Dietro l’obiettivo

Alberto Buzzanca è un fotografo professionista di Padova, specializzato in fotografia di moda e pubblicità. Opera con professionalità nella realizzazione di servizi fotografici. Su Instagram più di cinquantamila sono i suoi follower.

Che dire…, le foto del tuo portfolio sono splendide. Ma non solo le foto dei servizi fotografici per la moda, dove le donne sembrano acquisire una grande personalità, ma anche le foto dei paesaggi, penso a Panarea o Parigi che nel loro in bianco e nero acquisiscono un grande spessore. O i taxi di New York con le scie di luci colorate e magiche.
Come nasce questa abilità nel fotografare? E da dove nasce la passione per la fotografia?
Nel 1992 ero impiegato di un’azienda, per nulla soddisfatto del mio lavoro. E pensavo, non sarà
questa la mia vita! Nell’agosto del ’92 mio padre è venuto a mancare. Era un’artista, scultore, incisore e pittore, con la passione per la fotografia. Negli anni ’70, mio padre ha fotografato la famosa modella Veruschka, quella del film Blow- up di Michelangelo Antonioni, prima ancora che diventasse top- model. Liberando lo studio, ho trovato la macchina fotografica che utilizzava mio padre, una Zeiss ikon. Da quel giorno amore a prima vista! Come ci se fosse stato un passaggio di consegne. E così dagli anni ’90, dopo la morte di mio padre, la fotografia è diventata per me una droga. Ho imparato tutto con due libretti che aveva nel suo studio. Allora, bisogna ricordare, non c’era Internet da cui attingere. Sono autodidatta al 100%.

Come si passa dalla passione per la fotografia alla professione?

Pura casualità!

Come avviene la scelta della location esterna nel caso di foto di moda? E in interni, quanto è costruita l’immagine?

Per quanto mi riguarda, la scelta della location il più delle volte è improvvisata. In base alla situazione che trovo, fotografo! Ho iniziato anni fa con il reportage, e ho imparato a conoscere bene come fotografare con luce naturale. Il mio obiettivo preferito è il 50 mm, praticamente come vede un occhio umano.

Le tue foto incantano. Come riesci a ottenere la magia dell’incanto?

Sono un amante dei libri, in special modo di quelli che parlano di fotografia. Ho un discreto archivio. Sono curioso. Sono molto interessato ai fotografi che hanno fatto la storia della fotografia, mi piace leggere della loro vita, come hanno iniziato, le tecniche utilizzate. Il mio background culturale mi ha aiutato a fare la fotografia che eseguo oggi.

Sembra che le persone fotografate escano dalle foto.

l più delle volte, utilizzo l’obiettivo alla massima apertura, metto a fuoco gli occhi della persona ritratta, tutto il resto fuori fuoco, creando in tal modo un’immagine “tridimensionale”.

Quanto conta per te la bellezza, degli umani e dei luoghi?

Il fotografo Peter Lindbergh un giorno ha detto: a me piace fotografare tutti, non esistono belle o brutte persone da ritrarre! Il ritratto è la cosa più bella e difficile da eseguire. Il soggetto del ritratto è comunque l’autore. Se più autori fotografassero la stessa persona, nel medesimo istante, uscirebbero ritratti diversi. Perché fotografi quello che sei.

Non Photoshop, ma ottimo rapporto con i social media. Hai cinquantamila follower su Instagram. Lo utilizzi perché il mondo va in quella direzione?

Photoshop, ne ho abusato per anni, ora ho fatto un passo indietro. Per quanto riguarda i social, penso che il lavoro del fotografo sia uno di quelli che ha avuto più riscontro dal punto di vista lavorativo. I social vivono soprattutto di immagini. Instagram ad oggi è quello che dà più soddisfazioni…, e lavoro.

Ricevi quindi richieste di lavoro da Instagram.

Certo, anni fa spendevo molto in pubblicità per sponsorizzare il mio lavoro. Oggi con i social è gratuita. Instagram è usato molto anche da imprenditori che, nei momenti di pausa, cercano collaboratori per sponsorizzare i loro prodotti. Se una persona è interessata al tuo lavoro, ti può contattare direttamente. Ho preso lavori importanti utilizzando questo social. Prima mi chiedevi come si diventa fotografo professionista. Non basta saper fotografare. Devi saperti vendere, essere duro e diretto. Se lavori bene, i follower arrivano da soli. Sempre tramite i social, ad esempio, sono stato contattato dalla Fujifilm, e sono diventato ambasciatore italiano e ora collaboro con loro. La tua professionalità è comunque, come ho detto, data dal tuo background. Anni di lavoro, errori , successi, investimenti in attrezzature, corsi, viaggi mi hanno sicuramente aiutato a superare situazioni a volte difficili e imprevedibili nell’ambito lavorativo.

Vuoi parlarmi di progetti futuri che hai a cuore?
Sono diventato fotografo professionista partendo da zero. Oggi ho uno studio a Padova, amo il mio lavoro, vivo di fotografia. Cosa volere di più? Un consiglio che posso dare alle nuove leve è di essere umili. L’umiltà mi ha aperto molte porte nel mondo lavorativo, e non solo.