Berlinale, Insieme ai film arriva anche lo street food

Culinary Cinema dal 2007 è la sezione del Festival dedicata ai film e documentari legati al mondo dell’alimentazione e dell’ecologia.

“We like it hot… but don’t let it burn” ci paice caldo ma non bruciato, è il motto dell’edizione di quest’anno, che ospita 15 film e documentari provenienti da tutto il mondo che affrontano i temi del cibo e dell’ambiente. “L’uso del fuoco e la nostra capacità di cucinare ci distingue da tutti gli altri esseri viventi”, ha spiegato il direttore del festival Dieter Kosslick. “Ma il fuoco rappresenta anche una minaccia per le generazioni future, a causa del riscaldamento globale che ha raggiunto livelli pericolosi. Dobbiamo fare qualcosa, senza lasciare nulla di intentato”. Ogni sera una proiezione alla fine della quale Chef stellati come Daniel Achille, Matthias Diether, Michael Kempf, Tim Raue e i fratelli Roca prepareranno i propri piatti ispirati al film.

Nell’edizione 2014, la formula di Culinary Cinema si arricchirà di un nuovo esperimento: per la prima volta, infatti, la Berlinale porterà il cibo nelle strade della città. Durante il festival sei camion, posizionati tra Alte Potsdamer Straße e Varian-Fry-Straße, offriranno ai passanti diverse tipologie di street food.

L’iniziativa è stata avviata in collaborazione con Slow Food Berlin e Markthalle Neun, il mercato coperto di Kreuzberg che nel 2013 è diventato un vero e proprio punto di riferimento per lo street food a livello cittadino (grazie anche al lavoro di tanti italiani) e che per questo è stato insignito dalla città del premio di “Innovatore Gastronomico 2013”.

Sono ben quattro, quest’anno, i film italiani presentati nella sezione Culinary Cinema. Si tratta di: “I cavalieri della Laguna” di Walter Bencini, del corto “I maccheroni” di Raffaele Andreassi, di “Natural Resistance” di Jonathan Nossiter, conosciuto come regista di “Mondovino”, e “In grazia di Dio” di Edoardo Winspeare.

“I maccheroni” è un viaggio nella memoria, un ritorno all’Italia del 1959 girato all’epoca da Raffaele Andreassi (artista a 360 gradi, che filmava De Chirico e i pranzi nelle case popolari, come in questo caso) e curato dalla Cineteca di Bologna.
Tra le pellicole più attese, “I cavalieri della laguna” di Walter Bencini, che narra la storia di una comunità di pescatori di Orbetello (Grosseto), paladini della pesca tradizionale ed eco-sostenibile, contro le regole tipiche dell’economia globale.