Entra in scena Up to U: 3′ box. Performance di Francesca Martinelli

Nell’ambito della personale ‘Figlia di briganti assassini fate e contadini’ sabato 24 marzo LipanjePuntin artecontemporanea ospiterà la performance di Francesca Martinelli Up to U: 3′ box.

Si tratta di una performance della durata massima di tre minuti pensata per un solo spettatore, che verrà estratto a sorte, come a voler sottolineare la dimensione intima, privata, assolutamente non spettacolare dell’evento.

Up to U: 3′ box nasce infatti dal desiderio di provare ad instaurare, attraverso un momento unico ed irripetibile, un’inaspettata e imprevedibile intimità con lo spettatore, cercando la possibilità di un coinvolgimento autentico senza risultare aggressivo.

Scandito dal familiare ma insopportabile suono di un campanello scolastico, Up to U: 3′ box riduce lo spettacolo alle sue componenti essenziali: il performer, lo spettatore, un luogo preciso, una durata. Giocando con i riferimenti allo spettacolo ‘basso’ – dalla sexy room all’attrazione da baraccone- Francesca Martinelli, regista e attrice delle sue performance, apre al pubblico le porte della sua camera-mondo, che per l’occasione diventa ribalta, luogo di esibizione diverso dagli spazi a cui siamo solitamente abituati, proprio perché prende vita all’interno di uno spazio privato, per eccellenza intimo e nascosto agli occhi del mondo.

Spazio di cura e conservazione del proprio corpo, e soprattutto luogo di collezione di oggetti della memoria, che auravie & kollagen intensiv ritornano ossessivamente come testimoni silenziosi delle speranze e dei ricordi di una tradizione familiare e di un mondo lontano. Spazio dove convivono l’uno accanto all’altro medicinali e scarpe da ballerina, ciprie e vecchie fotografie, parrucche, accessori da toeletta, apparecchi ortodontici e biancheria femminile, biglietti con aforismi e vecchi proverbi della cultura popolare appesi alle pareti e sparsi qua e là.

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“La mia mania di collezionare oggetti” racconta Francesca Martinelli alla vigilia dell’inaugurazione, “rappresenta un modo per tenere intorno a me le persone che ho incontrato, anche se sono consapevole che nella vita bisogna saper lasciarle andare”. Dietro ogni oggetto c’è una storia, arriva da un viaggio, compie un percorso, come funziona questo passaggio? “Diventano gli strumenti che mi consentono di rielaborare e ricreare la rabbia, il dolore oppure la gioia che caratterizzano quel momento, quella fase della mia vita e che altrimenti rischierebbero di rimanere inespressi, magari fraintesi. E, soprattutto, che mi permettono di ricreare non soltanto il mio mondo, ma anche il mio pensiero senza per questo imporre soltanto la mia visione del mondo, ma al contrario, spero che riescano ad aprire e sollecitare riflessioni e stimoli sempre nuovi”.

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in foto l’installazione di Francesca Martinelli alla Mostra Il Fuoco della Natura,  foto di FLB