Globalizzazione. Meglio il made in Italy o il Made in China..?

J Ax, rapper italiano ormai quarantenne si/ci chiede se “era meglio prima, quando la roba era Made in Italy e non Made in China”. Anche se pone subito la precondizione che questo è un discorso da nonne, universalmente pronte ad affermare che un tempo le cose giravano meglio.. se ha affrontato il tema in qualche modo ne sente il peso o semplicemente pensa che sia ora di fare un paragone tra epoche. Chiunque sia nato dopo la Guerra si è presto abituato all’idea che il proprio mondo può solo, inevitabilmente crescere e che il futuro, anche se irto di questioni, avrebbe generalmente portato, a scanso d’ogni sfiga, progresso e benessere. Così è genericamente successo, tanto che nessuno mai ha rimpianto la miseria dei tempi del dopoguerra, le carestie nelle campagne e la conseguente emigrazione, ma nemmeno gli anni di piombo dei ’70-80: guardiamo avanti con fiducia. Oggi però, col camuffo dello slang tipico del rap, magari un po’giovanilista (della serie kissenefrega..), ma con coraggio, J Ax pone una questione sulla quale nessuno sembra mai voler approfondire: il mondo della rete, della tecnologia avanzata e del giramondo lowcost è veramente migliore a quello di una generazione prima? Possedere mille oggetti di qualità apparentemente super ma.. Made in China è un valore reale o una ricchezza effimera? Quesito non semplice e risposta impossibile: come si fa a dire quando si stava meglio, certamente non misurando il PIL, strumento di rilevazione totalmente privo d’anima!

Andando un po’ oltre qualcuno si chiede se lo stupore tecnologico di fare un biglietto del treno alla macchinetta del self service in stazione (che ti frega il resto una volta su due..) sia davvero un risparmio se poi abbiamo fatto a meno dei bigliettai.. e la disoccupazione cresce. Per fortuna in autobus non c’è più l’obliteratore umano e quindi sappiamo di poter decidere se fare il biglietto o meno, ma questo meccanismo, per reggere economicamente, prevede una coscienza collettiva che pochi oggi mostrano.. e la disoccupazione cresce. Alcune decine d’anni fa gli spazzini, prima di diventare “operatori ecologici” passavano ogni mattina per i cortili di tutte le case a raccogliere l’immondizia. Oggi i bottini casino virtuel en ligne gratuitement della differenziata sono alcuni centinaia di metri più in là e comunque chi non vive in città deve servirsi del calendario per sapere quando gettare in strada i sacchetti che contengono la vergogna del mondo consumista. Se sbagli data o rifiuto ti aspetta la gogna. Per fortuna, però, il camion che vuota la spazzatura è diventato automatizzato e con telecamere, così si risparmiano 2 addetti su tre! E la disoccupazione cresce.

Ok stop sennò si diventa nonne e perfino il nostro J Ax dice che forse quando cantava con gli Articolo 31 ai tempi di Maria Giovanna era meglio di adesso.

Ci piace girare il mondo a 29 euro e 90 e ci piace parlare gratis con il mondo attraverso Skype. Però bisogna sempre essere realisti e conservare un spirito critico se per andare in treno da Trieste a Lubiana (80 km) ci si mettono 4 ore (100 anni fa la metà e sulle stesse linee..), se per pagare le prestazioni e le forniture le aziende private e pubbliche ci mettono ormai almeno 6 mesi.

Qualcuno disse, anni fa, che la globalizzazione dei mercati e la digitalizzazione ci avrebbero riconsegnato un mondo più equanime, dove i Paesi più poveri avrebbero finalmente trovato la soluzione in grado di invertire un trend miserabile che stona assai con l’iperconsumismo occidentale. Quel “qualcuno” diventò in realtà un pensiero generale condiviso, interrotto solo dal clamore di sparuti giovinastri presto etichettati come estremisti in quanto “no global”. Oggi, senza dover processare alcuno, non ci sembra di scorgere i pentiti del pensiero “benpensante” di allora; oggi che la forbice tra Paesi ricchi e poveri è cresciuta, che il Mercato offre quotidiane dimostrazioni di arroganza nello speculare sulla vita della gente per poche lire d’interesse proprio. Il Mondo di è globalizzato ma è indubbio che il pensiero dell’uomo e i suoi comportamenti hanno tratto dall’allargamento un’opportunità più vasta per i propri interessi, senza raggiungere un livello di coscienza collettiva che consentisse allo stesso Mondo di trovare una regola per gestire i miliardi di connessioni che ha generato in ogni campo.

Intanto J Ax si è comprato una bicicletta.

in foto Fabio de Visintini