ELON MUSK, OVVERO IL MODERNO ÜBERMENSCH

Quello che un solo uomo chiamato Elon Musk è stato in grado di fare rappresenta una rivoluzione scientifico-imprenditoriale che parte dai pagamenti digitali, attraversa il settore delle automobili elettriche di lusso e arriva a guardare lontano, con il sogno di portare la vita su Marte. Un sogno nemmeno molto lontano, visto che l’imprenditore sudafricano crea le prime navicelle spaziali private. 

Come tutti gli estimatori delle produzioni della Marvel ho sempre avuto un forte debole per Iron Man, che per anni ha dominato la mia personale classifica di supereroi. Grosse macchine, hangar, scienziati malvagi e Robert Downey Jr. che, con un sex appeal incredibile, infila quella tuta rossa e si fionda in cielo a salvare le persone. Ma poi mi capita sotto mano la biografia di Elon Musk e realizzo che l’amato “uomo di ferro” non è che un pseudo superuomo in confronto alla grandiosa e, a tratti, spaventosa figura dell’uomo che sta dietro al progetto di PayPal – il più famoso metodo di pagamento digitale e di trasferimento di denaro online –, del più grande investitore nella automobile elettrica Tesla, ma soprattutto del fondatore, direttore e ‘principe delle stelle’ della Space Exploration Technologies Corporation meglio nota come di SpaceX: un programma per la costruzione di lanciatori spaziali a razzo (Falcon 1 e Falcon 9) che è stato in grado di lanciare nello spazio le prime navicelle spaziali private, di concludere accordi milionari con il Governo (non il nostro, beninteso) e di immaginare, in un futuro nemmeno così lontano, la colonizzazione di Marte – il pianeta rosso. 

Ma nell’ambito imprenditoriale c’è dell’altro. La sua genialità e quella rapidità di pensiero si riconoscono nei suoi investimenti sul fotovoltaico con la co-fondazione di SolarCity o con Halcyon Molecular, che lavora sulle biotecnologie per l’estinzione delle più gravi malattie che colpiscono l’uomo. E ancora OpenAI (Artificial Intelligence) fondata nel 2015, che studia l’intelligenza artificiale a beneficio dell’uomo, come la startup Neurolink che nasce lo scorso anno e punta addirittura a collegare la mente umana con l’intelligenza artificiale. Ultimo, ma non per importanza, il rivoluzionario sistema di trasporto ad alta velocità chiamato Hyperloop di cui probabilmente sentiremo parlare e che lo stesso Musk definisce la ‘fifth way’ futuristica che si sostituirà a trasporto marittimo, aereo, su gomma o rotaie.  

Con queste evidenze non è quindi casuale che nel 2016 Forbes lo annoveri nella lista delle persone più potenti al mondo, riservandogli addirittura una posizione nella Top 30 (dove si posizione al 21esimo posto). Elon Musk è davvero un superuomo? Forse sì, ma ancor più incredibile è la sua vita piena delle sorprese più impensabili. La biografia personale di Musk, l’unica direttamente approvata da lui, svela una vita eccezionale: quella di un uomo che si è trovato nel posto (giusto) – Silicon Valley, il regno della genialità imprenditoriale e scientifica statunitense – dove ogni scienziato pazzo è il benvenuto! E nei momenti più difficili della sua vita ha sempre trovato qualcuno in grado di appoggiarlo e di credere che proprio da quel cespuglio sarebbe uscito il coniglio. 

Elon Musk non è un ragazzo qualunque, nato in una famiglia di operai.

Figlio di una coppia di straordinari avventurieri, lui stesso è un wunderkind, un bambino prodigio in grado di restare immobile per ore sin dall’età di 5 anni – cosa impossibile per tutti i bambini che si rispettino. E mentre i genitori lo trascinano da un otorino all’altro per capire se soffra di problemi di udito, il giovanissimo Elon risolve nella sua piccola testa problemi di dimensioni mondiali in uno stato di totale concentrazione. 

Giovanissimo, parte per gli Stati Uniti dove inizia la sua incredibile storia. Una storia che somiglia a un film d’azione dove a recitare sono i migliori ingegneri, economisti, saldatori, donne delle pulizie o segretarie che si possano immaginare. Elon Musk è il grandioso motore di questa follia chiamata “Come conquistare il mondo, lo spazio e costruire una colonia su Marte”. Per diversi anni seleziona attentamente un’équipe che cambia in continuazione fatta di kamikaze geniali – supereroi fino alla punta delle dita – che si alzano contro le lobby petrolifere, l’amministrazione e quello status quo che continuamente inghiotte budget enormi, per distruggere tutte le aspettative sul modo di fare scienza, affari e innovazione. Ogni suo progetto sembra quasi una puntata della serie “The Avengers” dove al posto di Hulk e Spiderman, Musk ha dalla sua un team di super ingegneri che lavorano fino a 16 ore al giorno, svengono dalla stanchezza, dormono attorno alle rampe di lancio spaziale e capaci di costruire le più straordinarie cose mentre si sistemano gli occhiali sul naso. 

Ogni suo progetto è obbligatoriamente sull’orlo del fallimento sino all’ultimo minuto, ma alle 22h30 dell’ultimo giorno della scadenza, lui riesce a raccimolare qualche miliardo per lanciare decine di navicelle nello spazio, per presentare al grande pubblico “Tesla” – l’auto elettrica cult –, per rendere l’energia solare ‘cool e per apparire, lui stesso, bello e alla moda, allo stesso tempo. 

Per tutti gli imprenditori, anche se non puntano ad arrivare alle stelle, la vita di Musk è un feticcio immaginario da tenere a mente per comprendere quanto scegliere la propria squadra, dare tutti se stessi, o non dire mai di “no” sia fondamentale…A meno che, certamente, la tua idea non si assolutamente sciocca, ma pare che questo non sia proprio un suo problema.  

L’ uomo-missione, padre di 5 figli, adorato dal suo team e in grado di incutere timore o di suscitare talvolta l’odio più profondo, si dirige verso le stelle e qualche volta calpesta, senza pensarci troppo, le persone con cui ha lavorato per decenni pur di raggiungere quell’obiettivo prefisso. Per questo, può darsi che non tutti vogliano assomigliargli ma in segreto sono certa che sogneranno che un giorno li chiami e dica “Hey, hai piani per i prossimi anni perché sono Elon Musk e se vieni a lavorare per me, insieme faremo meraviglie”.