:08] Luca Escoffier >

Impact Hub Trieste: e’ il “the place to be” se hai intenzione di diventare un imprenditore capace di diventare globale dal primo giorno. E’ un luogo in cui il giovane studente o il professionista affermato può’ entrare in contatto con esperti da tutto il mondo e confrontarsi per trovare soluzioni innovative a vecchi o nuovi problemi. E’ un luogo in cui la voglia di imparare non verra’ mai meno

[27/11/13 21:13:46] Riccardo Sabatini >

L’Impact HUB che vivo e’ un abilitatore di innovazione, un posto che convoglia professionisti, aziende, partner, investitori, nerd e scienziati che hanno in mente qualcosa di chiaro, ma non hanno chiaro come farla scalare e renderla disponibile al mondo. Un luogo in parte, un processo dall’altra, che cerca di scalare le follie del mondo reale, e le ancore più assurde follie del mondo italiano, facendole diventare il passato di future aziende di successo.

[28/11/13 11:55:12] Marco Svara >

ne manca ancora uno all’appello, Albi Enesi, giovane architetto in esilio-intellettuale-forzato in Croazia (quindi, siate clementi, concedetegli un po’ di fuso orario nelle risposte)

[28/11/13 11:57:18] Albi Enesi >

Impact HUB, oltre ad essere un acceleratore d’impresa , pre incubatore, coworking …. è un linguaggio, ossia un metodo comunicativo. Per creare dialogo c’è bisogno di almeno due interlocutori e la distanza fisica tale che permette la trasmissione della propria informazione.

Impact HUB risolve la distanza fisica remota tramite la sua rete globale mentre riduce le distanze fisiche tramite i suoi spazi.

Impact HUB rende possibile il dialogo, insegna a dialogare, educa la socializzazione imprenditoriale , ed è da questo fenomeno che parte nel diventare un accelleratore d’impresa , pre incubatore, coworking …

[28/11/13 11:57:24] Marco Svara >

ok ok ok, abbiamo capito (o forse no…) cos’è l’Impact HUB per voi… ma ditemi perché proprio a Trieste? Su 7 soci fondatori solo due sono nati e cresciuti in questa città, gli altri l’hanno scelta…

[28/11/13 18:04:49] Claudio Sartor >

Io ci sono arrivato per caso=per una donna a Trieste, inizialmente volevo studiare a Roma e poi a Milano, invece sono approdato in terra giuliana , con marco B. e Albi mi sono laureato e poi ho aperto lo studio, con Riccardo ci ho vissuto, con stefania ho instaurato un rapporto di amicizia, visto che per due anni ha occupato casa nostra, con te ci lavoro da quasi 3 anni e con Luca da due, diciamo, che se avessi conosciuto le stesse persone a Boggibonsi, ora ti scriverei da lì, bellissima città Trieste, ma se non avessi conosciuto voi, ora probabilmente sarei già in terra straniera.

[28/11/13 18:47:51] Stefania Quaini >

Perchè no?..Trieste è una sorpresa. Lo è per tutte quelle persone che ci transitano per caso prima di andare in vacanza e che non si aspettavano una città così maestosa.. Lo è per i personaggi che nei secoli se ne sono innamorati e ne hanno portato piccole e grandi storie di scontrosa grazia su romanzi e poesie. Lo è per le realtà imprenditoriali e di grandi rivoluzioni culturali, grandi o piccole che siano, che hanno una base in città e che tanti poi si stupiscono che si siano insediate proprio qui, sorpresi che in pochi ancora le conoscono. Trieste, perchè è la città dei paradossi…e a noi questo piace. Troppo poetico? Trieste perchè si può e deve fare ancora tanto qui…ma ci sono delle splendide basi da cui partire

[28/11/13 18:55:46] Stefania Quaini >

[ciò muli, rispondè alla chat de genius o no?]

[28/11/13 19:13:22] Marco Barbariol >

deso, deso…no furia

[28/11/13 19:13:56] Stefania Quaini >

xè svara che ga furia no mi, mai

[28/11/13 20:03:55] Marco Barbariol >

per sfatare una serie di luoghi comuni triestini: 

non che non ci siano, anzi, ci sono eccome (qui si ragiona a “panin, polpetta e sprtizetto”) ma forse sarebbe il caso di iniziare a ragionare in maniera diversa…della serie “parti picio, pensa in grande, cresi svelto” (vero Riccardo?!?!?!): sono questi gli ingredienti magici per riposizionare Trieste dal punto di vista professionale/imprenditoriale/sociale auspicandoci che la popolazione giovane non debba per forza trasferirsi all’estero per affermarsi personalmente.

…tipo come stava per fare caio…

[29/11/13 02:07:51] Luca Escoffier >

Trieste e’ una città che ha cambiato forma nel corso dei secoli e oggi si posiziona come una gemma nel campo della ricerca a livello internazionale, quello che manca e’ la possibilità per queste potenziali soluzioni che vengono concepite all’interno dei laboratori di poter poi un giorno vedere la luce del sole e divenire prodotti. Impact HUB Trieste e’ l’anello di congiunzione fra chi può fare impresa e chi fa impresa. Sara’ un luogo in cui le idee prenderanno forma per divenire tangibili e sperabilmente profittevoli.

