” Da Matisse a Bacon , il Volto del’900”

cover: Los amantes (Rene Magritte, 1928)

Ritratto: del volto dell’amato; del figlio prediletto; del nobile, oppure un gioco di sguardi catturati o rubati. Un osservazione tramutata in un racconto immutato e indelebile descritto con sapienti pennellate su tela che scoprono a poco a poco una personalità celata in una postura, in uno sguardo oppure un volto indossato come un vestito pronto ad esser cambiato ad ogni nuova scena. Come l’atto di procreare perpetua la specie, così l’atto di ritrarre perpetua la memoria, si ri-produce.E poi, un volto incorniciato che spicca nella luce che lo investe. La curiosità della scoperta di particolari che vengono delineati da un ombra esaltandone, a volte , un incompiuto, come se una luce inaspettata ci potesse rivelare ogni cosa nella sua qualità d’animo.

La mostra presso il Palazzo Reale di Milano, curata da Jean-Michel Bouhours,” Da Matisse a Bacon , il Volto del’900”, ospita ottanta opere, soprattutto dipinti, opere tra le più importanti e significative del patrimonio artistico, capolavori provenienti dalla collezione del Musée National d’art moderne del Centre Georges Pompidou di Parigi . Opere uniche di artisti celebri come Matisse, Bonnard, Modigliani, Magritte, Suzanne Valadon, Severini, Bacon, Dubuffet, Tamara de Lempicka e molti altri ancora. Anche diverse sculture esposte per aree tematico-cronologiche.

Si apre con una serie di tele che denotano l’influsso della psicoanalisi sulla percezione di sé, ed ecco ritratti diversi soggetti femminili, dal ‘Nudo sul divano’ di Albert Marquez, dove la donna emerge in tutta la sua autoconsapevolezza, a “ Ivette con il vestito a quadri”, dove invece il soggetto sembra mascherato, quasi mortificato nella sua femminilità, a ‘Marie-Catherine’ di Avigdor Arikha del 1982 dove la protagonista appare persa, lontana, con uno sguardo annebbiato quasi trasmutato. Vero capolavoro di questa sezione è ‘Ritratto di Dédie’ che Amedeo Modigliani dipinse nel 1918 quando cominciano ad apparire i tratti della sua pittura matura, i suoi colli, i suoi sguardi penetranti, il volto delineato mentre la figura era rapidamente risolta con pennellate veloci, purezza formale e penetrazione psicologica dei ritratti. Inoltre Becon, con l’ossessione per la vita e le deformazioni violente utilizzando la tecnica del frottage, del dipingere per trasfigurare.

Opere che ci colpiscono subito e ci immergono nella nuova pittura di soggetto femminile di inizio secolo.
Correnti artistiche quali il fauvismo e l’ espressionismo hanno fatto eco alla fragile soggettività dell’ individuo : le occhiaie delle donne di Auguste Chabaud sembrano la metonimia della loro nefandezza, le femme fatales o angeli caduti eretti pittoricamente a idoli di un mondo urbano ed elettrico per le persone che vivono il mondo, contemplare i ritratti, è come un percepire le loro vite e ciò che li circonda. Dunque, il ritratto può essere una rappresentazione della percezione che gli artisti hanno di se, autoritratto e delle persone, ognuno a seconda della personale visone derivante da un bagaglio culturale e di stile trasfigurato anche in seguito ai grandi cambiamenti della società e della storia.

Sette le tematiche fondanti scandite nella mostra: i miseri dell’anima – l’autoritratto; il volto alla prova del formalismo; i volti in sogno; il surrealismo; l’impossibile permanenza dell’essere; dopo la fotografia; la disintegrazione del soggetto.

Con l’avvento quasi irruento del diffondersi della pratica fotografica e dall’indagine psicologica nella quale vi partecipa anche l’osservatore non solo il soggetto e l’artista, si ebbe un calare di sipario liberando la poetica del ritratto dall’esigenza di documentazione e celebrazione. Al contempo fu di stimolo ai pittori a esprimere la percezione del volto, proprio o altrui, con nuovi codici linguistici ed estetici dando modo al una più libera e fluente creatività.

“ l’invenzione della psicoanalisi, la negazione dell’individuo operata dai totalitaristi , la distruzione dell’identità nei campi di sterminio nazisti, la diffusione della fotografia messa a servizio dalla burocrazia per il riconoscimento delle persone¸ l’invasione dell’Io da parte di uno pseudo- immaginario collettivo creato dai media: a questo contesto sociale- scrive il curatore della mostra Jean- Michel ouhours– occorre aggiungere il ruolo dell’arte, la spinta all’astrazione, la perdita del soggetto nell’ideale collettivo delle avanguardie: tutto sembra concorrente all’dea dell’arrivo di un mondo senza volti”.

I misteri dell’anima.

“Da Matisse a Bacon Il Volto del’900, capolavori del centro Pompidou”
Palazzo Reale – Milano
25 Settembre- 9 Febbraio 014
http://www.ilvoltodel900.it