Festival della Musica per Bambini ne parla Gabriele Centis

La casa della Musica / Scuola di Musica 55 di Trieste è da sempre attiva nella diffusione della cultura musicale. Dopo il successo degli anni precedenti, promuove la quarta edizione del Festival di Musica per bambini. Abbiamo incontrato Gabriele Centis, coordinatore delle attività del Centro di Produzione della Casa della Musica, per farci raccontare meglio questa manifestazione iniziata il 5 maggio e conclusa il 26 maggio 2012.

Ciao Gabriele, il Festival della Musica per Bambini si è rinnovato per la quarta volta. Quali sono stati i punti di forza e le novità di quest’anno?

Il Festival nasce dall’esperienza dei laboratori di musica per l’infanzia e la primissima infanzia. Si tratta quindi di proporre degli appuntamenti musicali per bambini. Ovviamente quando parliamo di musica per bambini, l’immaginario comune corre subito ad eventi come Zecchino d’Oro e simili, ma in realtà non è così. Quelle che noi offriamo sono proposte rivolte ai bambini, misurate per loro, e trasversali per quanto riguarda i generi. Le dinamiche sono quindi molto controllate, i tempi non sono mai eccessivamente lunghi perché l’attenzione dei più piccoli è scarsa, ci sono perciò momenti di pausa e silenzi atti a favorire l’approccio musicale del bambino.

Rispetto agli anni precedenti ci sono state delle riconferme come lo “Gnomo Mirtillo”, una fiaba musicale da ascoltare, leggere e guardare, di cui quest’anno è stato presentato in anteprima il cd. Questa è forse la testimonianza più forte del percorso pluriennale di ricerca e sperimentazione che i nostri docenti dedicano alle modalità e alle forme di comunicazione della musica per l’infanzia. La grande novità di quest’anno è stata la forma ridotta dello spettacolo musicato “La Gabbianella e il gatto”. Inoltre in questa edizione abbiamo previsto la presenza di un liutaio che ha illustrato ai bambini come si costruiscono gli strumenti e come nascono i suoni. Comunque ogni appuntamento ha le sue caratteristiche e il suo target.

È un appuntamento atteso dai bambini ma anche dai genitori. Quanto è importate far vivere la musica ai bambini piccoli? E qual è l’età minima per partecipare?

Per ogni singola proposta nel programma è specificata l’età a cui è più indicato partecipare. Quest’anno abbiamo realizzato anche un laboratorio di esperienza musicale “Patapim Patapum” che è consigliato ai piccolissimi, dalla nascita fino ad un anno di età, accompagnati dai loro genitori. Ma in realtà ci sono poi degli appuntamenti che sono adatti anche agli adulti come il concerto al Teatro Rossetti “Nella pancia del teatro con l’orchestra” dove la musica viene ascoltata e vissuta direttamente dal palco. È una grande festa aperta a tutti. Noi riteniamo che sia molto importante che il Festival venga vissuto dalla famiglia. Il genitore infatti è il tramite, il mezzo, attraverso cui il bambino deve entrare in contatto le prime volte con la musica, con l’ascolto e l’approccio musicale. È un’esperienza che nexus pheromone review il genitore deve condividere con il figlio perché a volte riscontriamo che le nuove generazioni di genitori hanno un’estrema difficoltà ad entrare in contatto musicalmente con i figli.

Una delle mission fondanti della Scuola 55 è la musica come formazione della persona, che è un valore per tutte le età, ma che per i più piccoli è doverosa perché niente come la musica ha la capacità di sviluppare un rapporto con la realtà e con se stessi. La musica di base poi, in Italia, è sempre molto trascurata dalle istituzioni ufficiali a partire dalle scuole materne. Si fa musica solo fino alle medie e dopo è praticamente assente dalla maggior parte dei curricula scolastici e questo è un grosso problema.

Per questo Festival la Casa della Musica è stata aiutata da tantissimi altri enti.

Si, il Festival ha trovato sicuramente molte collaborazioni. A partire dall’Area Educazione del Comune di Trieste, l’Area Cultura e il Servizio Bibliotecario Urbano, il Teatro Rossetti, l’Immaginario Scientifico e l’Orchestra da camera del Friuli Venezia Giulia tramite Associazione Musicale Aurora Ensamble. Sono collaborazioni importanti ma se ci fosse ovviamente un interessamento e un contributo maggiore da parte delle istituzioni noi saremmo felicissimi perché al di là delle partnership il Festival è sempre accolto e organizzato con grande passione dai musicisti coinvolti nell’iniziativa.

Gli appuntamenti sono stati dislocati in molti luoghi simbolo della cultura giusto?

Certo, è per noi è importantissimo portare i bambini in tutti questi luoghi della cultura: dalle biblioteche all’Immaginario Scientifico al Teatro Rossetti, oltre ovviamente all’Auditorium della Casa della Musica che è un po’ un luogo deputato per questi appuntamenti. A noi fa piacere animare questi luoghi con la musica e far scoprire questi luoghi indipendentemente dal Festival.

In questo periodo di crisi e di tagli quante difficoltà avete avuto quest’anno per portare a termine questa lodevole iniziativa?

È un male comune purtroppo per il settore cultura e spettacoli. La crisi c’è ovunque in Europa ma quello che accade in Italia a differenza degli altri stati è che la cultura ne risente tantissimo. In altre parti invece c’è un’idea radicata che proprio in momenti di crisi economica è importante dare contributi a spettacoli e cultura perché aiutano le famiglie, le aggregano e danno la possibilità di trovare un’unità sociale, e a volte nazionale, che è ciò che fa crescere le persone e fa superare la crisi economica. Da noi avviene esattamente l’opposto, si taglia come se la cultura fosse una cosa accessoria aggravando l’aspetto sociale della crisi. Per quanto riguarda il Festival, per noi quindi è importante il fatto che sia un momento di aggregazione sociale e per quanto riguarda i fondi, siamo ormai abituati a farlo con poco ma non ci arrenderemo e proseguiremo in questa esperienza sperando che ci sia sempre più attenzione a riguardo.

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info: www.scuoladimusica55.it