Grande soddisfazione per lo show dei Metallica a Udine

L’attesa è da brivido.

Di quelle per cui nothing else matters, niente altro importa. Sono arrivati infatti in quasi 40mila domenica 13 maggio allo Stadio Friuli per i Metallica, protagonisti di uno show mozzafiato che ha travolto sia dal punto di vista sonoro che visivo. Grande soddisfazione per la Azalea Promotions che ha organizzato l’evento in collaborazione con Live Nation e il supporto della regione Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine e dell’Agenzia Turismo Fvg. Una vittoria anche sul terrorismo meteo che ha imperversato per tutta la vigilia del concerto, annunciando temporali e trombe d’aria, mentre, in barba alle previsioni, verso metà pomeriggio è spuntato anche un timido sole. Due i gruppi spalla incaricati di ‘scaldare i motori’, i francesi Gojira e i californiani Machine Head, nomi di tutto rispetto per gli appassionati del genere, anche se ovviamente l’attenzione del pubblico è tutta indirizzata verso gli ospiti principali, che irrompono sulla scena una manciata di minuti dopo le 21.

L’effetto è quello di una gigantesca astronave (il palco è lungo 68 metri, profondo 22, 5 e alto 20) che si è fermata solo per una breve visita, ma di cui avvertiamo la voglia e l’urgenza di ripartire subito, al più presto, perché fermarsi troppo a lungo in un posto non è nelle sue corde. Quella di Udine è infatti l’unica tappa italiana del “Black Album Tour”, la tournée mondiale di concerti con cui i Metallica festeggiano il ventennale dall’uscita del loro più grande successo, il Black Album.

In cabina di comando c’è lui, James Hetfield, animale da palcoscenico capace di intrattenere una folla in delirio per quasi due ore, con un controllo totale e assoluto che lo rende il vero ‘Master of Puppets’ della situazione, tanto per citare il titolo di un’altra pietra miliare della discografia. Ai suoi piedi, così com’era successo nel tour originale VolumePills del Black Album tra il 1992 e il 1993, è tornato lo snake pit, una zona a forma di diamante posta al centro del palco, che consente a cento fan di godersi lo show stando ‘dentro’ lo show in una vera ‘fossa dei serpenti’.

Gli fanno buona compagnia Kirk Hammett, il riccioluto chitarrista oggi considerato fra i più importanti della scena mondiale, il bassista Robert Trujillo ed alla batteria Lars Ulrich, il ‘folletto’ del gruppo, la sua componente più istintiva e irrazionale. Sono arrivati direttamente da Parigi, dove hanno suonato sabato sera in uno Stade de France completamente esaurito, mentre la conclusione della tranche europea è prevista per il 10 giugno al Nova Rock Festival in Austria. Comunque anche qui a Udine ci sono moltissimi austriaci, così come tra gli spalti e il prato è molto significativa anche la presenza di fans sloveni e croati. Il concerto è dedicato al leggendario “Black Album”, il disco che ha venduto 28 milioni di copie in tutto il mondo e li ha proiettati nel successo a livello internazionale, consacrandoli come una delle più importanti band heavy metal-rock di tutti i tempi. In scaletta compare anche “Fuel” tra i lavori più recenti, l’inedita “Hell and back” ma sono i classici del “Black Album” a riscuotere l’entusiasmo più evidente, dalla celebre ballata “Nothing else matters” alla straziante “The Unforgiven” e la storica “Sad but true”. Sono le 22.44 precise quando lo Stadio Friuli esplode sulle note di “Enter Sandman”, con tanto di fuochi d’artificio ed altri effetti speciali. Giochi di laser multicolori per il bis con “One” e “Seek and destroy” ed è il segnale che le porte si stanno richiudendo, che l’astronave è pronta per ripartire: il capitano Hetfield ringrazia ‘for the support’ e assicura che si è molto divertito. Il viaggio continua da un’altra parte, have a nice flight!