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	<description>Web Magazine di Arte, Turismo, Cultura e Spettacolo</description>
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		<title>Fa discutere l&#8217;ultimo film di Paolo Sorrentino</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 16:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah Gherbitz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato in concorso al 66 ° Festival di Cannes “La Grande Bellezza” è l&#8217;ultima fatica di Paolo Sorrentino (Napoli 1970), regista che proprio sulla Croisette cinque anni fa si affermò a livello internazionale vincendo il Gran Premio della Giuria con “Il Divo”. E anche ne &#8221;La grande bellezza&#8221; ritroviamo il suo attore-feticcio Toni Servillo, questa volta nel ruolo di Jep Gambardella, giornalista annoiato perseguitato dalla sua fama di scrittore, bruscamente e misteriosamente interrotta dopo la pubblicazione dell&#8217;unico libro dal titolo “L&#8217;apparato umano”. Camminatore instancabile, sempre ripreso mentre percorre a piedi piazze e viottoli di Roma, Jep passa da una festa all&#8217;altra, da un cocktail all&#8217;altro, e non sembra trovare pace neanche nei suoi fuggevoli rapporti con le donne, che restano sempre sospese sullo sfondo come ammalianti ed irraggiungibili sirene: a partire da Ombretta (Isabella Ferrari), dalla quale sfugge perché allergico ai social network; Ramona (Sabrina Ferilli), con cui nasce una tenera amicizia che sfocia ben presto in un tragico epilogo, e l&#8217;ossessione per il ricordo di un amore giovanile di cui ci vengono mostrati in flashback  i momenti salienti. Intorno a lui ruota un mondo vario, un gigantesco burlesque-show di registi, attricette, poeti, bambine-prodigio, una serie di personaggi  destinati a restare nel corso della storia (della durata di quasi due ore e mezza) al livello di &#8216;macchiette&#8217; con cui non si riesce mai ad entrare realmente in empatia. Se poi aggiungiamo anche la scena del funerale, in cima alla Jep top-ten come ennesima occasione di incontri mondani e fashionable party,  ecco che “La grande bellezza” si rivela come un film nerissimo e disperato, ed anche un po&#8217; pedante catalogo dei vizi che ben poco ha a che spartire con “La Dolce Vita” (1960), di cui fa rimpiangere la poesia e la luminosità. Decisamente più calzanti i paragoni con un altro film felliniano, “Roma” ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Presentato in concorso al <em>66 ° Festival di Cannes</em> <strong>“La Grande Bellezza”</strong> è l&#8217;ultima fatica di<strong> Paolo Sorrentino</strong> (Napoli 1970), regista che proprio sulla Croisette cinque anni fa si affermò a livello internazionale vincendo il Gran Premio della Giuria con <strong>“Il Divo”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E anche ne &#8221;La grande bellezza&#8221; ritroviamo il suo attore-feticcio <strong>Toni Servillo</strong>, questa volta nel ruolo di <em>Jep Gambardella</em>, giornalista annoiato perseguitato dalla sua fama di scrittore, bruscamente e misteriosamente interrotta dopo la pubblicazione dell&#8217;unico libro dal titolo <em>“L&#8217;apparato umano”</em>. Camminatore instancabile, sempre ripreso mentre percorre a piedi piazze e viottoli di Roma, Jep passa da una festa all&#8217;altra, da un <em>cocktail </em>all&#8217;altro, e non sembra trovare pace neanche nei suoi fuggevoli rapporti con le donne, che restano sempre sospese sullo sfondo come ammalianti ed irraggiungibili sirene: a partire da Ombretta<em> (Isabella Ferrari)</em>, dalla quale sfugge perché allergico ai social network; Ramona <em>(Sabrina Ferilli)</em>, con cui nasce una tenera amicizia che sfocia ben presto in un tragico epilogo, e l&#8217;ossessione per il ricordo di un amore giovanile di cui ci vengono mostrati in <em>flashback </em> i momenti salienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Intorno a lui ruota un mondo vario, un gigantesco <em>burlesque-show </em>di registi, attricette, poeti, bambine-prodigio, una serie di personaggi  destinati a restare nel corso della storia (della durata di quasi due ore e mezza) al livello di &#8216;macchiette&#8217; con cui non si riesce mai ad entrare realmente in empatia. Se poi aggiungiamo anche la scena del funerale, in cima alla Jep <em>top-ten</em> come ennesima occasione di incontri mondani e <em>fashionable party</em>,  ecco che “La grande bellezza” si rivela come un film nerissimo e disperato, ed anche un po&#8217; pedante catalogo dei vizi che ben poco ha a che spartire con “La Dolce Vita” (1960), di cui fa rimpiangere la poesia e la luminosità. Decisamente più calzanti i paragoni con un altro film felliniano, “Roma” (1972), e con “La terrazza” (1980) di Ettore Scola, dove anche lì infinitamente più importante dei suoi personaggi era &#8216;lei&#8217;, Roma, la &#8216;città eterna&#8217;, la vera e unica protagonista sullo schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con i suoi giardini e parchi lussurreggianti, i suoi sontuosi palazzi barocchi, i suoi attici con terrazze dove trascorrere le notti con i (presunti) amici ad aspettare l&#8217;alba, “La grande bellezza” è un ambizioso prodotto spendibile soprattutto per il mercato estero, da cui è sicuramente possibile sviluppare una più ampia e generale riflessione sul cinema ma non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro non è un paese per giovani, e Sorrentino, con la sua scelta di raccontare la realtà odierna attraverso un linguaggio esagerato e visionario, lo conferma ampiamente. La ricerca del virtuosismo e dell&#8217;immagine mozzafiato &#8216;ad ogni costo&#8217; sono la sua caratteristica più evidente, che rischia però di trasformarsi in un fattore penalizzante se inserito all&#8217;interno di un contesto internazionale e hollywoodiano come il festival di Cannes. Ma, si sa, ai festival le sorprese non finiscono mai&#8230;..</p>
<p style="text-align: justify;">foto tratta dal sito <a href="http://www.comingsoon.it">www.comingsoon.it</a></p>
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		<title>A Trieste impazza la Green Day-mania</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 16:14:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah Gherbitz</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[piazza unità d'italia]]></category>