[29/11/13 17:04:40] Marco Barbariol >

come sarà…lo è di già!! : )

[29/11/13 18:45:29] Luca Escoffier >

more and more!

[29/11/13 18:47:00] Albi Enesi >

Perché a Trieste da ora in poi “se pol” …

[30/11/13 08:46:08] Marco Svara >

mi siete piaciuti decisamente di più nella prima risposta… ora vi chiedo uno sforzo d’immaginazione che per voi non dovrebbe pesare più un coriandolo di del Carnevale di Muggia: raccontatemi brevemente il progetto che sperereste di veder nascere o svilupparsi in Impact HUB Trieste…

[01/12/13 11:31:51] Stefania Quaini >

mh..è una domanda tranello?..se ti racconto il progetto o è perchè già c’è oppure perchè l’ho fatto

[01/12/13 11:32:06] Stefania Quaini >

potrei dirti in che settore mi piacerebbe fosse

[01/12/13 11:43:31] Marco Svara >

provateci…

[01/12/13 15:38:12] Marco Barbariol >

…mmm…un’agenzia di sviluppo del territorio oppure un così detto “acceleratore del territorio” o “acceleratore di città”?…sono sicuro che tu sai di cosa parlo!

: )

[01/12/13 15:43:21] Marco Svara >

sarebbe un sogno! una realtà che insieme alla cittadinanza ed ai vari stakeholders locali condivida visioni di sviluppo urbano e costruisca strumenti per costruirsi una quotidianità migliore!

[01/12/13 15:48:46] Marco Barbariol >

da fare!

[01/12/13 15:50:21] Marco Svara >

chiaro!

[02/12/13 00:59:25] Stefania Quaini >

io vorrei veder nascere un progetto in grado di riconnettere la dimensione digitale a quella reale, artigianale.. non mi riferisco ai makers, piuttosto ad una comprensione contemporanea dei nuovi mestieri

[02/12/13 01:08:48] Marco Svara >

Sono curioso di leggere le speranze nascosto dietro le risposte lontane oceani (di Luca) e territori (quelle di Albi)

[02/12/13 01:12:16] Luca Escoffier >

Facile! Vorrei vedere un gruppo di giovani imprenditori avere un’idea brillante, venire da noi, ricevere la giusta dose di mentoring costituìre una società e poi scalare esponenzialmente per potersi stabilire a Trieste in un luogo dove possano essere ospitati centinaia di lavoratori che non solo si impegnano, ma anche si divertono. Sogno una piccola Google a Trieste, ecco, e noi offriremo gli strumenti per fare si’ che questo possa accadere. Sogno, illusione, realtà? Opto per l’ultima.

[02/12/13 14:58:57] Albi Enesi >

Io vorrei un progetto sulla formazione della manualità , su diversi mestieri , che viaggia in parallelo ad una educazione d’avanguardia , una sorta di bauhaus che collega ultime scoperte tecnologiche ( o di altre discipline ) e la produzione fisica e manuale di prodotti , oggetti … una sorta di cocktail di iper-tecnologia + design intelligente + “savoir faire” italiano

[02/12/13 14:59:44] Marco Svara >

sounds good… manca ancora il parere di riccardo e poi vi “sparo” premendo il tasto “invio” e non il grilletto di una calibro 45 l’ultima domandona…

[02/12/13 16:20:48] Riccardo Sabatini >

Eccomi eccomi

[02/12/13 18:58:46] Claudio Sartor >

vorrei vedere,ascoltare,leggere, aiutare e seguire un’idea/progetto che da un sogno diventi realtà sostenibile, che crei sviluppo, che dia posti di lavoro che contribuisca anche se in piccola quota ad una rinascita, chiaramente provo molto interesse per il mio campo, ma onestamente mi basterebbe sapere che Hub è servito ad aiutare questa idea a fare i primi passi

[02/12/13 18:59:24] Stefania Quaini >

aiaiai

luca e claudio: siete fuori

avete usato la parola sostenibilità e innovazione

[02/12/13 18:59:55] Claudio Sartor >

ok, allora posso andare ad allenamento

ciauuuuuuuu

[02/12/13 19:00:32] Luca Escoffier >

??

have I?

[02/12/13 19:08:58] Riccardo Sabatini >

Non un progetto, ma un profili. Vorrei vedere persone perdono il tempo. Non perdono tempo, perdono il tempo, si dimenticano di cenare, arrivano tardi a casa, si prendono le sfuriate di amici, parenti, colleghi. Gente che perde l’autobus, il treno, gente che perde il tempo, per aggiungere l’ultima feature. Per correggere l’ultimo bug. Per stampare l’ultima linea. Per avvitare l’ultimo bullone. Per saldare l’ultimo cavo. Per fare l’ultimo correzione al loro, splendido, prototipo. E una volta che hai perso il tempo, investitori, crescita, vendite, mercato, per tutto il corredo ci sono i ragazzi di HUB e la rete mondiale.

