Far East Film Festival: presentata a Udine l’edizione 2015

Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche del Centro Espressioni Cinematografiche di Udine hanno presentato al Visionario, mercoledì 8 aprile, la diciassettesima edizione del Far East Film Festival (dal 23 aprile al 2 maggio): il festival del cinema popolare e di genere dell’estremo Oriente, giunto quest’anno alla sua diciassettesima edizione.

“Un festival che”, come ha sottolineato Thomas Bertacche, “porta credito non solo alla città di Udine, ma alla regione e, soprattutto, allo Stato italiano. Il percorso che abbiamo iniziato quest’anno va in questa direzione: abbiamo voluto un evento inaugurale fortissimo, oltre le nostre possibilità economiche. Abbiamo voluto aprire il Festival con un appuntamento musicale per evidenziare, con un altro linguaggio, i legami che ci uniscono alla cultura asiatica: il linguaggio universale della musica, che non ha bisogno di traduzioni”.

Il Far East Film Festival si aprirà così, giovedì 23 aprile, con il concerto-evento di Joe Hisaishi, un autentico gigante della musica del nostro tempo, per la prima volta in Italia. Compositore, pianista, direttore d’orchestra, regista, scrittore, Hisaishi ci riporta alle splendide colonne sonore scritte per Miyazaki e Kitano, e a “Departures” di Takita Yojiro, miglior film straniero agli Oscar 2009. Un concerto-evento quello di Hisaishi già entrato nella storia per aver registrato il tutto esaurito in trentasei ore di prevendita.

Ma veniamo ai film in programma: sono 70 e provenienti da 11 diverse aree geografiche dell’Asia (Hong Kong, Giappone, Cina, Corea del Sud, Singapore, Filippine, Taiwan, Thailandia, Indonesia, Vietnam e, per la prima volta, Cambogia). 13 sono le anteprime internazionali e 25 quelle europee. Una selezione effettuata a partire da ben 400 titoli e accessibile, senza sovrapposizioni, nelle diverse fasce: del mattino, del pomeriggio, serale e notturna.

Sono questi i numeri della diciassettesima edizione, accompagnata dal Festival trailer del regista friulano Carlo Zoratti che, in quaranta secondi, è riuscito a cogliere le emozioni che si possono vivere al FEFF. Una sorta di effetto-domino degli occhi e del cuore, un viaggio diverso per ogni singolo viaggiatore, un’avventura nella quale immergersi e, magari, perdersi.

“Un evento davvero internazionale la cui ricaduta economica”, come ha evidenziato Gianni Torrenti, assessore alla cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, “va ben oltre al periodo del festival”. Un evento che Furio Honsell, sindaco di Udine, accompagnato da Federico Pirone, assessore alla cultura, definisce “uno degli appuntamenti più significativi per la città di Udine. Le giornate del FEFF sono il momento per vivere in maniera positiva la globalizzazione, perché ci si scopre veramente cittadini del pianeta. E poi, attraverso il FEFF tanti conoscono Udine nel mondo. Mi fa piacere anche ricordare che nella scelta fatta come amministrazione comunale c’è Paolo Vidali, Presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, nonché Direttore del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. Tutti elementi che, senza dubbio, favoriscono questo tipo di percorso. E poi, c’è la città animata in tutte le sue piazze, anche per coloro che non troveranno un posto a teatro…”.

Grande reputazione internazionale dunque per il Far East Film, la cui forza sta proprio nella sua particolarità: essersi specializzato nel cinema popolare e di genere dell’estremo Oriente, diventando da subito un riferimento europeo per l’industria cinematografica asiatica. Lo sanno bene tutti i fareasters (una famiglia tanto vasta quanto trasversale che include appassionati, giornalisti, addetti ai lavori, studenti, docenti, semplici curiosi) che accorreranno al Teatro Nuovo e al Visionario di Udine per una dieci giorni, dal 23 aprile al 2 maggio, dal mattino a notte fonda, fra film, incontri con gli ospiti, workshop e un centinaio di appuntamenti disseminati nelle piazze e nelle vie del centro.

Opening Night e Closing Night imperdibili segnano lo svilupparsi del festival. Il film d’apertura è, infatti, il super kolossal “Dragon Blade”, dove Oriente e Occidente non sono mai stati così vicini dal punto di vista dello star system e di quello narrativo. Da un lato Jackie Chan è al fianco di Adrien Brody e John Cusack. Dall’altro antichi romani e guerrieri della Dinastia Han si scontrano sulla Via della Seta, regalando al pubblico 127 minuti di entusiasmante spettacolo! Con questo kolossal la Cina ha sfidato apertamente Hollywood, riuscendo a realizzare una delle produzioni più sontuose della propria storia cinematografica.

Il film di chiusura è, invece, l’epic action mozzafiato: “The Taking of Tiger Mountain”. Dalle pagine del romanzo “Tracce nel bosco innevato”, molto noto in Cina, ecco palesarsi il duello tra il bandito Hawk, asserragliato in una fortezza durante la guerra civile del 1946, e l’investigatore Yang, infiltrato sotto copertura tra le fila della banda criminale. Riuscirà il nostro eroe, per conto dell’Esercito di liberazione, a fare giustizia? Il film di Tsui Hark, noto per le mitiche saghe di “Once Upon a Time in China” e “Detective Dee”, ha incassato 150 milioni di dollari al box office fino allo scorso marzo e rappresenta il decimo incasso più alto di tutti i tempi in Cina. Il film sarà proiettato contemporaneamente al Teatro Nuovo e, nella versione in 3D, al Cine Città Fiera.

Fra questi due film evento, potremo apprezzare “Parasyte: part 1” e “Parasyte: part 2”, sci-fi horror di Yamazaki Takashi (trionfatore dell’ultimo Audience Award udinese con “The Eternal Zero”) e il mega thriller “Helios” di Longman Leung e Sunny Luk, coppia vincente di “Cold War”, che il pubblico potrà ammirare in contemporanea con Hong Kong.

E ancora: il debutto alla regia di Han Han, autore di un blog con 450 milioni di accessi all’anno e 15.000 commenti giornalieri, forse il personaggio più influente dell’intera Cina. Un personaggio così potente che la censura, a parte chiudergli una rivista di critica letteraria, deve fare un passo indietro! I suoi libri, pubblicati anche in Italia, descrivono il disorientamento della generazione dei trentenni cinesi, e lo stesso fa “The Continent”, che il FEFF presenta in anteprima internazionale.

Anche cinque film non orientali per questa edizione del festival: sono il tributo al Festival del fantastico di Sitges in Catalogna. Oltre a Sitges, il FEFF rafforza i suoi legami con il Festival di Puchon in Corea e con il Festival di Singapore.

Si inaugura quest’anno anche il primo Far East Film Campus, una scuola di giornalismo per otto ragazzi, quattro provenienti dall’Europa e quattro dall’Asia. Saranno loro gli ambasciatori del Far East Film – un festival che brilla sulle pagine di Variety tra i cinquanta più importanti del mondo – e della nostra regione.

Ph: archivio Far East Film Festival