		<category><![CDATA[trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[Scongiuri anti-pioggia si mescolano all&#8217; attesa febbrile per sabato 25 maggio, in vista del mega-concerto dei Green Day, la band californiana icona mondiale della musica punk rock. Sono attese dalle 12 alle 13mila persone, soprattutto fans dall&#8217;estero, dalla Slovenia, Austria e Croazia. Cornice dell&#8217;evento, lo splendido scenario di Piazza Unità d&#8217;Italia, dove in questi giorni una squadra di operai sta installando il palco che ospiterà la seconda tappa italiana del “99Revolutions Tour”. I biglietti per il concerto sono ancora disponibili nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion e sul circuito ticketone.it. Sarà possibile acquistare il tagliando per il concerto anche il giorno stesso, nella cassa allestita in Via Passo di Piazza, che aprirà alle 12. Gli ingressi per il pubblico saranno due, il primo proprio in Via Passo di Piazza mentre il secondo da Via dell’ Orologio. Formatisi nel 1987 e composti da Billie Joe Armstrong (chitarra e voce), Mike Dirnt (basso e voce secondaria) e Tre Cool (batteria), i Green Day sono stati accreditati come la band che ha fatto tornare il punk rock fra la gente, anche grazie all’enorme successo del loro terzo album Dookie, il quale, con 10 dischi di platino e uno di diamante, ha venduto più di 10 milioni di copie solo negli Stati Uniti e 15 in tutto il mondo. Un album che è diventato una pietra miliare della musica per diverse generazioni contenete pezzi capolavoro come Basket Case, Welcome to Paradise e She, fra i tanti. I successivi lavori Insomniac, Nimrod e Warning non ottengono i risultati di Dookie ma poco importa; la consacrazione è dietro l’angolo e arriva infatti nel 2004 con America Idiot, la prima rock opera della band, disco che non solo trova da subito i consensi di critica e pubblico, in particolare giovanile, ma amplia l&#8217;onda di influenza della band ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Scongiuri anti-pioggia si mescolano all&#8217; attesa febbrile per sabato 25 maggio, in vista del mega-concerto dei <strong>Green Day</strong>, la band californiana icona mondiale della musica punk rock. Sono attese dalle 12 alle 13mila persone, soprattutto fans dall&#8217;estero, dalla<em> Slovenia, Austria </em>e<em> Croazia</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cornice dell&#8217;evento, lo splendido scenario di<em> Piazza Unità d&#8217;Italia</em>, dove in questi giorni una squadra di operai sta installando il palco che ospiterà la seconda tappa italiana del <strong>“99Revolutions Tour”</strong>. I biglietti per il concerto sono ancora disponibili nei punti vendita autorizzati Azalea Promotion e sul circuito ticketone.it. Sarà possibile acquistare il tagliando per il concerto anche il giorno stesso, nella cassa allestita in Via Passo di Piazza, che aprirà alle 12. Gli ingressi per il pubblico saranno due, il primo proprio in Via Passo di Piazza mentre il secondo da Via dell’ Orologio.</p>
<p style="text-align: justify;">Formatisi nel 1987 e composti da Billie Joe Armstrong (chitarra e voce), Mike Dirnt (basso e voce secondaria) e Tre Cool (batteria), i Green Day sono stati accreditati come la band che ha fatto tornare il punk rock fra la gente, anche grazie all’enorme successo del loro terzo album <strong>Dookie</strong>, il quale, con 10 dischi di platino e uno di diamante, ha venduto più di 10 milioni di copie solo negli Stati Uniti e 15 in tutto il mondo. Un album che è diventato una pietra miliare della musica per diverse generazioni contenete pezzi capolavoro come Basket Case, Welcome to Paradise e She, fra i tanti.</p>
<p style="text-align: justify;">I successivi lavori <em>Insomniac, Nimrod </em>e<em> Warning</em> non ottengono i risultati di Dookie ma poco importa; la consacrazione è dietro l’angolo e arriva infatti nel 2004 con America Idiot, la prima rock opera della band, disco che non solo trova da subito i consensi di critica e pubblico, in particolare giovanile, ma amplia l&#8217;onda di influenza della band sul panorama musicale degli ultimi 10 anni. I Green Day si sono aggiudicati ben <em>6 Grammy Awards, Best Alternative Album</em> per <em>Dookie</em>, <em>Best Rock Album</em> per <em>American Idiot</em>, <em>Record of the Year</em> per <em>Boulevard of Broken Dreams</em>, <em>Best Rock Album</em> per la seconda volta con <em>21st Century Breakdown</em> e <em>Best Musical Show Album</em> per <em>American Idiot: The Original Broadway Cast Recording.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Lo show di Trieste si inserisce nel nuovissimo <strong>“99Revolutions Tour”</strong>, ultimo lungo viaggio che la band sta affrontando per promuovere al meglio la nuova trilogia di dischi. Il tour è partito il 10 marzo da Ponoma, California, per poi toccare nelle scorse settimane le principali città degli Stati Uniti e del Canada tra cui Austin, Pittsburgh, New York, Philadelphia, Toronto, per poi chiudere la sua prima parte a Los Angeles lo scorso 18 aprile. La band prepara ora l’invasione europea e comincerà proprio dal nostro paese con due imperdibili tappe, tra cui quella triestina, prima di proseguire verso Serbia, Austria, Inghilterra, Germania e Olanda, solo per citare alcuni paesi.Il concerto evento dell’estate è organizzato <em>Live Nation Italia</em> e<em> Azalea Promotion</em>, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento è inoltre inserito nella speciale promozione<strong> “Music&amp;Live”</strong>, realizzata dall’<em>Agenzia TurismoFV</em>G, che permette a chi soggiorna in regione di ricevere il biglietto in omaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">foto tratta dal sito <a href="http://www.cubemagazine.it">www.cubemagazine.it</a></p>
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		<title>Passione Politica</title>
		<link>http://www.genius-online.it/2013/05/15/passione-politica/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 19:15:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio de Visintini</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Che brividus! Una generazione politica bloccata, che non riesce ad avere noia di se stessa, ripropone candidati, idee e modalità che il popolo ormai non vuole più vedere. I soliti nomi, tra ex PCI ed ex DC rigenerati come un copertone esausto sotto spoglie o sigle diverse, ma che comunque appartengono al secolo scorso, ad un passato medioglorioso che i giovani nemmeno riconoscono. A completare il quadro una buona percentuale di faccendieri e furbacchioni che negli ultimi decenni hanno senz&#8217;altro preso ma non certo dato. Di valori non accenniamo nemmeno. Per farli ragionare e assumere la responsabilità dei tempi che cambiano e dell&#8217;ammodernamento che non parte, non bastano certo i messaggi gridati dai ribelli, definiti incauti portatori di incoscienza politica. E così il povero Presidente è stato condannato a vita, suo malgrado, a reggere un ruolo di saggio tra quattro pretendenti litigiosi e fuori tempo massimo: con questo parterre il vecchio Giorgio era l&#8217;unico a tenere una credibilità costante, se non addirittura crescente. In Friuli Venezia Giulia una persona su due ha scelto di non andare a votare, contraddicendo una tradizione di partecipazione segnata da un