Esportare Portopiccolo all’estero, tra cuore e marketing

Abbiamo strappato un’intervista a Silvia Pasut, responsabile dell’International Sales di Portopiccolo. Con lei capiremo come si affronta una sfida come quella di proporre una nuova realtà turistica ed immobiliare di altissimo livello all’interno di un panorama come quello italiano che a prima vista potrebbe sembrare già saturo di proposte. Leggere per credere.

Cosa cerca un potenziale acquirente estero in una casa di Portopiccolo?Portopiccolo risponde perfettamente ad un idea di bellezza che all’estero viene facilmente associata all’immagine del nostro paese. Questo concetto risulta ancora più enfatizzato per i popoli mittleuropei, che il sole ed una certa qualità della vita sono impossibilitati ad averli per questioni geografiche, logistiche o per fattori legati al lifestile tipicamente italiano. È soprattutto questo che un acquirente internazionale cerca in Italia ed è esattamente il messaggio che noi stiamo cercando di trasmettere quando parliamo di Portopiccolo. Se in altri luoghi, come Venezia o Roma, l’informazione arriva senza bisogno di essere promossa attivamente, anche grazie alla storia plurisecolare di queste città, per quanto riguarda la realtà di Portopiccolo, i concetti devono essere comunicati. Tutta l’attività di sales va quindi di pari passo ad uno sforzo di marketing volto ad evidenziare l’attrattività di questa location, la quale ha di certo i requisiti per divenire un gate sull’Adriatico, grazie allo sbocco sul mare ed alla presenza di una marina, ed in cui ciò che si acquista è ben più di un’abitazione: si acquista un modo di vivere, si acquistano dei servizi che, in particolare per gli stranieri, facilitano la possibilità di conoscere il resto d’Italia vivendo in un luogo che preserva un contatto unico con la natura. Sulla base di questi elementi strutturiamo la nostra campagna pubblicitaria all’estero che si concentra per ora su alcuni mercati salienti come la Germania e l’Austria, per via della loro vicinanza e la possibilità di collegamenti facili, offerti dall’aeroporto di Monaco o Lubiana su Trieste. Guardiamo con molta attenzione anche all’Est Europa ed all’emergere di nuove classi facoltose alla ricerca di un riscatto sociale anche attraverso l’acquisto di un immobile prestigioso nel Bel Paese. Partendo dagli ambiti dove la connessione è più facile, ci siamo addentrati poi in mercati più difficili come ad esempio l’Inghilterra e la Svizzera per via del loro potere d’acquisto molto forte. Il target di riferimento si ricollega spesso anche al mondo della nautica, fatto che ci ha portato ad esempio a voler essere presenti su riviste di settore  come “Boat International”, nel tentativo di spiegare Portopiccolo non solo nella sua componente immobiliare ma anche sotto il fronte del Marina e dello Yacht Club. Lavoriamo quindi anche su canali non puramente immobiliari per esaltare tutti quei prodotti che fanno da contorno all’offerta di Portopiccolo e che finiscono per dare un assist decisivo alla componente legata all’housing.

Portopiccolo vista d’inverno resta attrattiva all’estero?
Partirei dalla considerazione del fatto che un inverno italiano è in ogni caso più felice del suo equivalente tedesco. In Germania si ha una media di 45 giorni di sole annui. E tale dato diminuisce arrivando in Olanda o Danimarca. Partendo da questo dato è immediatamente comprensibile come anche i mesi che in Italia fanno da contorno all’alta stagione, penso al periodo da marzo a maggio e poi da settembre ad ottobre, restano comunque molto interessanti, in particolare in Nord Europa. L’Italia quindi all’estero presenta una stagionalità molto più allargata di quella che si percepisce dall’interno. Ad ogni modo stiamo organizzando dei servizi che possano de-stagionalizzare la location come la SPA e gli eventi di natura sportiva come quelli legati al mondo della vela, dello sport o, ancora, del food and beverage. Per questi motivi abbiamo dotato i nostri ristoranti di chef di prim’ordine che possano garantire un servizio di top gamma tutto l’anno.

Il territorio friulano si è rivelato in grado di fornire un assist a Portopiccolo in termini di offerta?
Sicuramente si deve migliorare sempre di più. Rispetto a molte altre regioni ha avuto qualche difficoltà in passato a mettere a sistema le molte risorse disponibili ma l’avvento di nuove figure in posizioni chiave in tema di turismo stanno favorendo in questi anni una progressiva ascesa della realtà FVG a livello nazionale. Si sta assistendo in questo ultimo periodo in un serio sforzo per potenziare la rete infrastrutturale della regione per migliorare i collegamenti con Venezia prima e con il resto d’Italia poi. Ci si sta muovendo verso una logica di sistema e di gioco di squadra sulla quale contiamo molto. Portopiccolo d’altronde si pone come l’unica location di livello che la regione può offrire e diventa così nell’interesse della regione valorizzarla.

Quanto funziona la narrazione della Mittleuropa all’estero?
Il contesto mittleuropeo funziona molto in questa zona d’Italia visti i natali asburgici di Trieste che, oltretutto, la baia di Sistiana esalta con lo splendido albergo austriaco e per le radici culturali e multietniche che la caratterizzano. I popoli delle zone limitrofe sono quindi culturalmente e storicamente molto attratti da questa zona d’Italia. Portopiccolo può offrire da parte sua la tutela di tutti i beni sotto la sua area d’influenza che provengono da un passato ben definito e che abbiamo tutta l’intenzione di conservare e tramandare.

I vostri clienti li colpite al cuore oppure alla testa?
Sicuramente l’aspetto emozionale è fondamentale nella vendita di prodotti di livello come quello che offriamo noi. Si deve per questo uscire dalle logiche euro su metro quadro, cercando di far considerare al cliente il prodotto nella sua interezza e non solo nell’ambito commerciale. Per superare la rigidità dovute alla contropartita economica che si richiede per l’acquisto di un immobile a Portopiccolo puntiamo senz’altro all’aspetto esperienziale ed emozionale, quindi direi al cuore.