Grande attesa a Pordenone per il capolavoro ritrovato di Orson Welles

Grande attesa per il film di Orson Welles “Too Much Johnson” che si credeva perduto e verrà presentato in prima mondiale alla 32esima edizione delle Giornate del Cinema  Muto di Pordenone mercoledì 9 ottobre. Solo grazie all’interessamento di Cinemazero si è arrivati all’identificazione della pellicola, che ora, dopo il restauro-lampo effettuato dalla George Eastman House di Rochester con la collaborazione della Cineteca del Friuli e il sostegno della National Film Preservation Foundation, è pronta per le proiezioni Pordenone prima e in America subito dopo.

Il festival si apre sabato 5 ottobre con un muto contemporaneo “Blancanieves”, versione dark della celebre fiaba dei fratelli Grimm ambientata questa volta nel mondo delle corride nella Siviglia degli anni ’20 del secolo scorso. Le motivazioni sia della scelta di un tema così celebre sia del fascino eterno del muto saranno spiegate direttamente dal regista Pablo Berger, che accompagnerà la sua opera a Pordenone.

Altra perla dell’edizione 2013 la prima apparizione a Pordenone del benshi Ichiro Kataoka, carismatica star che prosegue con successo la grande tradizione nipponica dei commentatori e narratori dal vivo per il cinema muto, che in Giappone rappresentavano spesso un’attrazione maggiore dei film.

Le retrospettive quest’anno riguarderanno una selezione di film realizzati in Svezia fra il 1925 e il 1929, l’Ucraina degli anni Venti, il Messico del 1900, con annessa mostra fotografica. La retrospettiva svedese presenta nove titoli della fine degli anni ’20, fra cui uno spettacolare dramma girato in esterni incentrato sulla caccia nelle zone artiche. Dell’Ucraina si vedranno alcuni film – incluse tre opere di Alexandr Dovzenko “L’arsenale”, “La terra” e “La cartella del corriere diplomatico” prodotti dalla VUFKO (Centro direttivo della fotocinematografia panucraina), che per un breve, magico periodo nel corso degli anni ’20 operò indipendentemente dal sistema centrale sovietico incoraggiando la sperimentazione, l’innovazione e l’avanguardia. Nella retrospettiva sul Messico curata dallo studioso Aurelio De Los Reyes tornano sullo schermo, restaurati, i documentari del periodo della rivoluzione, con gli eroi Emiliano Zapata e Francisco (Pancho) Villa. Il programma messicano proseguirà nel 2014 con la seconda parte riservata alla fiction.

Sull’onda del successo della rassegna dedicata ad Anna Sten nel 2012, quest’anno le Giornate celebrano l’attrice ceca Anny Ondra, la prima musa ispiratrice di Alfred Hitchcock conosciuta come ‘la Buster Keaton in gonnella’, e si festeggiano nel contempo i 60 anni del Narodni filmovy archiv di Praga.

I film di Gerhard Lamprecht della Deutsche Kinemathek raccontano la Berlino del primo ’900 dei più umili, con una particolare attenzione per l’infanzia. Il quinto capitolo del Canone rivisitato propone, fra gli altri, “Beggars of Life” di William Wellman, con l’immortale Louise Brooks, e “Mat” (La madre) di Vsevolod Pudovkin. E ancora, cinema delle origini con l’ultima tranche di film dell’australiana Collezione Corrick, animazione targata URSS e USA (Felix The Cat e Ko-Ko the Clown) e molte altre sorprese.

Nel teatro a lui intitolato, non può mancare un omaggio a Verdi nel suo bicentenario. Sarà presentata una preziosissima copia – benché gravemente lacunosa – del film biografico Giuseppe Verdi nella vita e nella gloria (1913), realizzato per il centenario da Giuseppe De Liguoro.

Gran finale sabato 12 ottobre con il maestro Carl Davis che dirigerà in prima internazionale la sua nuova partitura per The Freshman (tit. it. Viva lo sport), prodotta e interpretata nel 1925 da Harold Lloyd e considerata una delle 100 migliori commedie americane di tutti i tempi (evento in replica il pomeriggio di domenica 13).