civismo invidiabile, da un retaggio quasi asburgico nel partecipare attivamente alla vita sociale ed esercitare un diritto oltre che un dovere. Che altro segnale serve? Tra voti nulli e schede bianche il Presidente della Regione viene eletto da una manciata di imperterriti ma poi, a conti fatti, dovrà rappresentare tutti, grandi e piccini, belli e brutti! Poco più di 210.000 voti per una regione di 1.200.000 abitanti: non è una vittoria che faccia gioire, in nessun caso. Passano pochi giorni e tutto ciò è dimenticato, la bagarre mediatica torna ai livelli precedenti: con la complicità di politici, giornalisti e italiani-tifosi, siamo già pronti a riprendere da dove avevamo mollato, dal punto in cui avevamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Che brividus! Una <em>generazione politica</em> bloccata, che non riesce ad avere noia di se stessa, ripropone candidati, idee e modalità che il popolo ormai non vuole più vedere. I soliti nomi, tra <em>ex PCI</em> ed <em>ex DC</em> rigenerati come un copertone esausto sotto spoglie o sigle diverse, ma che comunque appartengono al secolo scorso, ad un passato medioglorioso che i giovani nemmeno riconoscono. A completare il quadro una buona percentuale di faccendieri e furbacchioni che negli ultimi decenni hanno senz&#8217;altro preso ma non certo dato. Di <em>valori</em> non accenniamo nemmeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Per farli ragionare e assumere la responsabilità dei tempi che cambiano e dell&#8217;ammodernamento che non parte, non bastano certo i messaggi gridati dai ribelli, definiti incauti portatori di incoscienza politica. E così il povero Presidente è stato condannato a vita, suo malgrado, a reggere un ruolo di saggio tra quattro pretendenti litigiosi e fuori tempo massimo: <em>con questo parterre il vecchio Giorgio era l&#8217;unico a tenere una credibilità costante, se non addirittura crescente.</em></p>
<p>In Friuli Venezia Giulia una persona su due ha scelto di non andare a votare, contraddicendo una tradizione di partecipazione segnata da un civismo invidiabile, da un retaggio quasi asburgico nel partecipare attivamente alla vita sociale ed esercitare un diritto oltre che un dovere. Che altro segnale serve? Tra voti nulli e schede bianche il Presidente della Regione viene eletto da una manciata di imperterriti ma poi, a conti fatti, dovrà rappresentare tutti, grandi e piccini, belli e brutti! Poco più di 210.000 voti per una regione di 1.200.000 abitanti: non è una vittoria che faccia gioire, in nessun caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Passano pochi giorni e tutto ciò è dimenticato, la bagarre mediatica torna ai livelli precedenti: con la complicità di politici, giornalisti e italiani-tifosi, siamo già pronti a riprendere da dove avevamo mollato, dal punto in cui avevamo contestato con il non voto! Il consenso verso la politica scende ma i suoi protagonisti resuscitano, imbellettati come e più di prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mitico Silvio, uscito dal museo delle cere, sembra in forma più che mai ed è tornato a tirare le fila di tutto, riacquistando potere e prime pagine, decidendo la scaletta di argomenti su cui dovremo dibattere, come tifosi (o come criceti..), leggendo i media e frequentando i bar. D&#8217;Alema, emulo contrario ma con meno leadership, cerca di tirare le fila del suo mondo, senza rendersi conto che il secolo è cambiato.<br />
Il campionato di calcio è appena finito e per tenere elevata l&#8217;attenzione si discute ogni giorno della campagna acquisti. Il bifidus entra nelle case nostro malgrado. Tutto è di nuovo sotto controllo, tutto torna alla normalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta lamentarsi! Apriamo una finestra, fiduciosi che in periferia da Roma si vivano quotidiani diversi, meno impaludati e più aperti, dato che l&#8217;Europa si può frequentare fisicamente e non la si legge solo sui giornali. Debora nel &#8217;68 nemmeno era nata e negli anni &#8217;90, quando i citati DC e PCI abdicavano a nuove sigle, lasciando inevitabilmente che i suoi adepti rimanessero portatori di una cultura imparata alla scuola politica del loro partito, avrà avuto vent&#8217;anni o poco più. Magari riuscirà a sfuggire dai soliti schemi di partito, quelli poco meritocratici e tesi a riconoscere la scala gerarchica e l&#8217;appartenenza: una nuova generazione spinge e abbisogna di sostegno. Ma i giovani dovrebbero farsi sentire..</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">in foto Debora Serracchiani, Presidente della Regione FVG</span></p>
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		<title>Il tesoro dei pirati &#8211; Fausto Biloslavo e Paolo Quercia</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 11:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Sequestri, riscatti, riciclaggio La dimensione economica della pirateria somala Dal 2005 ad oggi i pirati somali hanno incassato 400 milioni di dollari in riscatti Tutto quello che non è mai stato detto sul &#8220;Tesoro dei pirati&#8221; ovvero i 400 milioni di dollari pagati per liberare le navi sequestrate. Il convegno sulla pirateria somala si terrà il 17 maggio alle 18.30, al Punto Franco vecchio, nella sala conferenze della centrale idrodinamica (vedi cartina allegata). Durante l&#8217;evento interverrà in collegamento video dal Golfo di Aden il Contrammiraglio Antonio Natale, Comandante della Task Force navale impegnata nell’Operazione Nato di contrasto alla pirateria somala, a bordo di Nave San Marco. Ai partecipanti verrà distribuito il volume “Il Tesoro dei Pirati. Sequestri, riscatti, riciclaggio. La dimensione economica della pirateria somala” di Fausto Biloslavo e Paolo Quercia. “Lei è il primo individuo a venire condannato per un abbordaggio in alto mare dal 1820”. Così si è rivolto il giudice americano Raymond A. Jackson al pirata somalo Jaamac Ciidle. La pirateria nel Golfo di Aden ha raggiunto negli scorsi anni livelli tali da rappresentare un’elevata minaccia alla sicurezza internazionale e agli interessi economici di molti paesi del mondo, in particolare quelli del bacino mediterraneo ma anche delle superpotenze mondiali. Grazie agli elevati guadagni provenienti dai riscatti, la pirateria somala si è trasformata da un semplice fenomeno predatorio in veri e propri cartelli criminali transnazionali più potenti degli stessi al-Shebab e dei governi locali. Lo sforzo fatto dalla comunità internazionale e dalle società di armatori per arginare il fenomeno ha portato ad importanti successi nel 2012. Ma la storia della Somalia insegna che le capacità di adattamento e di trasformazione della pirateria locale sono molto elevate e difficili da contrastare se non si procede alla ricostruzione delle capacità governative di controllo del territorio. Il giro d&#8217;affari della pirateria ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sequestri, riscatti, riciclaggio</strong><br />
