Cannabis: una generazione a rischio

Il mercato delle droghe leggere non conosce crisi e il consumo, magari solo saltuario, sta prendendo piede fra i giovani con voracità impressionante. A Bergamo otto arresti per spaccio (sette minorenni) davanti a una scuola, e c’è da credere che da noi non vada diversamente. La cosa grave, però, è che a intervalli regolari si odono appelli per la liberalizzazione delle droghe leggere, spesso camuffati dietro dubbie argomentazioni pseudo-scientifiche. Perché la “canna” affascina tanto i nostri ragazzi ? La canna crea dipendenza e ciò è paradossalmente qualcosa di cui un giovane è in ricerca anche se non lo ammetterà mai, prima di tutto a sé stesso. L’ adolescenza è l’età nella quale si ha un disperato bisogno di dipendere: la smania di ribellione, i bollenti spiriti, il bisogno di misurarsi con un’autorità. L ‘adolescente non pesta i piedi contro l’autorità, ma solo contro l’autorità che sente non autorevole; quella debole o assente o finta, o non realmente interessata a te .

Nella crisi del padre, caratteristica del nostro tempo, la canna sembra svolgere una funzione di padre surrogato. Un padre, però, che non ti renderà mai libero, ma sempre più schiavo e dipendente. Ci sono poi i capitoli dei danni fisici prodotti dalla canna: deficit cognitivi e volitivi, che vedono gli adolescenti “leggerini” nei ragionamenti, molli nella volontà, fragili nel volere! Fiacchezza della volontà e dall’altra parte il dilagare del consumo della droga !

Svegliamoci e lavoriamo veramente per la gioventù. Forse la fede ci potrà aiutare.

Liberi ma per …

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