[02/12/13 21:06:12] Stefania Quaini >

e una start-up che dia una mano a riccardo a ritrovare la grammatica

[03/12/13 15:17:02] Marco Svara >

hahahahahahah

[03/12/13 20:17:54] Riccardo Sabatini >

E a ripensarci sono in debito di una domande, perché’ a Trieste … Cercando di sfoderare una grammatica migliore di quella che produco in mobilita’ (sorry about that), direi che e’ il posto perfetto dove le cose non sono ancora accadute. A Trieste ogni giorno di incrociano scienziati ed artigiani, hypsters e nostalgici, europei e stranieri, marinai e montanari. Sono in ordine sparso, alle poste, dal panettiere, al cinema. E’ un flusso potente, una benzina non ancora sfruttata, un posto che ha tutto per far capitare le cose che non sono ancora avvenute.

[03/12/13 21:14:24] Marco Svara >

Oooooo la! Così vi voglio! Idoli! Ultimissima domanda: qual è il vostro ruolo all’interno di Impact Hub Trieste?

[04/12/13 17:42:13] Stefania Quaini >

CEO…che per chi non fosse avvezzo significa Chief Executive Officer

[04/12/13 18:31:24] Riccardo Sabatini >

Me…che per chi non fosse avvezzo significa tanta roba 🙂

[04/12/13 18:53:22] Marco Svara >

eddai riccardo…serietà 🙂

[04/12/13 18:57:47] Luca Escoffier >

Mentore e confessore: sono pronto ad ascoltare tutte le idee dei membri, anche quelle più’ pazzerelle, dopotutto ci vuole un pizzico di pazzia per essere un imprenditore di successo. Ma quest’ultimo non vi dira’ mai che e’ stato anche un po’ pazzerello, vi dirà sempre che era tutto calcolato 🙂

[04/12/13 19:01:28] Riccardo Sabatini >

Ero serio, ma sarò tecnico. In HUB sono un Business Development Advisor – per alcuni progetti, quelli più’ strutturati, con un team committed e un’idea di impresa interessante entro in gioco con una squadra di severissimi e appassionatissimi diavoli offrendo ai migliori un processo di accelerazioni che arrivar dal bp al prototipo, qualsiasi cosa sia necessaria per arrivare alla prima minestrone di un percorso di crescita in cui crediamo.

[04/12/13 19:36:04] Marco Svara >

mancano all’appello i tre (presumibilmente finti) architetti…

[05/12/13 11:02:43] Claudio Sartor >

[05/12/13 11:37:57] Claudio Sartor >

Non saprei darmi un nome, diciamo che sono uno di quei diavoli di cui parlava prima riccardo che serve a far accelerare un’idea fisica, un prototipo, uno spazio, sono un traghettatore che aiuta un’idea a concretizzarsi sul piano fisico, sviluppandola fino ad arrivare a costi, tempistiche di realizzazione e costruzione attraverso i canali industriali ed artigianali, ovviamente lavoro anche in “viceversa” quindi divento un’interfaccia tra le aziende e Hub per capire come e cosa sviluppare assieme..mi chiamano corporate manager, ma preferisco quando mi chiamate Cajo

[05/12/13 18:01:35] Albi Enesi >

sono architetto , ma non sono l’unico … sono designer , ma non sono l’unico … gestisco lo spazio , ma non sono l’unico … posso numerare diverse altre funzioni che svolgo all’inteno del nostro Hub ma penso che una in particolare sia solo mia ossia quella di dare una nota balcanica al nostro team troppo europeo 🙂 quindi in breve faccio l’architetto dall’Est .

[06/12/13 20:01:35] Marco Barbariol >

Mi piace definirmi progettista più che architetto, al giorno d’oggi credo che questa figura si debba reinventare su più fronti…quindi progettista mi suona meglio. In hub? Onestamente? Faccio quello che serve visto che mi piacerebbe che si presenti, funzioni e MARCI al meglio. Gestione spazio? Forse. Organizzazione eventi? Forse. Factotum? Decisamente. : )

Immagine 3 – Interscambiali? Forse si, forse no, forse gnam!

[07/12/13 09:18:32] Marco Svara >

Bene, con questo ultimo contributo posso ufficialmente chiudere HUBBELLI #01 sperando che le parole (scritte) dei primi a credere concretamente nell’apertura di questo pre-incubatore d’impresa a Trieste siano di qualche utilità 🙂 per il lettore. Vi lascio con un video che abbiamo realizzato quasi 2 anni per candidare il team e la città di Trieste al cospetto della rete internazionale, ultimo decisore nel lungo e tortuoso processo per l’apertura di un HUB in qualsiasi città del mondo. A noi ci è andata bene al primo colpo.

Ora, viene il bello.

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