<strong> <em>La dimensione economica della pirateria somala</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dal 2005 ad oggi i pirati somali hanno incassato 400 milioni di dollari in riscatti</em><br />
Tutto quello che non è mai stato detto sul<strong> &#8220;Tesoro dei pirati&#8221;</strong> ovvero i 400 milioni di dollari pagati per liberare le navi sequestrate.<br />
Il convegno sulla pirateria somala si terrà il <strong>17 maggio alle 18.30</strong>, al <strong>Punto Franco vecchio</strong>, nella sala conferenze della centrale idrodinamica <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.genius-online.it/wp-content/uploads/2013/05/dove_siamo.jpg" target="_blank">(vedi cartina allegata)</a></strong></span>. Durante l&#8217;evento interverrà in collegamento video dal Golfo di Aden il Contrammiraglio <em>Antonio Natale</em>, Comandante della Task Force navale impegnata nell’Operazione Nato di contrasto alla pirateria somala, a bordo di Nave San Marco.<br />
Ai partecipanti verrà distribuito il volume <em>“Il Tesoro dei Pirati. Sequestri, riscatti, riciclaggio. La dimensione economica della pirateria somala”</em> di <em>Fausto Biloslavo</em> e <em>Paolo Quercia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Lei è il primo individuo a venire condannato per un abbordaggio in alto mare dal 1820”.</em><br />
Così si è rivolto il giudice americano <em>Raymond A. Jackson</em> al pirata somalo <em>Jaamac Ciidle</em>.<br />
La pirateria nel Golfo di Aden ha raggiunto negli scorsi anni livelli tali da rappresentare un’elevata minaccia alla sicurezza internazionale e agli interessi economici di molti paesi del mondo, in particolare quelli del bacino mediterraneo ma anche delle superpotenze mondiali.<br />
Grazie agli elevati guadagni provenienti dai riscatti, la pirateria somala si è trasformata da un semplice fenomeno predatorio in veri e propri cartelli criminali transnazionali più potenti degli stessi <em>al-Shebab</em> e dei governi locali.<br />
Lo sforzo fatto dalla comunità internazionale e dalle società di armatori per arginare il fenomeno ha portato ad importanti successi nel 2012. Ma la storia della Somalia insegna che le capacità di adattamento e di trasformazione della pirateria locale sono molto elevate e difficili da contrastare se non si procede alla ricostruzione delle capacità governative di controllo del territorio. Il giro d&#8217;affari della pirateria somala finanzia nuova criminalità e terrorismo mentre la repressione e prevenzione ha oramai raggiunto costi più elevati degli stessi profitti dei pirati. La politica di &#8220;riduzione del danno&#8221; ha funzionato nel 2012, ma solo una strategia volta a sradicare il fenomeno, iniziando proprio dalla sua dimensione finanziaria, può evitare il risorgere del problema tra pochi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.genius-online.it/wp-content/uploads/2013/05/copertina-low.jpg"><img class="size-full wp-image-12823 aligncenter" title="copertina-low" src="http://www.genius-online.it/wp-content/uploads/2013/05/copertina-low.jpg" alt="" width="400" height="278" /></a></strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fausto Biloslavo</span><br />
<em> Giornalista e corrispondente di guerra. Ha collaborato con numerose testate e reti televisive sia italiane che straniere con reportage da tutti i principali conflitti dagli anni ottanta ad oggi. Ha scritto &#8220;Le lacrime di Allah&#8221; Baldini Castoldi Dalai (2007); &#8220;Prigioniero in Afghanistan&#8221;, Sugarco (1989); ha curato con Gian Micalessin il volume fotografico &#8220;Gli occhi della guerra&#8221; Emme&amp;Emme (2007).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Paolo Quercia</span><br />
<em> Analista indipendente di relazioni internazionali e sicurezza. Ha fondato e dirige il Center for Near Abroad Strategic Studies. Collabora con il Centro Alti Studi Difesa. Tra le sue pubblicazioni &#8220;Questioni strategiche e di sicurezza nel Corno d&#8217;Africa ed il ruolo dell&#8217;Italia&#8221;, CeMiSS (2012); &#8220;Fare Italia nel mondo, Le sfide post globali delle nuove relazioni internazionali&#8221;, Marsilio (2009); &#8220;Mediterranean Security after EU and NATO engagement&#8221;, Rubbettino (2005). Ha promosso la creazione del Gruppo Italiano di Riflessione Strategica sulla Somalia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">CeMiSS</span><br />
<em> Il Centro Militare di Studi Strategici è inserito nella struttura del Centro Alti Studi Difesa con il compito di sviluppare attività di studio e ricerche a carattere strategico, politico e militare.</em></p>
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		<title>L&#8217;arte dello spostamento: Parkour</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 05:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Urso Isabella</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Vuoi spostarti nel modo più efficiente possibile? Non stiamo parlando di un nuova alternativa per lo spostamento urbano. Questa volta si parla di una nuova tendenza metropolitana che consente di muoversi con velocità Entrando in sintonia con la realtà dell’ambiente che ti circonda sia architettura che natura, superando ogni ostacolo con agilità e destrezza: Il parkour è “ l’arte dello spostamento”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>David Belle  (in foto</strong>).</p>
<p>Vuoi spostarti nel modo più efficiente possibile? Non stiamo parlando di un nuova alternativa per lo spostamento urbano. Questa volta si parla di una nuova tendenza metropolitana che consente di muoversi con velocità Entrando in sintonia con la realtà dell’ambiente che ti circonda sia architettura che natura, superando ogni ostacolo con agilità e destrezza: Il parkour è “ l’arte dello spostamento”.</p>
<p>Panchine, muretti, aree edificate non ancora concluse in disuso, siepi, ringhiere e pareti non sembrano spaventare i “Traceurs” oppure &#8220;Traceuses&#8221;, al femminile, come si fanno chiamare i “creatori di percorsi”. Il loro obiettivo è quello di affrontare in modo creativo, atletico, leggero ed estetico, le barriere naturali o artificiali che trovano sulla loro strada, oltrepassare gli ostacoli sia fisicamente che mentalmente, tutto questo fa parte del percorso di chi pratica l’arte dello spostamento.<br />
A primo impatto i movimenti tipici del parkour per superare un ostacolo possono sembrare facili, efficienti e di sicuro apprendimento e istintivi per il corpo umano, senza la necessità di una preparazione atletica precedente. Invece questa disciplina deve essere praticata in maniera intelligente in modo da non portare a nessun rischio. E’ fondamentale capire che dietro ai video e alle performance di traceur professionisti ci sono anni e anni di allenamento fisico e mentale, che li ha portati a raggiungere il livello a cui sono ora. Un buon traceur non corre mai rischi: è consapevole al 100% che al momento di un salto, o nell’esecuzione di un determinato percorso, è in grado di farlo e di arrivare dove si è prefissato.</p>
