“Cave of Forgotten Dreams” di Wener Herzog, la grotta Chauvet a S+F

foto: una delle raffigurazioni del bestiario nella grotta Chauvet

Tra i film horror e fantascientifici di Trieste Sciente+Fiction il pubblico ha avuto l’occasione di assistere a “Cave of the Forgotten Dreams”,  uno splendido documentario di Werner Herzog. Uscito in Italia il 30 aprile 2011 durante Trento Film Festival, il documentario non ha ancora avuto accesso alle sale cinematografiche italiane, cosa che ha limitato le occasioni per la visione al pubblico ad alcuni festival cinematografici. Fortunatamente Trieste Sciente+Fiction ci ha donato questa opportunità, lasciandoci scoprire i frutti di un lunghissimo lavoro: ‘Cave of Forgotten Dreams” è un documentario sulla grotta Chauvet, il luogo che ospita la più antica collezione di pitture parietali ed incisioni risalenti all’uomo di Cro-Magnon.

Ciò che offre questo documentario è unico: lo spettatore viene condotto attraverso un viaggio indimenticabile in un passato lontanissimo. Già trentamila anni fa il fiume Ardèche, affluente del Rodano, era penetrato per più di cinquecento metri nella montagna scavando così un tempio magico nel meridione della Francia: grandi sale, cunicoli e gallerie ricoperte da stalattiti e stalagmiti di grande effetto scenografico mostravano le doti scultoree di Cronos.

La grotta fu frequentata per millenni dagli uomini del paleolitico superiore; i nostri antenati usarono probabilmente gli antri nascosti della caverna per cerimonie e culti, lasciando traccia della loro presenza grazie ad un’inestimabile bestiario che conta più di quattrocento figure animali,  impreziosito da un centinaio di impronte del palmo della mano raggruppate in “pannelli” assieme a tracce e reperti del mondo animale. Un dono straordinario che viene dal passato, rappresentazioni stupende realizzate sulle superfici irregolari della caverna, disegni frutto di una stilizzazione moderna, quasi per indicare questo luogo come la culla sotterranea dove avvenne l’origine della cultura umana. Un luogo capace in qualche modo di prevedere l’evoluzione futura del pensiero, come la dinamicità delle figure animali poste su superfici irregolari può rappresentare l’antenato delle immagini in movimento.

Come in una storia fantastica la grotta rimase isolata fino ai giorni nostri da una frana, per poi essere riscoperta casualmente nel 1994. Il fragile clima interno, isolato per millenni, ha conservato perfettamente ogni cosa. Allo stesso tempo la sua salvaguardia rappresenta una grande problema, che ha portato alla decisione di sigillare la caverna. Per queste ragioni è stato concesso ad Herzog ed alla sua troupe solamente un’ora di riprese all’interno di questo prezioso ambiente. Da questi presupposti nasce un’opera splendida e sofferente, una sofferenza segnata decisamente dall’evidente carenza di girato legata anche alle diverse difficoltà di ripresa all’interno di un ambiente assolutamente ostico, ma che allo stesso tempo riporta lo spettatore all’esperienza dell’esploratore che scopre un tesoro inestimabile durante un’avventura. Al fine di accentuare la sensazione della visuale in soggettiva è stata scelto di usare un dispositivo di ripresa 3D dedicato appositamente a questo scopo. L’incredibile esperienza offerta è quella di ritrovarsi nell’oscuro della grotta al cospetto di queste immagini ancestrali piene di potere e fascino assoluti.

L’inaccessiblità di questo tesoro rende questo documentario un gioiello imperdibile, in quanto l’unica occasione che abbiamo di ammirare quasi dal vivo questo tesoro vive attraverso questa pellicola, cosa che aggiunge un enorme valore intrinseco al documentario. Un documentario assolutamente scientifico, ricco di informazioni ed interviste ad esperti che puntano ad arricchire la conoscenza dello spettatore ma anche a divertirlo ed intrattenerlo attraverso una descrizione che lascia trasparire una grande umanità, in linea con la forza pulsante che vive in un questa grotta dei sogni dimenticati. Come detto prima la difficile distribuzione che affronta questo titolo non lascia molte occasioni al pubblico di ammirare questo grande prodotto cinematografico, che apparirà probabilmente durante altri festival di nicchia o in qualche cinema d’essai, lasciandoci il compito di scovare la sua prossima programmazione per non perderci questo capolavoro dell’umanità.