Green Day alla Rock and Roll Hall of Fame

“Quando ci hanno detto che saremmo entrati nella Rock and Roll Hall of Fame abbiamo pensato ad un errore: noi lì eravamo gli ultimi arrivati accanto ai grandissimi nomi della musica.” Così ha commentato Billie Joe Armstrong quando è salito sul palco di Cleveland per la cerimonia di premiazione che ogni anno sceglie gli artisti rock che entrano a far parte della storia. Il gruppo punk/rock nato nel 1986 a Berkeley vede ormai all’attivo ben 23 album pubblicati e più di 70 milioni di dischi venduti ma soprattutto ha il merito di essere uno dei nomi che ha riavvicinato i giovani ad un nuovo modo di suonare il punk dopo che questo genere sembrava definitivamente morto. American Idiot nel 2004 ha riportato una certa sonorità in voga (anche se, certo, non si può dire che la filosofia di fondo sia davvero la stessa e infatti c’è chi parla giustamente di pop/punk) a chi non era più abituato ad un certo sound. I tre componenti del gruppo si sono alternati nei ringraziamenti in varie direzioni e con numerosi e divertenti aneddoti. Prima di tutto sono stati ringraziati i fan per aver continuato a seguire ossessivamente il loro lavoro da anni trasformando i loro tour in avventure sempre pazzesche. Poi è il turno delle famiglie che hanno avuto il merito di avvicinare i tre artisti al mondo del rock e del punk (grazie in particolar modo ai fratelli maggiori a questo proposito) e che li hanno sopportati e supportati nei momenti più alti così come in quelli più bui della loro carriera. Infine grazie a manager e produttori che li hanno lasciati essere se stessi senza volerli mai cambiare di una virgola “con una pazienza, in particolare il nostro manager Pat Magnarella davvero fuori dal comune, specialmente nel difficile periodo della riabilitazione”. Ringraziamenti a tutti, insomma, ma al gruppo di Berkeley brillavano gli occhi di orgoglio soprattutto per i colleghi con i quali erano stati nominati in questa edizione: assieme a loro, infatti, quest’anno sono stati scelti anche Lou Reed, Stevie Ray Vaughan con i Double Trouble, Joan Jett and the Blackhearts, Bill Withers e la Paul Butterfield Blues Band. Non c’è da stupirsi, dunque, che i Green Day si siano sentiti onorati di essere stati scelti accanto ad alcuni dei loro miti dell’adolescenza.

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