<p>Il termine parkour, coniato da David Belle  (in foto) e Hubert Koundé nel 1998, deriva da parcours du combattant (percorso del combattente), ovvero il percorso di guerra utilizzato nell’addestramento militare proposto da Georges Hébert, ufficiale di marina francese, che nei primi anni del novecento sviluppò un particolare metodo di allenamento per l’addestramento delle truppe, definito Hébertismo, il cui motto è “ Essere forti per essere utili “, da cui ha preso ispirazione David Belle, il fondatore di questa disciplina.</p>
<p>Il Parkoue lascia molta immaginazione a chi lo pratica senza dargli dei modelli predefiniti sul modo universale di saltare un determinato ostacolo lasciando il traceur libero di creare e affinare il “suo” personale modo di fare parkour. Non esistono competizioni nel parkour, forse l’unica forma di competizione è quella che si ha con se stessi nel cercare di superare un ostacolo prima insormontabile, per migliorarsi, superare i propri limiti passo dopo passo.</p>
<p>Una disciplina che ti pone davanti ai tuoi limiti fisicamente e mentalmente, una disciplina che ti aiuta e ti sprona ad aiutare, che ti permette di affrontare non solo i piccoli ostacoli architettonici ma anche i grandi “ostacoli” che la vita ti pone davanti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il marketing razzista degli embrioni</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 08:31:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[meritevoli]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[A Roma l'Arcivescovo Crepaldi, l'onorevole Roccella e Andrea Tornielli denunciano le nuove forme di schiavitù derivanti dalla colonizzazione della natura umana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.flickr.com/photos/91245226@N06/sets/72157633454432638/" target="_blank">Guarda il foto report</a>.</strong></p>
<p>In una gremita Sala Marconi della Radio Vaticana, mercoledì 8 maggio, alle ore 17,30, e’ stato presentato nella Capitale il IV RAPPORTO SULLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA NEL MONDO curato dall’Osservatorio Cardinale Van Thuan insieme ad altri cinque Centri di ricerca internazionali. Il Rapporto e’ pubblicato dalle Edizioni Cantagalli.</p>
<p>In Sala erano presenti, tra gli altri, il Cardinale Giovanni Battista Re,  la dott.ssa Flaminia Giovanelli, Sottosegretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Maria Grazia Colombo, portavoce del Comitato “Uno di noi”, il Segretario di Retinopera Vincenzo Conso, molti dirigenti nazionali e provinciali del Movimento Cristiano Lavoratori, tra cui il Presidente provinciale di Trieste  Avvocato Truzzi, Mons. Pier Emilio Salvadè’, Vicario Generale della diocesi di Trieste, Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio e curatore del Rapporto insieme a mons. Crepaldi, Francesco La Bella, vicedirettore di Vita Nuova on line.<br />
L’ evento e’ stato trasmesso in diretta streaming da Radio Vaticana.</p>
<p>Al tavolo dei relatori l’Arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, presidente dell’Osservatorio e curatore del Rapporto, il giornalista e scrittore Andrea Tornielli e l’onorevole Eugenia Roccella. Ha guidato i lavori Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori.</p>
<p>Il presidente Costalli ha ricordato come il Rapporto dell’Osservatorio Van Thuan sia ormai giunto alla quarta edizione proponendosi come uno strumento indispensabile per fare il punto sullo stato di salute della Dottrina sociale  della Chiesa nel mondo e opera utile per chi ha a cuore le sorti dell’umanità. Costalli ricorda che quest’anno l’uscita del Rapporto ha coinciso con il quarantesimo anniversario del Movimento Cristiano Lavoratori e che Osservatorio e Movimento lavorano nello stesso campo della Dottrina sociale della Chiesa.</p>
<p>Eugenia Roccella ha iniziato  affermando che oggi, purtroppo, ci vuole coraggio anche per affermare cose ovvie. Per questo il Rapporto dell’Osservatorio Van Thuan e’ strumento prezioso. Fa vedere come si svolge la colonizzazione della natura umana, espressione che indica la cosiddetta questione antropologica. Questa non è frutto di una storia che ci travolge perché con l’impegno e la presenza pubblica possiamo cambiare le cose ed anche le sconfitte possono servire. In Francia c’è stata una sconfitta ma anche una straordinaria mobilitazione.</p>
<p>C’è stata anche la persecuzione. È noto che un manifestante e’ stato fermato e multato per manifestazione non autorizzata in quanto indossava una maglietta con il logo della manifestazione contro il matrimonio per tutti. Qualcuno ha detto che in futuro potrebbe essere reato passeggiare nel parco a braccetto con la moglie insieme ai figli. Le sconfitte ci sono state, ma c’è stato anche un grande risveglio nella Francia laicizzata.</p>
<p>Secondo l’onorevole Roccella bisogna lottare perché siamo davanti alla desertificazione delle evidenze originarie. Viene meno l’alfabeto che permetta di comprendere lo stesso annuncio cristiano. Il principio dell’auto determinazione mina lo stesso senso della fratellanza. Non si potrà più fermare un suicida che si sta gettando dal ponte perché si lederebbe la sua autodeterminazione.</p>
<p>Oggi la procreazione assistita permette ad una coppia gay di avere dei figli artificialmente e i figli vengono usati per legittimare la famiglia gay.  Pochi dicono che degli ovociti e degli embrioni c’è ormai un marketing razzista. Si dice che in Italia la legge 40 favorisce il cosiddetto turismo procreativo, ma poi si scopre che le coppie che comprano gli embrioni o affittano gli uteri vanno dagli Stati Uniti, dove si può fare tutto, all’India, dove è possibile sfruttare le giovani donne. È  una nuova forma di schiavismo di cui si parla poco.</p>
<p>Secondo l’onorevole Roccella, il Rapporto ha fatto bene a concentrarsi sull’ideologia del genere, che comporta la distruzione della differenza sessuale. C’era un femminismo che vuole accentuare la differenza, ma è prevalso un femminismo che la distrugge.</p>
<p>Davanti a questi problemi Eugenia Roccella ha invitato ad essere coraggiosi anche nella battaglia politica.</p>
<p>Andrea Tornielli ha fatto un singolare paragone. Giovanni Paolo II aveva messo in guardia, all’epoca della guerra fredda, dalla possibilità che l’umanità si autodistruggesse con le armi nucleari. Oggi siamo in tempi ancora più apocalittici, stiamo scherzando col fuoco, l’uomo vuole sostituirsi a Dio.</p>
