Dalle pagine della Bibbia, un elogio alla donna

Nei giorni della festa della donna anche la Bibbia può contribuire a farne l’elogio, in un modo più equilibrato e sobrio, ma profondo e vero, di quelli che si mostrano ogni anno l’8 marzo, in questa giornata che a volte assume tratti un po’ squallidi a causa della mercificazione che si fa di ogni ricorrenza, ormai.
Apriamo le pagine della Bibbia, e scopriamo una serie di riflessioni che ci fanno respirare bene, come se fossimo in montagna, immersi in un’aria pulita e tersa.

Lo Spirito di Dio “che si librava sulle acque” prima della Creazione, raccontato dal Libro della Genesi, viene nominato attraverso un termine femminile “Ruah”. La “Ruah” di Dio prima della creazione aleggia sulle acque, come segno “fecondatore”: questo a dire del principio femminile di Dio che anche la religione ebraico-cristiana contiene in sé, nonostante abbia un Dio narrato con le caratteristiche di Padre. Ma non dimentichiamo ciò che Papa Giovanni Paolo I disse in soli trenta giorni di pontificato: “Dio è padre e madre…”

Come non ricordare poi Sara, moglie di Abramo, che di fronte alla proposta dei tre viandanti portatori della promessa di Dio che avrebbe avuto un figlio in vecchiaia, si fece anche una sonora risata perché da Abramo non poteva certamente più pretendere nulla. E il figlio nacque, nonostante la risata di incredulità e venne chiamato “Isaac”, esattamente “figlio della risata”. Si può anche sorridere di Dio (lui non è permaloso) ma Dio porta a compimento le sue promesse ed è fedele alla sua parola. Sara è una donna che ci mostra la naturalezza di una persona che pur avendo fede resta concreta e semplice nella sua umanità e di questo Dio non ne fa problema.

E come non ricordare Maria di Nazareth, la donna che lottò con l’angelo di fronte alla proposta di diventare Madre di Dio. “Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?”. E’ Maria a ricordare all’angelo come nascono i figli di questa terra e come la promessa di Dio per incarnarsi avrebbe dovuto perdere ogni “distanza” e farsi carne di un ventre di donna. Partire da capo, come ogni uomo che nasce in questo mondo. E lei, Maria, darà a Dio il volto dell’uomo. Dio prende il volto di una donna.

Maria di Magdala e le donne del Vangelo, invece, sono persone capaci di essere vicine, prossime a Gesù. Con la loro amicizia, e per Maria Maddalena, con il loro amore vero. Lavano e baciano i suoi piedi, carezzano il suo volto (la Veronica nella tradizione della via Crucis) e nel venerdì in cui gli uomini sanno dare a Gesù solo croce e frustate loro ci sono, mute, sotto la croce a vedere sanguinare il “Figlio più bello mai nato da donna”. E poi, il giorno della risurrezione, mentre gli apostoli sono chiusi e impauriti dietro i loro fantasmi di vigliaccheria, le donne escono da casa, si espongono, non hanno paura, vanno al sepolcro. Manifestano il loro dolore per non trovare il corpo di Gesù: “hanno portato via il mio Signore…” diranno al custode del giardino.

“Mio Signore” sarà in bocca non a Pietro, ma a Maria di Magdala, segno che anche per chi ha molto sbagliato c’è la possibilità di ricominciare se molto ami. E Maria ha amato Gesù molto prima e molto più di Pietro (che in Giovanni 21 risponderà per tre volte solo un “ti voglio bene” alle tre domande di Gesù), segno di come le donne sanno davvero dare la vita per chi amano e quando amano davvero. E proprio le donne sono le primi portatrici dell’annuncio che ha cambiato il mondo: “Gesù è risorto!”. Loro che danno la vita nel grembo ai figli di questo mondo hanno incontrato  per primo l’Amore di Dio risorto che è tornato da morte per stare sempre con noi. E diventano le prime missionarie del Vangelo, loro che al tempo di Gesù non avevano né diritti né dignità: Gesù, il primo femminista della storia!

Ecco un piccolo elogio alla donna. Certamente ci sarebbe molto altro da dire. Tante altre sono le pagine della Bibbia che mostrano le donne capaci di comprendere molto prima e molto meglio dell’uomo i disegni di Dio. Serva anche questo per ricordare la donna l’8 marzo. Per ringraziare Dio per le donne che ha messo sulla nostra strada, a partire da nostra madre. E per aiutare le donne ad essere all’altezza della loro grande dignità che Dio ha dato loro.