Gabriele Persi: digital champion

Fra le tante professioni legate alla comunicazione 2.0, andiamo a scoprire che cos’ha da raccontarci Gabriele Persi, il nuovo Digital Champion di Trieste.
Ma cos’è un Digital Champion? E’ una figura introdotta dall’Unione Europea nel 2012, con lo scopo di alfabetizzare i cittadini al digitale e utilizzare le tecnologie per ottimizzare i processi della Pubblica Amministrazione. Una sorta di ambasciatore dell’innovazione: ogni Paese ne ha uno, ad eccezione del Regno Unito, che malgrado abbia avuto il primo (Martha Lane Fox), oggi ha modificato il ruolo orientandolo sulla digital economy e l’Estonia, dove l’incarico è assegnato al Presidente della Repubblica. I Digital Champions non sono stipendiati, non hanno staff ne budget, ma ciò nonostante in molti Paesi europei stanno conseguendo risultati di valore sia in progetti specifici, che nell’ alfabetizzazione digitale, fungendo da collegamento e stimolo nei confronti del Governo e da raccordo in sede europea.

Nei primi quattro anni di attività, l’Italia ha avuto quattro Digital Champions. Dopo una prima fase di studio, si è deciso, in linea con le linee guida Europee, di declinare la carica sul territorio, nominando un Digital Champion in ognuno degli ottomila comuni italiani. Un network di professionisti, volontari e appassionati di digitale con il compito di sollecitare il paese dal basso, con tre principali obiettivi: fungere da help desk per la Pubblica Amministrazione sui temi del digitale, difendere i cittadini in caso di negazione di diritti digitali come il deserto digitale (l’assenza di banda larga e Wi-Fi) e violazioni della privacy, e promuovere, anche grazie al ricorso di strumenti creativi come il crowdfunding, progetti di alfabetizzazione digitale.

Gabriele Persi è stato nominato direttamente da Riccardo Luna, leader italiano dell’organizzazione, che a sua volta ha ricevuto mandato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi. E’ tra i primi di una rete, che entro pochi mesi dovrebbe raggiungere le 8000 unità sparse per tutta l’Italia.

In due parole, chi è Gabriele Persi? Qual è stato il percorso professionale e accademico che ti ha portato a diventare il Digital Champion di Trieste e uno dei primi in Italia?
Dopo la laurea in Science della Comunicazione, ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare quasi subito in uno dei luoghi dove si fa ricerca e innovazione in Italia: da undici anni mi occupo infatti di Comunicazione in AREA Science Park, Ente nazionale di ricerca e Parco Scientifico, Tecnologico di Trieste. Questo mi ha permesso di capire sia come nasce l’innovazione (spesso attraverso applicazioni innovative e originali di una tecnologia) sia soprattutto l’importanza dell’approccio mentale per innovare. Inoltre in questo momento l’Area di ricerca sta investendo parecchio per accelerare la digitalizzazione dei processi interni: questo mi permette di toccarne direttamente con mano le dinamiche e le opportunità.
Parallelamente scrivo online in merito a tematiche legate alla comunicazione e social media marketing e faccio parte di un social media team cittadino, nato per promuovere e valorizzare Trieste a livello nazionale.

Come può un Digital Champion fare in modo che la pubblica amministrazione sia più a misura del cittadino?
La prima cosa da fare è ascoltare e raccogliere le reali esigenze dei cittadini: solo partendo da queste si potrà decidere assieme alla PA locale un piano di priorità e iniziative volte a migliorare la qualità della vita anche col digitale. Mi sono già stati presentati alcuni progetti per alfabetizzare gli over 65: sarà importante legarli a reali momenti di vita e non pensarli come mere azioni di formazione.

Parliamo di città 2.0: da dove bisogna partire per potersi aggiornare? 
Le basi per fare un ottimo lavoro devono arrivare in primo luogo dalla disponibilità e dalla competenza del Comune, il primo stakeholder di interesse per la mia attività. E’ necessario che questo sviluppi varie iniziative per migliorare la vita dei cittadini, sia dal punto di vista infrastrutturale (penso per esempio al Wi-Fi cittadino) sia di servizio: dalla gestione di piccoli disservizi segnalati dai cittadini, l’elimina-code, l’“info-cantieri” fino alla gestione dei social media anche in situazioni di crisi come maltempo.
Ma non solo: esistono diverse comunità che usano il web (e non solo) per valorizzare la città: per esempio il Social Media Team diffuso (Trieste Social), di cui faccio parte, che è costituito da esperti di molti settori che dedicano il loro tempo per raccontare le eccellenze della città ad un pubblico nazionale.

Tra i risultati che ti sei prefisso c’è la tutela dei diritti del cittadino. Quali ritieni siano le principali criticità da affrontare in questo senso?
In questo ambito il mio obiettivo è raccogliere e risolvere – grazie alla rete nazionale di Digital Champions – eventuali problemi con i grandi gestori oppure dubbi e richieste legati alla privacy, agli aspetti legali o alla sicurezza online.

Pensi che il fatto di non avere un budget e uno staff possa essere un limite alla tua attività?
Sicuramente sì, soprattutto la mancanza di budget, ma è una direttiva europea e funziona così in tutti gli Stati. In alcuni però ci sono stati risultati interessanti: il valore dell’iniziativa infatti sta nella capacità di attirare capitale, laddove ci siano progetti importanti, e di avviare iniziative di crowdfunding.

Quali saranno i settori in cui si svolgerai la tua attività? Ti occuperai solo del rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione o interverrai anche su altri aspetti della vita della pubblica amministrazione?
Il rapporto fra cittadini e Pubblica Amministrazione è solo un aspetto, anche se il più importante. Fra l’altro potrò collaborare e valorizzare l’ottimo lavoro che stanno facendo realtà come TCD (Trieste Città Digitale), Insiel e non solo. Ma l’obiettivo finale è permettere a Trieste di cogliere tutte le opportunità che il digitale può garantire: commercio e turismo per esempio sono altri due temi importanti ma non gli unici.

C’è qualcosa che ti senti di dire ai lettori sulla tua attività? Un consiglio, un augurio, una promessa. Quello che vuoi.
Mi piacerebbe trasmettere un messaggio: il web non è un mezzo, non un fine. Sono un fan della cultura digitale ma non del digitale a prescindere. Il mio obiettivo sarà rendere tutti i cittadini consapevoli delle opportunità del digitale, soprattutto chi continua a voler rimanere fuori da questo “mondo”: starà poi a loro decidere se e come usarlo per i propri obiettivi professionali e personali.