Hotel Savoia Excelsior Palace: l’arte dell’ospitalità

Al numero 4 di Riva del Mandracchio a Trieste c’è un maestoso edificio austroungarico che da più di un secolo si affaccia sul mare del golfo: il Savoia Excelsior Palace, della Collezione Starhotels, punto di riferimento imprescindibile per il settore alberghiero del Nord Est e una delle ventiquattro stelle del firmamento Starhotels.

Con il suo stile elegante dal fascino mitteleuropeo, le sue 144 camere e un ristorante di alta classe, il Savoia offre la possibilità di un soggiorno esclusivo e l’organizzazione di meeting, matrimoni ed altri eventi, grazie alla nove sale conferenze disponibili.

L’albergo è dal suo nascere un luogo di eccellenza dell’ospitalità. È stato progettato come l’albergo ideale per volere dell’Imperatore d’Austria, di un lusso pacato, con ampi spazi per incontri ed eventi. Ancora oggi è scelto da un pubblico internazionale per far incontrare viaggiatori d’affari o di piacere. A capo dell’hotel c’è il giovane Riccardo Zanellotti. Parlando con lui di turismo e grandi catene, la parola «sinergia» è ritornata spesso. E in effetti, dietro il Savoia c’è una solida Catena Alberghiera che da oltre 35 anni è leader nell’ospitalità di marca italiana.

Riccardo Zanellotti crede nella sinergia, intesa anche come espressione del sentire «Il senso dell’accoglienza che noi offriamo in albergo dovrebbe essere lo stesso che poi si trova fuori, al negozio, al ristorante, nel taxi, nelle persone che fermi per strada per chiedere un’informazione». Chiunque, cioè, può e deve fare del suo meglio per favorire la conoscenza e la promozione della propria città. «Essere accoglienti, solari, empatici, appassionati, efficienti, conoscere il proprio territorio è fondamentale».

Ma il ruolo ricoperto da Zanellotti lo ha reso sensibile anche a dinamiche più complesse o di maggior respiro. «Essere direttore di un albergo vuol dire avere un impegno che va al di là della mera gestione operativa della struttura. Significa essere impegnato a livello locale e internazionale a valorizzare al meglio la nostra destinazione. In poche parole essere ambasciatori del territorio e delle sue eccellenze». E quando gli chiediamo cosa migliorerebbe non ha dubbi. «Le infrastrutture in primis. Consentirebbero alla città di decollare. Quindi aumentare la disponibilità di voli, treni, con stazioni e aeroporti efficienti e ben serviti per poter sfruttare il trend positivo che sta interessando le regioni ancora poco conosciute. I viaggiatori sono sempre più curiosi di scoprire altre destinazioni, per così dire di nicchia, e fare nuove esperienze».

Soltanto un anno fa Zanellotti riceveva una certificazione molto importante, la Welcome Chinese, per premiare il costruttivo interesse verso il nascente mercato asiatico. «Tutti i mercati sono importanti per noi, che siamo presenti alle più importanti fiere del turismo mondiale. È essenziale non tralasciare nessuna delle nuove opportunità di comunicazione, ma continuiamo a credere nelle relazioni umane. Ecco perché viaggiamo molto all’estero: per creare nuove opportunità e per consolidare relazioni già esistenti».

Viaggiare è dunque un’occasione preziosa per conoscere e farsi conoscere, e ogni albergo diventa perciò parte integrante di questo percorso conoscitivo che interessa un luogo, la cui anima può essere raccontata anche nel breve spazio di una vacanza. Che tanto più allora dovrà essere perfetta.