David Cameron contro gli italiani?

Le general elections, come le chiamano oltremanica, si terranno il prossimo 7 maggio. David Cameron, Prime Minister uscente ha preso la palla al balzo e, come fa da qualche tempo, ha strizzato l’occhiolino a temi cari allo Ukip di Nigel Farage. Vorrebbe dire? Immigrazione in primis. Niente di strano,visto che sfortunatamente in Europa, c’è una tendenza a costruire campagne elettorali sulla caccia all’immigrato. Lo sta facendo Salvini con i suoi tweet – non tanto diversi da quelli del nostro caro Matteo – lo fa le Front National in Francia. Sembra sia di moda.

Ebbene, David Cameron ha puntato il ditto sugli immigrati; si, ma quelli che provengono dall’Unione Europea. Si sa, culturalmente gli inglesi non includono mai sé stessi in quel continente europeo, così l’invasione di italiani, spagnoli e di altre nazionalità ai Tories non piace. Per quale motivo? Il welfare inglese spende tanti soldi ogni anno. L’accesso al welfare in questo momento è libero. Non si deve pagare per usufruire di cure mediche, oppure per i benefits che il governo eroga praticamente a chiunque ne faccia domanda. Ebbene, il tempo, per Cameron guarda caso è scaduto proprio in vista delle general elections. Da qualche tempo, David Cameron fa il verso a Farage. Farage, dal canto suo, dopo aver provato con Grillo un naufragio collettivo, almeno in patria si muove bene. Così i conservatori guardano ai temi che di più infiammano la piazza; non perché ci tengano veramente, perché hanno bisogno di quei voti. Perché la politica si fa anche in questo modo, sporco, che non piace, ma che ha delle regole precise.

Il punto è tuttavia un altro. Come si fa a interrompere la partecipazione nell’Unione Europea – altra sparata elettorale di Cameron – di uno stato come l’Inghilterra? I Tories strizzano quindi l’occhio nuovamente allo Ukip. Tutti sanno che DC non può permettersi di uscire dall’Europa. Non glielo permetteranno. Nessuno, ha in questo momento il potere di uscirne. Processo irreversibile, che punta ad includere e non ad escludere.

Tuttavia, farsi delle domande dovrebbe essere dovere di ogni cittadino. Ed allora per quale motivo non possiamo uscire dall’Europa? Perché qualcuno decide che non si può? Perché David Cameron decide che anche i cittadini europei che magari hanno trovato un lavoro in Inghilterra e pagano le tasse non dovrebbero avere accesso al welfare prima di quattro anni? Perché pensiamo che includere sia meglio che escludere in questo momento? Perché non pensiamo che i movimenti migratori sono spostamenti ciclici? Perché tendiamo a vedere nelle invasioni barbariche la vera ragione del crollo dell’Impero romano, quando sappiamo che non furono i Goti o gli Unni gli unici responsabili? Perché il pane quotidiano dell’elettore diventa proprio la caccia al visigoto. Che oggi si chiama negro, slavo, rumeno o rom, zingaro o gay. Che si chiamava ebreo. Da sempre questa disumanità si nutre di trasmissione della paura. E la gente, pur cambiando epoca, pur cambiando modello, non cambia il registro del pensiero. Ed allora, se non riusciamo veramente a cambiare il nostro pensiero, non sarà giunto il momento nel quale forse questo modello fallimentare dovrebbe venir sostituito?

 

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