Gianandrea Gaiani spiega la minaccia nucleare nordcoreana

Abbiamo chiesto a Gianandrea Gaiani di Analisi Difesa di fare il punto sull’ultima dimostrazione di forza del regime di Kim Jong-un, il quale ha messo in allarme l’intera comunità internazionale a causa di un test durante il quale avrebbe fatto esplodere una bomba H, un ordigno nucleare quasi trenta volte più potente di quello sganciato su Hiroshima e Nagasaki.

Siamo di fronte al quarto esperimento nucleare effettuato da Pyongyang ma la risonanza internazionale dell’evento di ieri sembra essere sensibilmente maggiore, ci spieghi perché…

Esattamente, questo è effettivamente il quarto test atomico dal 2006. Tuttavia la Corea del Nord afferma essere un test relativo ad una bomba a fissione termonucleare, conosciuta anche come “bomba H”, molto più potente di quelle a fissione che vennero usate su Hiroshima e Nagasaki. Gli esperti non hanno ancora capito se si tratti di un bluff o meno ma è ormai conclamato il fatto che Pyongyang si affermi sulla scena internazionale come una potenza nucleare con un arsenale di circa 12 ordigni. La discriminante a questo punto sta nel capire se i missili balistici prodotti dal regime nordcoreano siano effettivamente in grado di trasportare questo tipo di testate e se queste siano state effettivamente ridotte nelle dimensioni tanto da poter essere equipaggiate all’interno di un vettore a razzo. Se questo fosse vero, la gittata di queste bombe potrebbe arrivare a minacciare anche gli Stati Uniti o l’Europa.

La Corea di Kim Jong-un è tecnicamente uno stato fallito, anche a causa delle sanzioni ONU. Come riesce ad approvvigionarsi dei materiali e delle tecnologie necessari per sviluppare ordigni atomici?

In parte li producono in casa ed in parte li reperiscono sul mercato nero. È vero che la Corea del Nord è uno stato fallito, tuttavia riesce ancora a mantenersi a galla grazie a alle forniture che riceve da Cina e Russia. La Corea del Nord ha avuto rapporti molto stretti in passato con il Pakistan per quanto riguarda il nucleare così come con l’Iran per quanto riguarda i missili balistici. Quando parliamo di sanzioni poi, dobbiamo tenere a mente che abbiamo a che fare con uno dei paesi più poveri del mondo, tanto che anni fa una carestia provocò milioni di morti e ci furono frequenti casi di cannibalismo. È un paese talmente povero che le sanzioni fanno fatica ad attecchire ed ad essere percepite da un’opinione pubblica concentrata sulla sussistenza. In tutto questo contesto si inserisce un pugno di ferro in grado di mettere in linea ogni sussulto di dissenso politico a colpi di esecuzioni e gulag.

Riguardo invece al lancio di vettori che abbiamo menzionato, ci sono stati anche diversi tentativi falliti. È quindi corretto affermare che la Corea del Nord dispone di una tecnologia sufficiente per colpire ogni angolo del pianeta?

Ogni angolo ancora no, anche se stanno sviluppando dei razzi in grado di colpire a 12.000 km di distanza, il che gli permetterebbe di raggiungere la costa statunitense che si affaccia sul Pacifico. Attualmente hanno missili in grado di colpire tutta l’Asia ed anche parte dell’Europa passando per la rotta polare. Che poi siano in grado di equipaggiare questi missili con testate nucleari miniaturizzate questo è tutto da dimostrare. Il fatto più preoccupante a mio parere non sta tanto nei razzi lanciati da terra, che possono preventivamente essere individuati e distrutti da raid aerei statunitensi o sudcoreani, quanto piuttosto in ciò che nascondono nei loro mari. I sottomarini nucleari equipaggiati con testate atomiche sono capaci di preservare l’arsenale bellico nordcoreano fino al momento dell’eventuale attacco, che non potrebbe quindi essere sventato. Se riuscissero a dotarsi di una flotta di questo tipo potrebbero a tutti gli effetti considerarsi alla stregua di una potenza nucleare minore come la Gran Bretagna o la Francia.

Dopo la morte del “grande leader” Kim Jong-il, il legame con la Cina sembra essersi spezzato, tanto che il figlio non è mai stato invitato a Pechino. Quali amici rimangono oggi a Pyongyang?

La Corea del Nord pur non avendo più amici ha ancora qualche paese che la sostiene per evitare una destabilizzazione della regione. Finora il regime ha utilizzato gli strumenti nucleari come arma con la quale ottenere aiuti economici, in particolare dalla Cina e dalla Russia che sono i veri polmoni economici di questa repubblica popolare. Tuttavia il rischio che si avrebbe facendo cadere artificialmente Kim Jong-un è considerato da molti un salto nel vuoto. Ci si potrebbe infatti ritrovare in una situazione ancora peggiore vista la fortissima influenza che già oggi i militari esercitano sul governo nordcoreano. Essendoci in ballo armi nucleari si valuta quindi con molta più attenzione il rischio di far salire al potere qualcuno che oltre a minacciare di usare l’arma definitiva potrebbe addirittura finire per dar vita all’olocausto nucleare. Per quanto riguarda i rapporti con la Cina, i problemi sono dati dal fatto che Pechino sta cercando di porsi come potenza stabilizzatrice all’interno del Pacifico occidentale di fronte agli occhi della comunità internazionale. La Corea del Nord invece continua prepotentemente ad uscire dalle file, sbandierando minacce nucleari le quali creano molto imbarazzo tra l’establishment cinese che si vede messo in discussione come potenza egemone all’interno della propria regione, per di più da un paese così piccolo.

Quali sono le armi a disposizione dell’ONU per tentare di far rispettare il trattato sulla non proliferazione degli ordigni atomici?

A mio parere non ce ne sono. La Corea del Nord ha più volte mostrato il proprio disinteresse verso le risoluzioni ONU. Il regime deve solo tentare di mantenere soddisfatti 1,5 milioni di soldati e poliziotti, i quali sono lo strumento attraverso cui viene perpetrato il pugno di ferro nel paese. Il ricatto nucleare gli permetterà poi di continuare a portare avanti tutto ciò visto che, come dicevamo, è difficile colpire un’economia basata sulla sussistenza. Per quanto riguarda l’opzione militare abbiamo due elementi di deterrenza: a) la minaccia nucleare e b) le armi chimiche puntate al confine tra le coree contro Seul, pronte ad essere lanciate con dei semplici cannoni a lunga gittata. Entrambe queste opzioni porterebbero inevitabilmente ad un altissimo numero di vittime. Questo ricatto permetterà a mio parere al regime di sopravvivere ancora a lungo.

Che motivi ha Pyongyang per alzare continuamente la posta in gioco mostrando la propria potenza militare? C’è un qualche risultato che possono sperare di ottenere in questo modo?

In politica estera sono molto isolati come abbiamo già accennato. Si tratta di uno stato canaglia a tutti gli effetti, quasi intoccabile grazie all’armamento atomico che gli permetterà di evitare la fine di Saddam Hussein ed il colonnello Gheddafi, sopraffatti da delle coalizioni internazionali che non li avrebbero mai attaccati se fossero stati in grado di esercitare una simile deterrenza. Continueranno a fare la voce grossa per ottenere aiuti umanitari di tipo economico per la popolazione che soffre. Sono anni che la Corea del Nord si fa mantenere dalla comunità internazionale. Le derrate alimentari vengono così consegnate direttamente al regime il quale, invece che distribuirle ai bisognosi, ne fa un ulteriore strumento del potere, trasformandole in una leva per ottenere consenso.