<p>Tornielli ha poi adoperato il discorso di Benedetto XVI al Bundestag di Berlino, che viene riportato nel Rapporto dell’Osservatorio. In esso si diceva che, mentre le altre religioni hanno sempre cercato di determinare con il diritto rivelato anche il diritto civile, il cristianesimo ha invece fatto appello alla ragione e alla natura. Quando però questa si chiude in se stessa, come un palazzo che chiude tutte le finestre e si affida alla luce artificiale dimenticando quella del sole, non riesce più a trovare altro criterio per stabilire il bene e il male se non la forza della maggioranza.</p>
<p>fonte. vitanuovatrieste.it</p>
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		<title>Udine. Al via la mostra fotografica di Matteo Guariso.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 May 2013 07:57:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Gatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Spaziocultura di Gruppo Autostar e Vicino/Lontano portano a Udine la mostra fotografica che narra tradizioni vicine/lontane e tutta la bellezza, il fascino ancestrale e il rapporto unico tra terra, persone e cavalli. Novembre 2012, Golega, Portogallo, a circa 50 km da Lisbona.  Una raccolta di scatti che raccontano il rapporto simbiotico tra una città e il più elegante e indomito degli animali, il cavallo Lusitano. Una volta all’anno, per due settimane, la città di Golega si anima grazie alla Fiera di San Martino: le strade si riempiono di magnifici cavalli, puledri e stalloni, di esibizioni equestri, di spettacoli e cavalieri di ogni età. L’antica disciplina del dressage, che richiede una conoscenza e una condivisione quasi simbiotica tra animale e cavaliere, avviene per le strade, nelle piazze, tra giovani, bambini e anziani come in un bellissimo rito che celebra uomo e natura. Il fotografo_MATTEO GUARISO Milanese di nascita, Matteo Guariso &#8211; classe 1967 &#8211; vive a Udine dal 2007. Ha frequentato l&#8217;Istituto Europeo di Design di Milano studiando Fashion Photography, ha collaborato con numerose agenzie fotografiche producendo ritratti di celebrità. Oggi il suo lavoro è dedicato soprattutto alla sperimentazione di ritratti ambientati, reportage di viaggio, archeologia industriale e architettura urbana. www.matteoguariso.com “Il Portogallo ed il Friuli Venezia Giulia hanno in comune la  condizione di margine sia culturale che storico- geografico – ha commentato Alessandro Verona, Presidente di Vicino/Lontano - condizione che oltre ad averne tutelato l’integrità le ha fatte crescere su se stesse rafforzandone  l’identità. La stessa Piazza Unità a Trieste ha il medesimo impianto della Praca do Commercio di Lisbona. Abbiamo pertanto accolto con piacere questo progetto che, grazie al gruppo Autostar, porta un importante contributo alla nostra manifestazione.” Spaziocultura di Gruppo Autostar è arte, musica, letteratura, fotografia, poesia, incontri con gli autori per un contenitore multiforme di eventi, incontri e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Spaziocultura di Gruppo Autostar e Vicino/Lontano portano a Udine la mostra fotografica</strong> che narra tradizioni vicine/lontane e tutta la bellezza, il fascino ancestrale e il rapporto unico tra terra, persone e cavalli.</p>
<p><strong>Novembre 2012, Golega, Portogallo, a circa 50 km da Lisbona. </strong></p>
<p>Una raccolta di scatti che raccontano il rapporto simbiotico tra una città e il più elegante e indomito degli animali, il cavallo Lusitano. Una volta all’anno, per due settimane, la città di Golega si anima grazie alla Fiera di San Martino: le strade si riempiono di magnifici cavalli, puledri e stalloni, di esibizioni equestri, di spettacoli e cavalieri di ogni età.</p>
<p>L’antica disciplina del dressage, che richiede una conoscenza e una condivisione quasi simbiotica tra animale e cavaliere, avviene per le strade, nelle piazze, tra giovani, bambini e anziani come in un bellissimo rito che celebra uomo e natura.</p>
<p><strong>Il fotografo_MATTEO GUARISO</strong></p>
<p>Milanese di nascita, Matteo Guariso &#8211; classe 1967 &#8211; vive a Udine dal 2007. Ha frequentato l&#8217;Istituto Europeo di Design di Milano studiando Fashion Photography, ha collaborato con numerose agenzie fotografiche producendo ritratti di celebrità. Oggi il suo lavoro è dedicato soprattutto alla sperimentazione di ritratti ambientati, reportage di viaggio, archeologia industriale e architettura urbana. <a href="http://www.matteoguariso.com"><strong>www.matteoguariso.com</strong></a></p>
<p><em>“Il Portogallo ed il Friuli Venezia Giulia hanno in comune la  condizione di margine sia culturale che storico- geografico </em>– ha commentato <strong>Alessandro Verona</strong>, Presidente di Vicino/Lontano -<em> condizione che oltre ad averne tutelato l’integrità le ha fatte crescere su se stesse rafforzandone  l’identità. La stessa Piazza Unità a Trieste ha il medesimo impianto della Praca do Commercio di Lisbona. Abbiamo pertanto accolto con piacere questo progetto che, grazie al gruppo Autostar, porta un importante contributo alla nostra manifestazione.”</em></p>
<p><strong>Spaziocultura </strong>di Gruppo Autostar è arte, musica, letteratura, fotografia, poesia, incontri con gli autori per un contenitore multiforme di eventi, incontri e mostre che hanno un denominatore comune, il profondo legame con il territorio.</p>
<p><em>Spaziocultura è un nuovo modo per coinvolgere i nostri clienti e per offrire loro sempre qualcosa in più</em> &#8211; spiega <strong>Arrigo Bonutto</strong>, Presidente del Gruppo -<em> La strada da noi percorsa per rispondere al momento di difficoltà economica è dare qualcosa che vada oltre il business e il mondo delle automobili, emozione, immaginazione, restando sempre fedeli alla filosofia Autostar”.</em></p>
<p>La mostra è allestita negli spazi dell’ex libreria Carducci, un luogo di cultura “per eccellenza” che riprende vita con gli scatti di Guariso. Un ringraziamento particolare va al proprietario della libreria <strong>Fausto Feruglio</strong> che ha concesso gli spazi gratuitamente proprio nella filosofia di far rivivere il centro cittadino attraverso il recupero dei luoghi storici e degli spazi commerciali inutilizzati.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Feira do São Martinho</strong></p>
<p>3 -13 maggio 2013</p>
<p><strong>Spaziocultura@ex Libreria Carducci (</strong>Piazza XX Settembre, 16)</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>ORARI</strong></p>
<p><strong>Inaugurazione</strong>: giovedì 2 maggio, ore 19</p>
<p>Lunedi – Venerdì: 17 &#8211; 21</p>
<p>Sabato e Domenica 10 &#8211; 21</p>
<div></div>
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		<item>
