Chiesa: Feste, riti e secolarizzazione

Fino a cinquant’anni fa era tutto più semplice e scontato. Uomini e donne si piacevano e si sposavano all’altare. Erano coscienti che la loro unione diventava segno indissolubile di Cristo. Mah! Però intuivano che c’era qualcosa di pressappoco così; di sicuro sapevano di un impegno preso sull’onore e davanti a Dio. E tanto bastava. Poi, sono arrivati il Concilio e la secolarizzazione: il Concilio ha insistito sulla teologia e la spiritualità del matrimonio; sposarsi in chiesa diventava cosa altissima, densa di significati immensi, ed era ed è giusto .
Ma arriva la secolarizzazione. Il mutamento rapido e diffuso del costume ha progressivamente eroso la consistenza laica e naturale del matrimonio. Il “ci vogliamo bene” implicava spontaneamente la fedeltà, la definitività di una scelta, il sacrificio, la dedizione anche sofferta all’altro.
Oggi, tutto appare molto fragile se non azzerato; quel “ci vogliamo bene” viene declinato in termini quasi esclusivamente emozionali: “sento qualcosa per te”, “stiamo bene insieme”, infantilismo affettivo dei coniugi. L’altezza del matrimonio cristiano e la crisi del matrimonio naturale ha generato una miccia esplosiva. Quindi avanti con le convivenze e la loro tenuta. Ecco il perché anche la chiesa triestina ha preparato un percorso che offre nelle parrocchie a tutti quelli che sentono la responsabilità di sposarsi, proprio per venire incontro ai nubendi che appaiono sempre più fragili. Ma la Chiesa, si, sente tutta questa responsabilità di affiancarsi a quelli che ancora chiedono di sposarsi in chiesa.
Le feste passate, il Natale, con i suoi riti, le sue atmosfere e la corsa talvolta insipida agli acquisti, non può farci dimenticare i fidanzati che non possono ancora sposarsi, le famiglie che soffrono per la mancanza del necessario e del lavoro , la tribolazione di tanti popoli cristiani del mondo che attendono la nascita del Salvatore tra i bagliori della guerra, i morsi della fame il flagello della persecuzione. Ma il cristiano in ogni occasione è sempre più forte dell’odio!