Fabio de Visentini: “E se internet fosse un monito celeste? “.

Non va bene esagerare o bestemmiare.. però guarda caso, quando il mondo evidenzia sintomi di disorientamento, miracolosamente arriva qualche segnale che  ci impone di ragionare, di ritornare con i piedi sulla terra.

Perchè la terra è l’habitat dell’uomo, mentre gli spazi celesti sono ambito di forze superiori e inarrivabili. 

Oggi l’uomo, individualista e un po’ arrogante, si illude della libertà di pensiero e d’azione  che gli viene garantita dal benessere e dalla tecnologia. Apparentemente onnipotente, può andare dove vuole e acquistare tutto quello che il suo borsellino gli consente, alla ricerca di una felicità dalle sembianze sospette, dai contorni sfuggenti. E, in più, il numero di persone in grado di incidere direttamente sul proprio destino è cresciuto esponenzialmente negli ultimi decenni. Ovviamente, per quanto cresciuto, parliamo di quel 20% del mondo che utilizza la quasi totalità delle risorse del mondo stesso, perchè, per la restante gran parte, la questione dell’eccesso di libertà e tecnologia certamente non si pone..

Prendiamo atto che il 70% degli italiani si dichiara infelice, solo il 2% “molto felice”. Forse l’iPhone non basta ad essere felici?!

E’ curioso sapere che se prendiamo due persone simili per età, cultura, ceto e stili di vita,  praticamente due gemelli comportamentali, il loro profilo su internet può essere diametralmente diverso. Libertà ai livelli estremi o, forse, assenza di riferimenti? Internet è una magia del tempo che consente di ribaltare qualsiasi valore: il tema è capire se l’uomo di oggi è realmente capace di vivere senza riferimenti o se si perde nell’infinito, in preda ad un’agorafobia che non sa joseph pachorek alteril diagnosticare. Il mondo globalizzato e in rete sembra essere diventato troppo grande per chi non conosce i linguaggi e le culture necessarie ad abbracciarlo tutto e così, paradossalmente, riacquistano valore i dialetti, la fede per la squadra di calcio locale, il divano dal quale osservare il mondo dalla TV o dal PC. Alla fine tutto sembra rinchiudersi in confini protetti, entro i quali i riferimenti sono garantiti.

Se i riferimenti non sono evidenti e accettati, è la nostra insicurezza a rendere icone inattaccabili alcune certezze che scegliamo random dai nostri plurimi scenari, così la Nutella diventa un pilastro gastronomico-affettivo anche se il mondo cerca ingredienti naturali e la vendita dei cellulari cresce anche se la soglia di povertà si è alzata pericolosamente.

Se abbiamo il mal di pancia cerchiamo la cura in rete, inconsapevoli di optare per scelte che autodeterminiamo attraverso meccanismi irrazionali e incolti tra le mille possibilità offerte, superando la competenza del medico.

La fede si sposta sul tifo calcistico e i suoi miti ricchi e sempliciotti o su spettacolari politici-star televisivi che affascinano grandi e piccini con linguaggi e argomenti che colpiscono i sentimenti.

E così, individualisti ubriacati dalla libertà sembriamo barcollare in cerca di paracarri su cui appoggiarsi per avere certezze, un po’ infelici e un po’ annoiati..

E se fosse davvero un segnale? Un riferimento vero non può essere un bene materiale o una star della TV, serve molto di più e deve toccare lo spirito: che sia ideologia o religione, in questo momento ne subiamo la carenza.

Augh.