Gassmann: un RIII moderno e avvincente

E’ un grande testo shakespeariano il Riccardo III. Un testo che ha per protagonista un re crudele, ambizioso, manipolatore, ma anche insicuro, tormentato e spaventato dalla solitudine.

Alessandro Gassmann sceglie un adattamento e una messinscena contemporanea, che interpreta e dirige, piena di rabbia e di passione, per RIII – Riccardo terzo, in scena al Politeama Rossetti di Trieste dal 29 gennaio al 2 febbraio 2014, per un totale di cinque repliche.

La rilettura del testo da parte del drammaturgo Vitaliano Trevisan e di Gassmann permette di immergersi nella bellezza e nella straordinaria attualità di questa grande opera del Bardo, grazie a un linguaggio moderno, diretto ed efficace. E a una messinscena spettacolare.

“È come se non avessi sfumature, se non sono il primo mi sento l’ultimo”, si racconta così Riccardo III nel dramma omonimo che Shakespeare scrisse, intorno al 1593, poco meno che trentenne. Narra la fase finale della Guerra delle Due Rose e le insidie ordite da Riccardo di York, fratello del re Edoardo IV, per salire al trono d’Inghilterra.

Un dramma il Riccardo III che, dal suo primo interprete, l’attore Richard Burbage, è stato un banco di prova per i grandi artisti del ’900, da Laurence Olivier a Carmelo Bene. Vittorio Gassman fu Riccardo III nel 1968, diretto da Ronconi, e ora è il figlio Alessandro a vestire i sulfurei panni del duca di Glouchester, vincendo, confessa, “l’incombenza di gigantesche ombre familiari”.

Il pubblico più fedele, e meno giovane, dello Stabile di Trieste avrà memoria dell’allestimento del Riccardo III firmato da Gabriele Lavia nel 1989 come pure di quello andato in scena nel 1998 per la regia di Antonio Calenda e l’interpretazione di Franco Branciaroli.

E’ ora la volta di Alessandro Gassmann il cui linguaggio registico, davvero innovativo, era stato già molto apprezzato nelle sue prove precedenti dedicate alla drammaturgia contemporanea – e tutte ospitate al Rossetti – da La parola ai giurati, a Roman e il suo cucciolo (Premio UBU 2010, spettacolo dell’anno), a Oscura immensità.

Il suo Riccardo III emoziona e coinvolge il pubblico, trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico nelle pieghe dell’inconscio e nelle “deformità” dell’animo umano. E’ un ruolo da eroe e antieroe insieme, manipolatore del destino altrui e del proprio, cattivo assoluto ma carismatico. Un personaggio non più deforme ma fuor di misura, un gigante goffo, sfrontato più che pericoloso, sofferente più che malvagio.

L’allestimento è prodotto dal Teatro Stabile del Veneto, Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Società per Attori con la partecipazione di LuganoInScena; scene di Gianluca Amodio, costumi di Mariano Tufano, musiche di Pivio & Aldo De Scalzi; sul palco anche Mauro Marino, Giacomo Rosselli, Manrico Gammarota, Emanuele Maria Basso, Sabrina Knaflitz, Marco Cavicchioli, Marta Richeldi, Sergio Meogrossi, e Paila Pavese.

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foto di copertina tratta dal sito www.24emilia.com