Editoriale Genius

ph. immagine d’archivio – Evento Genius con i giornalisti Giusppe Cruciani e Fausto Biloslavo

Potrebbe sembrare un anacronismo, nel momento in cui i quotidiani, snobbati dai molti e quasi totalmente dai giovani, soffrono di una vetustà manifesta, superati a suon di clacson dalla rete e la sua immediatezza del diffondere notizie. Perchè aspettare il giorno dopo per avere le necessarie news da tutto, ma proprio tutto il mondo, con l’unica esclusione della Corea del Nord(?!), quando premendo il tasto giusto ci verranno sciorinati aggiornamenti, interviste, foto, video e tutto quel che serve per saturare il nostro sapere? Conoscenza di cose che, probabilmente, non sono un nostro interesse, quanto piuttosto una curiosità o forse un’attualità da poter dimenticare nello spazio di un mattino.

In questo tempo, si diceva, nasce a Trieste un magazine, regolarmente in rete, da visitare al monitor, edito da giovani volenterosi, curiosi e attenti ad ogni tendenza del pianeta: Genius on line. Percorre il suo sentiero nell’etere intangibile di internet, per approdare, clamorosamente e dopo un suo lungo percorso, nel classico off line, cioè diventando una rivista, di quelle che, come da tradizione, profumano di tipografia e inchiostro, pesano nella mano e vanno sfogliate accuratamente, senza che si intrometta alcun pop-up durante la lettura.

Non una rivista usa e getta, ma un fascicolo molto ben impaginato, ricco di testi e foto, da conservare, guardare e riguardare, leggere con attenzione, mostrare ad altri. Politica, arte, cultura, costume, sport, attualità… si trova tutto quel che serve per restare aggiornati su dove il mondo si incammina, sui nuovi bisogni della gente, sulle ambizioni dei più giovani.

Un modo di osservare ed ascoltare senza il selettivo filtro della quotidianità, regalandosi il tempo di capire e meditare, senza lo stress dell’obsolescenza della notizia, quella sopraffatta da altre che ci distolgano da ogni possibile approfondimento. Un osservatorio su temi attuali e soprattutto personaggi da ascoltare, senza volerne trarre, da parte dell’editore, conclusioni che sostengano un pensiero già precostituito. Potrebbe sembrare un passo indietro, un ritorno al periodico di cultura di qualche lustro fa, e forse, per alcuni aspetti potrebbe esserlo, tuttavia basta sfogliare Genius Magazine per capire che la proiezione dei temi guarda in avanti, apre strade di modernità su cui riflettere. Del resto le firme, se forse ne escludiamo un paio, che i lettori più attenti di Vita Nuova potrebbero riconoscere, mostrano un’anagrafe decisamente fresca.

Le statistiche ci informano che il 2017 è stato l’anno d’inversione di tendenza per i libri, come a dire che il bisogno di leggere e rimettere in moto i neuroni potrebbe fare capolino nella nebbia diffusa della sovrainformazione incontrollata , spesso inutile, se non fasulla, della rete.

Spesso ci si chiede se i tomi della nostra biblioteca domestica hanno ancora un senso e ognuno si darà la propria risposta. Certo è che leggere o ascoltare una pagina che svanisce nell’etere è come guardare una foto sullo smartphone, quella che scompare per offrire il posto ad un’altra, senza lasciare una scia di se stessa. Il libro non si muove mai e in ogni momento potremmo decidere di salire sulla scala per estrarlo dalla pila e aprirlo, consci che da questo seppur piccolo sforzo trarremo fissità nella memoria. Un po’ come una foto ben stampata, incorniciata, appesa per essere visitata di continuo. Solo così la potremo chiamare “fotografia” e solo così capiremo se ha qualcosa da dire a chi l’osserva.