		<title>FEFF. Il Gelso d’Oro 2013 alla Corea del Sud.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 12:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura e spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[FEFF]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pubblico di Udine incorona la Corea del Sud. L’irresistibile commedia How To Use Guys With Secret Tips di Lee Won-suk si è aggiudicata,
a furor di popolo, il Gelso d’Oro 2013. Sul podio anche la Thailandia e Hong Hong. La quindicesima edizione chiude con 50.000 spettatori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;"><em>Il pubblico di Udine incorona la Corea del Sud. L’irresistibile commedia How To Use Guys With Secret Tips di Lee Won-suk si è aggiudicata, a furor di popolo, il Gelso d’Oro 2013. Sul podio anche la Thailandia e Hong Hong. La quindicesima edizione chiude con 50.000 spettatori.</em></span></p>
<p>UDINE – Il pubblico del Far East Film Festival non ha avuto dubbi: <strong>il Gelso d’Oro 2013 non poteva che andare alla Corea del Sud</strong> per l’irresistibile commedia <em><strong>How To Use Guys With Secret Tips</strong></em>! Cultura pop al quadrato (anzi: al cubo) e un regista, il simpaticissimo Lee Won-suk, diventato l’idolo degli spettatori! Sul secondo gradino del podio, con pochi voti di scarto, si è piazzato il geniale thai pulp Countdown dell’esordiente Nattawut Poonpiriya (ed esordisce, va detto, anche la Thailandia, finora mai premiata!), mentre il raffinato biopic Ip Man – The Final Fight di Herman Yau (vecchio e caro amico del FEFF) ha garantito la medaglia di bronzo ad Hong Kong.</p>
<p><strong>Il Gelso Nero degli accreditati Black Dragon</strong> ha invece raggiunto Taiwan, per il dramma Touch of the Light di Chang Jung-chi, mentre i web-giurati di MYmovies hanno preferito l’eccentrico It’s Me, It’s Me del giapponese Satoshi Miki, accompagnato sul palco del Teatro Nuovo (per la gioia delle ammiratrici di mezzo pianeta) dal pop idol Kamenashi Kazuya. Dopo gli applausi calorosi della Closing Night, <strong>dunque, è tempo di bilancio per Far East Film 15.</strong> Un’edizione che, a dispetto dei massicci tagli subiti, è riuscita ancora una volta a tagliare il traguardo in rigoroso FEFF style, tra sold out, file chilometriche ed eventi speciali: dalla consegna del Gelso d’oro alla carriera al gigante sudcoreano Kim Dong-ho, uomo di pace e di cinema, fino alla storico (davvero storico) incontro con l’attrice Hang Jong Sim e la produttrice Ryom Mi Hwa, giunte a Udine direttamente da Pyongyang per presentare la favola nordcoreana Comrade Kim Goes Flying. Le cifre? Il festival udinese ha sostanzialmente raggiunto e confermato le soglie del 2012, rispondendo con forza alla drastica riduzione del budget: 50 mila spettatori in sala, 1200 accreditati (le provenienze coprono 16 nazioni), 100 mila euro d’incasso (tra sbigliettamenti e accrediti).</p>
<p>Diverse migliaia, inoltre, le persone messe in circolo dal fitto calendario delle attività collaterali, culminate nell’affollatissimo Far East Cosplay Contest del 25 aprile. Lasciando parlare ancora le cifre: <strong>il bookshop ha venduto 2000 pezzi (tra libri, t-shirt, poster, Dvd, gadget)</strong>, il sito ufficiale (<a href="http://www.fareastfilm.com" target="_blank">www.fareastfilm.com</a>) ha superato ancora una volta i <strong>50.000 visitatori unici</strong> da metà aprile e la pagina ufficiale su Facebook (<a href="http://www.facebook.com/UdineFarEastFilm" target="_blank">www.facebook.com/UdineFarEastFilm</a>) ha sfondato il tetto dei 10 mila iscritti. Anche quest’anno, dunque, Far East Film ha potuto contare sul supporto di un pubblico davvero fedelissimo (europeo e internazionale) composto da giornalisti, critici, studenti di cinema, esperti, addetti ai lavori e, soprattutto, gente che ama le visioni d’Oriente. Senza, ovviamente, dimenticare il prezioso contributo degli oltre 150 volontari che hanno affiancato lo staff. Ancora un bilancio da incorniciare, dunque, sia in termini quantitativi che qualitativi: il valore del programma è stato ampiamente certificato da nomi e titoli già iscritti all’albo d’oro del nuovo cinema asiatico!</p>
<p>Udine Far East Film Festival &#8211; Centro Espressioni Cinematografiche Via Villalta, 24 &#8211; 33100 Udine (Italy) &#8211; <a href="http://www.fareastfilm.com" target="_blank">www.fareastfilm.com</a></p>
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		<title>Un futuro sostenibile contro lo spreco alimentare</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 08:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Biagio Liotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Lions per un futuro sostenibile contro lo spreco alimentare” questo il titolo di un importante convegno che si terrà il prossimo 11 maggio a Gorizia a palazzo “Attems Patzenstein” in piazza De Amicis. L’evento è il frutto della sinergia dei Lions Club: Gorizia Host, Gorizia Maria Theresia, Gradisca Cormons e Monfalcone. Presidente del comitato organizzatore, Mimmo Calò che ha voluto sottolineare l’attualità della tematica nella considerazione che: “…la crisi economica ha determinato nuove povertà alle quali dobbiamo dare una risposta concreta”. Lo spreco alimentare, infatti, è un fenomeno complesso e sintomo di malfunzionamento generale del modello di sviluppo socio economico. Per fronteggiare questa problematica, i Lions dell’isontino hanno voluto realizzare questo evento in collaborazione con la Croce Rossa di Gorizia e Monfalcone, l’Emporio della solidarietà di Gorizia, la Caritas Diocesana, gli assessorati ai servizi sociali di Gorizia, Gradisca, Cormons, Monfalcone, della provincia di Gorizia, della Fondazione banco Alimentare e il Centro Grande distribuzione della Despar Friuli Venezia Giulia. “I Lions con il loro impegno- scrive Calò- intendono sensibilizzare la comunità, traguardando un rapido concreto incremento dell’attuale platea di donatori nell’intento di ampliare l’attuale rete di solidarietà, sostenendo formule organizzative come l’Emporio della Solidarietà…”. I lavori del convegno saranno introdotti dal presidente di zona dei Lions, Paola Predolin Silvestri e conclusi dal presidente circoscrizionale Matteo Fontana. Fra i relatori: Francesco Marangon dell’Università di Udine, Fabio Silva della Banca Etica, Marco Lucchini della Fondazione Banco Alimentare, Fabrizio Cicero Santalena della Despar Friuli Venezia Giulia. Nella stessa giornata si terrà anche una tavola rotonda dal titolo: “ dallo spreco alimentare alla solidarietà per un futuro sostenibile: Onlus ed istituzioni a confronto”. foto (FLB)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;</strong>Lions per un futuro sostenibile contro lo spreco alimentare” questo il titolo di un importante convegno che si terrà il prossimo 11 maggio a Gorizia a palazzo “Attems Patzenstein” in piazza De Amicis.</p>
<p>L’evento è il frutto della sinergia dei Lions Club: Gorizia Host, Gorizia Maria Theresia, Gradisca Cormons e Monfalcone.</p>
<p>Presidente del comitato organizzatore, Mimmo Calò che ha voluto sottolineare l’attualità della tematica nella considerazione che: “…<em>la crisi economica ha determinato nuove povertà alle quali dobbiamo dare una risposta concreta</em>”.</p>
<p>Lo spreco alimentare, infatti, è un fenomeno complesso e sintomo di malfunzionamento generale del modello di sviluppo socio economico.</p>
<p>Per fronteggiare questa problematica, i Lions dell’isontino hanno voluto realizzare questo evento in collaborazione con la Croce Rossa di Gorizia e Monfalcone, l’Emporio della solidarietà di Gorizia, la Caritas Diocesana, gli assessorati ai servizi sociali di Gorizia, Gradisca, Cormons, Monfalcone, della provincia di Gorizia, della Fondazione banco Alimentare e il Centro Grande distribuzione della Despar Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>“<em>I Lions con il loro impegno</em>- scrive Calò- <em>intendono sensibilizzare la comunità, traguardando un rapido concreto incremento dell’attuale platea di donatori nell’intento di ampliare l’attuale rete di solidarietà, sostenendo formule organizzative come l’Emporio della Solidarietà</em>…”.</p>
<p>I lavori del convegno saranno introdotti dal presidente di zona dei Lions, Paola Predolin Silvestri e conclusi dal presidente circoscrizionale Matteo Fontana.</p>
<p>Fra i relatori: Francesco Marangon dell’Università di Udine, Fabio Silva della Banca Etica, Marco Lucchini della Fondazione Banco Alimentare, Fabrizio Cicero Santalena della Despar Friuli Venezia Giulia. Nella stessa giornata si terrà anche una tavola rotonda dal titolo: “ dallo spreco alimentare alla solidarietà per un futuro sostenibile: Onlus ed istituzioni a confronto”.</p>
<p><strong>foto (FLB)</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>FEFF è boom di presenze con 50.000 spettatori</title>
		<link>http://www.genius-online.it/2013/04/28/feff-e-boom-di-presenze-con-50-000-spettatori/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Apr 2013 18:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sarah Gherbitz</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FEFF]]></category>
		<category><![CDATA[meritevoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[50 mila spettatori in sala, 1200 accreditati (le provenienze coprono 16 nazioni), 100 mila euro d’incasso (tra sbigliettamenti e accrediti). Diverse migliaia, inoltre, le persone messe in circolo dal fitto calendario delle attività collaterali, culminate nell’affollatissimo Far East Cosplay Contest del 25 aprile. Questo il trionfale bilancio del 15esimo Far East Film, un’edizione che, a dispetto dei massicci tagli subiti, è riuscita ancora una volta a tagliare il traguardo tra sold out, file chilometriche ed eventi speciali. La cerimonia di premiaizone, come sempre seguitissima, ha visto trionfare la commedia sudcoreana “How To Use Guys With Secret Tips” di Lee Won-suk. Sul secondo gradino del podio, con pochi voti di scarto, si è piazzato il geniale thai pulp “Countdown” dell’esordiente Nattawut Poonpiriya  mentre il raffinato biopic “Ip Man – The Final Fight” di Herman Yau ha garantito la medaglia di bronzo ad Hong Kong. Gli altri due premi del festival, il Black Dragon Audience Award e il MyMovies Audience Award, sono andati rispettivamente al dramma taiwanese “Touch ofthe Light” di Chang Jung-chi, e al surreale film nipponico “It&#8217;s Me, It&#8217;s Me” del giapponese Satoshi Miki. Tra i momenti da incorniciare di quest&#8217;edizione, la consegna del Gelso d’oro alla carriera al gigante sudcoreano Kim Dong-ho, uomo di pace e di cinema, fino alla storico incontro con l’attrice Hang Jong Sim e la produttrice Ryom Mi Hwa, giunte a Udine direttamente da Pyongyang per presentare la favola nordcoreana “Comrade Kim Goes Flying”. Ma il vincitore di quest&#8217;edizione è senz&#8217;altro il pubblico dei &#8216;feffers&#8217;, ovvero i fedelissimi del festival udinese, un pubblico europeo e internazionale composto da giornalisti, critici, studenti di cinema, esperti, addetti ai lavori e, soprattutto, gente che ama le visioni d’Oriente. E già in trepida attesa dell&#8217;edizione n.16, i cui primi rumors già parlano di una retrospettiva sulla fantascienza giapponese dagli ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">50 mila spettatori in sala, 1200 accreditati (le provenienze coprono 16 nazioni), 100 mila euro d’incasso (tra sbigliettamenti e accrediti). Diverse migliaia, inoltre, le persone messe in circolo dal fitto calendario delle attività collaterali, culminate nell’affollatissimo Far East Cosplay Contest del 25 aprile.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Questo il trionfale bilancio del 15esimo Far East Film, un’edizione che, a dispetto dei massicci tagli subiti, è riuscita ancora una volta a tagliare il traguardo tra <em>sold out</em>, file chilometriche ed eventi speciali. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">La cerimonia di premiaizone, come sempre seguitissima, ha visto trionfare la commedia sudcoreana “How To<em> </em>Use Guys With Secret Tips” di Lee Won-suk. Sul secondo gradino del podio, con pochi voti di scarto, si è piazzato il geniale thai pulp “Countdown”<em> </em>dell’esordiente Nattawut Poonpiriya  mentre il raffinato biopic “Ip Man – The Final<em> </em>Fight” di Herman Yau ha garantito la medaglia di bronzo ad Hong Kong.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Gli altri due premi del festival, il Black Dragon Audience Award e il MyMovies Audience Award<strong>,</strong> sono andati rispettivamente al dramma taiwanese “<span style="color: #222222;">Touch of</span><span style="color: #222222;">the Light”</span> di Chang Jung-chi, e al surreale film nipponico “It&#8217;s Me, It&#8217;s Me” del giapponese Satoshi Miki.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Tra i momenti da incorniciare di quest&#8217;edizione, la consegna del Gelso d’oro alla carriera al gigante sudcoreano Kim Dong-ho, uomo di pace e di cinema, fino alla storico incontro con l’attrice Hang Jong Sim e la produttrice Ryom Mi Hwa, giunte a Udine direttamente da Pyongyang per presentare la favola nordcoreana “Comrade Kim Goes Flying”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Ma il vincitore di quest&#8217;edizione è senz&#8217;altro il pubblico dei &#8216;feffers&#8217;, ovvero i fedelissimi del festival udinese, un pubblico europeo e internazionale composto da giornalisti, critici, studenti di cinema, esperti, addetti ai lavori e, soprattutto, gente che ama le visioni d’Oriente. E già in trepida attesa dell&#8217;edizione n.16, i cui primi<em> rumors</em> già parlano di una retrospettiva sulla fantascienza giapponese dagli anni &#8217;50 agli &#8217;90 e un focus dedicato al ruolo degli sceneggiatori nel cinema asiatico&#8230;</span></span></p>
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